Banca d’Italia, nel 2016 prestiti in crescita nella provincia di Trento

Banca Italia Logo UltimoAlla fine del 2016 in provincia di Trento i prestiti erogati dalle banche al settore privato non finanziario sono tornati a crescere leggermente (0,8 per cento). L’andamento del credito riflette l’espansione della domanda delle famiglie a fronte della debolezza di quella delle imprese, in presenza di una sostanziale invarianza delle condizioni di offerta. Lo rileva la Banca d’Italia nella periodica analisi dedicata alle economie regionali.

Nel corso del 2016 la dinamica dei prestiti è stata differenziata per tipologia di banca: come nel biennio precedente, le Bcc (inclusa Cassa Centrale Banca) hanno continuato a diminuire gli impieghi a fronte di un incremento registrato dalle altre banche. Tale andamento è stato guidato dai prestiti alle imprese: quelli concessi dalle Bcc hanno continuato a flettere in misura rilevante (-4,3 per cento a dicembre) e a un ritmo più sostenuto rispetto al 2015, mentre quelli erogati dalle altre banche sono ulteriormente cresciuti (3,9 per cento a dicembre). Questo fenomeno è risultato più marcato nei confronti delle aziende più grandi; i prestiti alle piccole imprese sono invece calati per entrambe le categorie di banche. I finanziamenti erogati dalle Bcc alle famiglie consumatrici sono tornati a crescere, seppur a ritmi meno intensi rispetto a quelli delle altre banche.

Tali andamenti hanno determinato un recupero delle quote di mercato detenute dalle altre banche (50,1 per cento nel 2016); dal 2007 al 2016 le Bcc hanno ridotto la loro percentuale sui prestiti al settore privato non finanziario di quasi 6 punti.

La qualità del credito
Gli indicatori della qualità del credito erogato dalle banche e società finanziarie ai residenti in provincia di Trento hanno mostrato segnali di miglioramento. Nella media dei quattro trimestri del 2016, il flusso di nuovi prestiti deteriorati in percentuale ai prestiti in essere a inizio periodo (tasso di deterioramento) si è ridotto (al 3,1 per cento), sia per le famiglie sia per imprese, soprattutto per quelle delle costruzioni e dei servizi.

In linea con l’andamento del tasso di deterioramento, tra dicembre 2015 e lo stesso mese del 2016, anche il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti in essere all’inizio del periodo si è dimezzato (al 2,4 per cento).

Il miglioramento dei principali indicatori della qualità del credito è stato marcato anche per le Bcc che tuttavia partivano da condizioni peggiori rispetto alle altre banche: nella media dei quattro trimestri del 2016 il tasso di deterioramento è diminuito al 4,0 per cento; il flusso di nuove sofferenze è sceso al 3,3 per cento.

Complessivamente lo stock di prestiti bancari deteriorati si è ridotto: al lordo delle rettifiche di valore alla fine dell’anno era pari al 20,5 per cento dei prestiti totali; pur confermandosi elevata, l’incidenza delle partite deteriorate è diminuita in misura più marcata per le imprese medio-grandi, a fronte di un lieve aumento di quella delle piccole imprese. Lo stock di sofferenze si è sostanzialmente stabilizzato (11,3 per cento del complesso dei crediti).

Per le sole Bcc l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti è rimasta stabile al 23,6 per cento ma superiore di oltre 6 punti percentuali rispetto agli altri intermediari. Anche per effetto delle riclassificazioni di crediti già anomali le Bcc hanno ulteriormente accresciuto la quota delle sole sofferenze (12,0 per cento; 10,7 per cento il peso delle sofferenze sul totale dei prestiti registrato dalle altre banche), soprattutto quella delle imprese di maggiori dimensioni.

Negli ultimi anni si è registrato un forte aumento nell’attività di dismissione dei crediti deteriorati da parte degli istituti di credito19. Le banche possono ricorrere sia allo stralcio definitivo della componente di perdita, qualora quest’ultima sia comprovata da elementi certi e precisi, sia alla cessione del credito con cancellazione dal bilancio.

In provincia di Trento negli ultimi anni l’ammontare complessivo dei prestiti in sofferenza nei confronti della clientela stralciati per perdite ha registrato una dinamica crescente; nel 2016 gli stralci sono stati pari al 4,6 per cento
dell’esposizione lorda dei prestiti in sofferenza all’inizio dell’anno. Nell’ultimo biennio le operazioni di stralcio hanno prevalentemente riguardato i prestiti alle imprese. L’ammontare delle cessioni dei prestiti in sofferenza, modesto negli anni passati, è cresciuto significativamente nell’ultimo biennio. Nel 2016 il totale delle cessioni di prestiti in sofferenza è stato pari al 6,9 per cento dello stock di sofferenze lorde all’inizio dell’anno. L’attività di cessione è stata più intensa per le esposizioni verso le famiglie.

Banca d’Italia, nel 2016 prestiti in crescita nella provincia di Trento ultima modifica: 2017-06-14T13:38:01+00:00 da Redazione

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