Banca d’Italia, nel 2016 resta stabile il credito in Liguria

Banca Italia Logo UltimoNel 2016 i prestiti bancari al settore privato non finanziario ligure sono rimasti sostanzialmente invariati; mentre i finanziamenti erogati dalle banche appartenenti ai primi 5 gruppi nazionali hanno ripreso a crescere, quelli degli altri intermediari hanno continuato a ridursi. Nel primo trimestre del 2017 il credito complessivo a famiglie e imprese ha riportato un debole incremento. In presenza di condizioni di offerta che si sono mantenute distese, l’andamento degli aggregati creditizi riflette la stabilizzazione della domanda di prestiti da parte delle imprese e il rafforzamento delle richieste di finanziamenti da parte delle famiglie. Lo rileva la Banca d’Italia nella sua periodica analisi dedicata alle economie regionali.

La qualità del credito
Nel 2016 è proseguito, attenuandosi, il miglioramento della qualità del credito di banche e società finanziarie avviatosi l’anno precedente: nella media dei quattro trimestri del 2016, il flusso di nuovi prestiti deteriorati sul totale (tasso di deterioramento) si è ridotto sia per le imprese, sia per le famiglie consumatrici. I flussi di nuove sofferenze, invece, sono aumentati marginalmente in entrambi i settori considerati. Per il complesso della clientela, l’incidenza dei prestiti bancari deteriorati rispetto a quelli totali è leggermente aumentata: al lordo delle rettifiche di valore, alla fine dell’anno era pari a poco meno del 20 per cento; circa la metà era costituita da sofferenze. Nel 2016 il tasso di copertura dei prestiti deteriorati nei confronti della clientela ligure, calcolato come rapporto tra le rettifiche di valore e l’ammontare lordo dei crediti deteriorati, è salito al 43,9 per cento; quello relativo ai soli crediti in sofferenza al 62,1. Il tasso di copertura ha mostrato una flessione durante la crisi finanziaria internazionale, risentendo della rapida crescita dei prestiti problematici, per poi segnare un parziale recupero dal 2014. Con riferimento ai crediti deteriorati complessivi il dato più recente resta ancora molto discosto dalla media registrata nel biennio precedente la crisi; per quanto riguarda le sole sofferenze, invece, il divario è minimo.

L’incidenza delle rettifiche di valore risulta più elevata per le esposizioni verso le imprese rispetto a quelle nei confronti delle famiglie consumatrici, riflettendo il minor peso nelle prime delle garanzie reali sui prestiti deteriorati. Alla fine del 2016 l’incidenza delle garanzie (reali o personali) sulle esposizioni deteriorate lorde era di circa due terzi; sui prestiti deteriorati non assistiti da garanzia i tassi di copertura erano significativamente più elevati rispetto ai livelli medi.

Il rapido aumento dei prestiti in sofferenza registrato durante la crisi ha riflesso sia l’elevato tasso di deterioramento del credito, sia una più contenuta velocità di decumulo, a sua volta dipendente dall’attività di recupero e dalle decisioni inerenti all’eventuale cessione. Negli ultimi anni si è tuttavia registrata una ripresa nell’attività di dismissione dei crediti deteriorati che potrebbe aver beneficiato sia della certificazione della qualità degli attivi bancari operata nell’ambito dell’Asset quality review, sia degli interventi normativi in materia di procedure di recupero dei crediti e di trattamento fiscale delle perdite su crediti approvati ad agosto del 2015.

Un ulteriore fattore rilevante per la gestione dei crediti di difficile realizzo può essere costituito dal funzionamento dei tribunali locali in materia di giustizia civile, in particolare dai tempi di svolgimento dei procedimenti. Le banche, oltre a rettificare il valore dei prestiti deteriorati in occasione della redazione del bilancio, ricorrono allo stralcio definitivo della componente di perdita qualora quest’ultima sia comprovata da elementi certi e precisi. Negli ultimi anni l’ammontare complessivo dei prestiti in sofferenza nei confronti della clientela ligure stralciati per perdite ha registrato una dinamica crescente. Nel 2016 gli stralci sono stati pari al 7,0 per cento dell’esposizione lorda dei prestiti in sofferenza all’inizio dell’anno.

Il decumulo dei prestiti in sofferenza è stato perseguito anche attraverso operazioni di cessione con cancellazione dal bilancio. Sebbene l’ammontare delle cessioni dei prestiti in sofferenza sia stato modesto, esso è cresciuto significativamente nell’ultimo biennio. Nel 2016 il totale delle cessioni di prestiti in sofferenza è stato pari al 3,3 per cento dello stock di sofferenze lorde all’inizio dell’anno; l’incidenza è stata maggiore per le esposizioni verso le famiglie.

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Banca d’Italia, nel 2016 resta stabile il credito in Liguria ultima modifica: 2017-06-20T13:24:24+00:00 da Redazione

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