Banca d’Italia: nel 2015, in Veneto, flessione dell’1,1% dei prestiti bancari

Banca d'Italia Logo 2Alla fine del 2015 i prestiti bancari al settore privato non finanziario veneto (imprese e famiglie consumatrici) hanno mostrato una flessione dell’1,1 per cento, in linea con la variazione dell’anno precedente. A fronte della moderata ripresa dei finanziamenti alle famiglie consumatrici (1,4 per cento, da -0,1 per cento nel 2014; 1,2 per cento in Italia), sostenuta dal livello storicamente contenuto dei tassi di interesse sui mutui per l’acquisto della casa, i prestiti alle imprese hanno registrato un calo del 2,2 per cento (-1,3 per cento nel 2014; -0,7 per cento in Italia), influenzati dal miglioramento della posizione di liquidità delle imprese che ne ha contenuto la domanda e dalle difficoltà di accesso al credito dei prenditori più rischiosi; la flessione dei prestiti è stata più marcata per le imprese di minori dimensioni (-3,3 per cento). La dinamica dei prestiti al settore privato non finanziario non è variata nei primi mesi del 2016 (-1,0 per cento a marzo, pressoché stabili in Italia). Lo rileva la Banca d’Italia nella sua periodica analisi dedicata all’economia delle regioni.

Secondo le informazioni della Regional Bank Lending Survey (Rbls), a fronte della ripresa della domanda di credito, che ha riguardato in misura più accentuata le famiglie consumatrici, le condizioni di offerta si sono nel complesso stabilizzate, evidenziando segnali di allentamento in termini di spread applicati alle famiglie e alle imprese.

Il credito alle famiglie
Alla fine del 2015 il credito erogato da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici ha mostrato una moderata ripresa (1,1 per cento), dopo un biennio in lieve contrazione. Alla crescita dei mutui per l’acquisto delle abitazioni (0,5 per cento) si è associata quella del credito al consumo (3,9 per cento), in accelerazione nel secondo semestre del 2015; quest’ultimo è stato sostenuto dalla crescita dei prestiti finalizzati, stimolati dalla ripresa del mercato dell’auto, la cui quota si è attestata al 27,3 per cento del totale del credito al consumo, con un incremento di 1,4 punti percentuali rispetto alla fine del 2014.

I mutui per l’acquisto di abitazioni
Alla crescita dell’ammontare complessivo dei mutui casa ha contribuito il deciso aumento delle nuove erogazioni nel corso del 2015 (62,6 per cento sull’anno precedente). Al netto delle surroghe e sostituzioni, che nel corso del 2015 hanno costituito il 16,8 per cento dei nuovi mutui, l’aumento sarebbe stato del 40,0 per cento. La dinamica positiva delle nuove eroga zioni è stata favorita dalla flessione dei prezzi degli immobili, in corso da oltre un biennio, e dal livello contenuto dei tassi di interesse. I tassi di interesse sui mutui per l’acquisto della casa erogati nel quarto trimestre del 2015 sono calati di circa mezzo punto percentuale rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente sia per la componente a tasso fisso sia per quella a tasso variabile, attestandosi, rispettivamente, al 3,1 e al 2,2 per cento. Il basso livello dei tassi ha favorito anche una ricomposizione delle erogazioni a favore della componente a tasso fisso: dal secondo trimestre del 2015 l’ammontare di questi nuovi mutui è risultato pressoché equivalente a quello dei mutui a tasso variabile (erano inferiori al 20 per cento delle erogazioni totali nel quarto trimestre del 2014). Con il calo dei tassi d’interesse si è ridotta anche la dispersione delle condizioni praticate alle famiglie, che si era ampliata con l’emergere della crisi del debito sovrano. Suddividendo i mutuatari in base al livello dei tassi a essi praticati, il divario tra le famiglie con condizioni meno favorevoli e quelle con le condizioni migliori si è ridotto a meno di un punto percentuale alla fine del 2015 sia per i contratti a tasso fisso sia per quelli a tasso variabile.

In base ad elaborazioni sui dati della Rilevazione analitica sui tassi d’interesse, nel 2015 è ulteriormente diminuito l’importo medio dei nuovi mutui (a poco più di 100.000 euro, da circa 105.000 nel 2014). Il numero totale di nuovi mutui è aumentato e si è commisurato all’1,7 per cento del numero di famiglie residenti in Veneto, un livello superiore ai minimi del biennio 2012-13 (1,0 per cento circa) ma ancora ampiamente inferiore a quello registrato prima della crisi finanziaria (il 2,5 per cento nel 2005).

Secondo le informazioni tratte dalla Regional Bank Lending Survey, nel 2015 il rapporto tra il valore del mutuo per l’acquisto della casa e quello dell’immobile (loan to value) è rimasto sostanzialmente invariato (al 60 per cento). La durata media dei nuovi finanziamenti è risultata stabile (a 21 anni) come la quota dei contratti con durata pari o superiore ai 30 anni (20 per cento). La quota di nuovi mutui che consentono di estendere la durata o di sospendere temporaneamente i pagamenti senza costi addizionali è raddoppiata (dal 15 al 30 per cento). In base alle informazioni desunte dall’indagine campionaria Silc, nel 2014 (ultimo dato disponibile) la quota delle famiglie con un mutuo per l’acquisto di abitazioni si attestava al 20 per cento del totale (15 per cento in Italia), in aumento rispetto all’anno precedente (tav. a26). Il peso della rata del mutuo sul reddito si è lievemente ridotta al 20 per cento, contribuendo a mantenere su livelli contenuti la quota di famiglie finanziariamente vulnerabili (al 2,7 per cento).

Il credito alle imprese
I finanziamenti erogati dalle banche e dalle società finanziarie alle imprese, comprensivi delle sofferenze, sono diminuiti del 3,2 per cento alla fine del 2015 (-1,7 per cento nel 2014). La flessione dei prestiti è stata più marcata per il comparto delle costruzioni (-8,4 per cento) rispetto a quelli manifatturiero (-2,3 per cento) e dei servizi (-2,6 per cento); per questi ultimi oltre un terzo del calo è da attribuire ai servizi connessi alle attività immobiliari. Il miglioramento della situazione di liquidità delle imprese e condizioni di offerta delle banche ancora caute verso quelle più rischiose hanno contribuito alla sensibile contrazione delle aperture di credito in conto corrente e per anticipi su crediti commerciali. Conseguentemente, nel 2015 è nuovamente aumentata la quota dei debiti finanziari con scadenza a medio e a lungo termine. L’analisi di un campione di oltre 52.000 società di capitale venete, per le quali si dispone sia dei rating Cerved Group sia delle segnalazioni alla Centrale dei rischi, mostra che nel 2015 si è ampliato il differenziale di crescita dei prestiti tra le imprese con migliori indici di bilancio e le altre. I prestiti alle imprese sicure, già in crescita nel 2014, hanno accelerato nel 2015 (4,2 per cento), mentre quelli alle imprese vulnerabili e rischiose hanno accentuato la flessione (rispettivamente -4,5 e -5,7 per cento). I tassi di interesse sui prestiti bancari a breve termine hanno mostrato una flessione di 0,7 punti percentuali, attestandosi a fine anno al 4,8 per cento, sui livelli più contenuti dell’ultimo quadriennio (tav. a31). I tassi applicati alle imprese piccole hanno registrato un calo più contenuto (0,5 punti, al 7,4 per cento), ampliando il differenziale rispetto alla media dei prestiti alle imprese. I tassi sui prestiti al settore delle costruzioni si sono mantenuti più elevati (6,4 per cento), in corrispondenza con la maggiore rischiosità del comparto. I tassi sui prestiti a medio e a lungo termine si sono attestati al 2,7 per cento alla fine del 2015, in flessione di mezzo punto percentuale rispetto a dodici mesi prima. In base ai dati di un campione di oltre 32.000 imprese, nel corso del 2015 la differenziazione dei tassi in base alla rischiosità, misurata dal rating Cerved Group, sebbene in lieve riduzione rispetto all’anno precedente, si è mantenuta significativa: a fronte di un tasso medio sui prestiti a breve termine del 2,9 per cento per e imprese sicure, era applicato un tasso d’interesse del 4,9 per cento a quelle vulnerabili e del 6,3 per cento a quelle rischiose.

Le garanzie sui finanziamenti alle imprese
Il grado di copertura delle garanzie sui prestiti alle imprese, espresso come rapporto tra il valore delle garanzie e il totale dei prestiti, è lievemente calato nel 2015 al 57,7 per cento, attestandosi comunque su un livello superiore rispetto al 2007, principalmente in seguito alla copertura crescente sulle sofferenze. L’incidenza delle garanzie resta significativamente più elevata per i finanziamenti alle piccole imprese (75,7 per cento) e per il comparto delle costruzioni (76,6 per cento). Nel corso del 2015 si è mantenuta sostanzialmente invariata la suddivisione tra garanzie reali e personali. Tra queste ultime, la quota di garanzie rilasciate da soggetti pubblici è ulteriormente cresciuta all’8,4 per cento (era il 3,9 per cento nel 2007).

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Banca d’Italia: nel 2015, in Veneto, flessione dell’1,1% dei prestiti bancari ultima modifica: 2016-06-16T19:12:06+00:00 da Redazione

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