Banca d’Italia, nel 2016 stabili i prestiti alle imprese

Banca d'Italia Logo UltimoDalla fine del 2015 i prestiti concessi da banche e società finanziarie alle imprese sono rimasti sostanzialmente stabili, con una variazione tendenziale dello scorso marzo dello 0,3 per cento, soprattutto a causa della contenuta domanda di finanziamenti. Sulla base dell’indagine Invind, nel secondo semestre del 2016 il saldo fra le aziende che hanno aumentato la domanda di prestiti e quelle che l’hanno ridotta si è collocato su uno dei livelli più bassi dall’inizio della crisi finanziaria; la quota media di imprese che ha dichiarato di non avere ottenuto i finanziamenti richiesti è tornata prossima ai valori del 2007 (4 per cento, un terzo del picco raggiunto nel 2012). Lo rileva la Banca d’Italia nell’ultima relazione annuale.

Secondo il dossier l’eterogeneità nell’andamento del credito tra le diverse tipologie di aziende resta ampia. Per le imprese con una situazione economica e patrimoniale solida, le cui richieste di nuovi finanziamenti sono raramente respinte dalle banche, la variazione dei prestiti è stata positiva nei settori caratterizzati dagli andamenti congiunturali più favorevoli. Per le aziende con condizioni finanziarie fragili invece il credito è ulteriormente diminuito, anche per effetto della maggiore selettività degli intermediari. I prestiti bancari alle imprese di minore dimensione continuano a ridursi a ritmi sostenuti. Una larga parte del divario con le società più grandi è riconducibile alla maggiore vulnerabilità dei bilanci e alla loro più elevata presenza in settori in cui la ripresa economica non si è ancora pienamente manifestata. Il differenziale risente tuttavia anche di altri fattori, quali ad esempio la minore propensione delle banche a finanziare piccole imprese per via delle maggiori asimmetrie informative che le caratterizzano o per una più alta incidenza dei costi fissi di gestione dei crediti di importo contenuto.

Le condizioni contrattuali applicate dagli intermediari sono migliorate. Nel marzo del 2017 il tasso di interesse sui nuovi prestiti è stato pari all’1,7 per cento, prossimo ai minimi storici raggiunti nei mesi precedenti. Il differenziale con la media dell’area dell’euro, che aveva raggiunto un punto percentuale durante la crisi del debito sovrano, si è sostanzialmente annullato. Nel 2016 la discesa dei tassi di interesse ha riflesso principalmente il calo dei premi per il rischio applicati dalle banche: si è ridotto il differenziale tra i tassi applicati alle aziende più rischiose e quelli pagati dalle imprese finanziariamente più solide.

Il costo medio del credito è particolarmente contenuto tra le imprese grandi e con bilanci equilibrati, anche per l’elevata concorrenza tra gli intermediari in questo segmento di clientela: per un quarto di tali società, tale costo è inferiore allo 0,7 per cento. Il miglioramento delle condizioni di accesso al credito trova riscontro anche nella riduzione di finanziamenti assistiti da garanzie reali o personali, il cui valore nel 2016 è diminuito di oltre un punto in percentuale dei prestiti complessivi, al 59 per cento. Il calo ha riguardato esclusivamente le aziende di maggiore dimensione, mentre per le imprese con meno di 20 addetti la quota è rimasta stabile al 72 per cento.

Una parte crescente delle garanzie rilasciate a favore delle Pmi è riconducibile all’attività del Fondo centrale di garanzia, la cui operatività si è costantemente ampliata dall’avvio della crisi, raggiungendo nel 2016 un picco di circa 17 miliardi di nuovi finanziamenti garantiti (2 miliardi nel 2008). Anche se nelle fasi recessive l’allocazione del credito può avere conseguenze rilevanti sulla produttività delle imprese, contribuendo ad amplificare l’intensità e la durata della contrazione dell’attività economica e a rallentarne la ripresa, alcune recenti analisi suggeriscono che la presenza di fenomeni di cattiva allocazione del credito non avrebbe contribuito in misura rilevante alla profondità della recessione.

Banca d’Italia, nel 2016 stabili i prestiti alle imprese ultima modifica: 2017-05-31T13:40:37+00:00 da Redazione

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