Banca d’Italia: nel 2015 calo del 5% dell’erogazione di finanziamenti da parte di intermediari non bancari

Banca d'Italia Logo 2“Nel 2015 il miglioramento della congiuntura si è riflesso sull’attività degli intermediari creditizi italiani. I prestiti delle banche si sono stabilizzati alla fine dell’anno e, per la prima volta dopo quattro anni, sono cresciuti nei primi mesi del 2016, sebbene in misura molto contenuta; le politiche di offerta sono diventate più espansive, ma rimangono fortemente differenziate in ragione del rischio e della dimensione della clientela”. È quanto si legge nella relazione annuale della Banca d’Italia.

La provvista, prosegue il rapporto, è lievemente diminuita; il costo medio è sceso, seguendo l’andamento dei tassi di mercato monetario. Le condizioni di raccolta sono rimaste nel complesso stabili, anche dopo la risoluzione di quattro banche rappresentanti circa l’1 per cento dei depositi. La qualità del credito ha beneficiato del miglioramento congiunturale, il tasso di deterioramento dei prestiti è diminuito in modo significativo e la consistenza dei crediti deteriorati si è stabilizzata. La redditività è tornata positiva per gli intermediari creditizi (bancari e non bancari): permangono tuttavia difficoltà per il complesso delle piccole banche, per alcune di media dimensione e per i confidi. Gli indici patrimoniali sono saliti. Alla fine del 2015 e nei primi mesi di quest’anno la caduta dei corsi azionari nel settore bancario dell’area dell’euro, determinata principalmente da un rialzo dei premi per il rischio, e l’aumento della loro volatilità sono stati più marcati per le banche italiane, che hanno risentito dell’elevato ammontare di crediti deteriorati nei bilanci.

Vi hanno contribuito le incertezze tra gli investitori sull’esito di alcune operazioni, già programmate, di rafforzamento del capitale. L’elevata incidenza di prestiti deteriorati, eredità della lunga recessione, influisce negativamente sulla redditività delle banche e, quindi, sulla capacità di accrescere il patrimonio e di erogare il credito.

La riduzione, necessariamente graduale, di questi crediti potrà beneficiare delle iniziative intraprese dallo scorso anno, tra cui le misure per diminuire i tempi delle procedure di recupero e lo schema di garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs). Allo sviluppo di un mercato secondario dei crediti deteriorati potrà contribuire il fondo di investimento privato Atlante, recentemente costituito. La raccolta degli investitori istituzionali si è mantenuta su livelli elevati. I bassi tassi di interesse hanno indotto gli intermediari a contrarre la quota del portafoglio investita in titoli pubblici italiani e ad aumentare gli investimenti in titoli emessi da imprese private. Il positivo andamento della raccolta ha continuato a sostenere la redditività nei principali comparti.

Gli intermediari creditizi non bancari e i confidi

Si è accentuata la contrazione dei finanziamenti erogati dagli intermediari creditizi non bancari (-5,0 per cento, rispetto a -2,9 nel 2014). La qualità del credito delle società iscritte nell’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia è lievemente migliorata: l’incidenza dei prestiti deteriorati sul totale è scesa al 17,2 per cento (-0,2 punti percentuali rispetto al 2014).

La redditività è cresciuta; le società finanziarie hanno avuto complessivamente un risultato di esercizio positivo (246 milioni), a fronte di una perdita nel 2014. Nel 2015 le società che hanno registrato un risultato negativo sono diminuite rispetto al 2014 (da 70 a 59) e le loro perdite si sono più che dimezzate. Il rapporto che misura l’adeguatezza patrimoniale del settore (total capital ratio) è aumentato di un punto percentuale, al 12,5 per cento, pari al doppio del requisito minimo, sia per l’incremento del patrimonio di vigilanza (3,3 per cento), sia per il calo delle attività ponderate per il rischio (-6,0 per cento).

Nel 2015 le garanzie rilasciate dai confidi iscritti nell’elenco speciale (13 miliardi) sono scese del 10,5 per cento rispetto al 2014: sul calo dell’operatività ha influito l’accesso diretto da parte delle banche alla controgaranzia del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. La flessione è stata accompagnata da un incremento della rischiosità. Alla fine dello scorso anno le posizioni deteriorate erano il 35,6 per cento delle garanzie rilasciate, quelle in sofferenza il 24,7 per cento (rispettivamente 31,6 e 20,3 nel 2014). La redditività ha risentito dei minori ricavi da commissioni (-8,8 per cento rispetto al 2014) e dell’aumento dei costi operativi (2,0 per cento rispetto al 2014), che hanno assorbito quasi il 90 per cento del margine di intermediazione. Le perdite complessive dei confidi sono state di 102 milioni nel 2015 (88 milioni nell’esercizio precedente). Il patrimonio di vigilanza, quasi tutto di qualità primaria, era pari al 16,3 per cento delle attività ponderate per il rischio (total capital ratio).

Banca d’Italia: nel 2015 calo del 5% dell’erogazione di finanziamenti da parte di intermediari non bancari ultima modifica: 2016-06-01T12:07:50+00:00 da Redazione

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