Banca d’Italia, nel 2016 stabili i prestiti nelle Marche

Banca Italia Logo UltimoNel 2016 i prestiti bancari a clientela residente nelle Marche sono rimasti sostanzialmente stabili (0,1 per cento sui dodici mesi), in linea con la dinamica nazionale; tale andamento è confermato anche dai primi dati, ancora provvisori, riferiti a marzo 2017. Il risultato è frutto di andamenti divergenti tra il credito alle imprese, in lieve calo, e quello alle famiglie consumatrici, in accelerazione. Lo rileva l’ultima edizione della periodica analisi che la Banca d’Italia dedica alle economie regionali.

Il dato complessivo cela inoltre andamenti eterogenei tra categorie dimensionali di intermediari: sono calati i finanziamenti concessi dalle banche medie e sono invece saliti quelli erogati dai principali intermediari (primi cinque gruppi e altre banche grandi) e dalle banche classificate come piccole e minori. Ne è derivato, in particolare, un recupero delle quote di mercato degli intermediari maggiori, ritornate sui livelli del 2008.

L’andamento del credito riflette, dal lato della domanda, il graduale miglioramento congiunturale e in particolare il rafforzamento della domanda delle famiglie, e dal lato dell’offerta condizioni nel complesso distese.

Con la ripresa congiunturale, la qualità del credito sta gradualmente migliorando: il flusso di nuovi crediti deteriorati (nuove sofferenze e altre posizioni anomale quali le inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti) in rapporto al totale dei crediti (tasso di deterioramento del credito) si è ancora ridotto, sebbene rimanga più elevato rispetto al Paese. Nella media dei quattro trimestri del 2016 tale flusso è sceso al 3,5 per cento, dal 5,0 del 2015, ritornando sui livelli del 2008.

Nel comparto dei finanziamenti alle imprese, l’indicatore è diminuito di oltre due punti percentuali, al 4,7 per cento; tale miglioramento è riconducibile in prevalenza alle imprese manifatturiere per le quali l’indicatore è sceso al 2,8 per cento. Il flusso di nuovi crediti deteriorati si è ridotto, seppure in misura più contenuta, anche per le aziende dei servizi e delle costruzioni. Per le famiglie l’indicatore è invece rimasto stabile, su livelli più contenuti (2,0 per cento).

Si è ridotto anche il tasso di ingresso in sofferenza (rapporto tra nuove sofferenze e prestiti non in sofferenza a inizio periodo), sebbene in modo meno accentuato rispetto al tasso di deterioramento; nel 2016 l’ingresso in sofferenza è stato alimentato in larga parte da prestiti verso le imprese che già presentavano segnali di anomalia. Indicazioni coerenti emergono anche dall’analisi basata sulla transizione delle posizioni creditizie tra le diverse classi di rischio: per le imprese, l’indice di deterioramento netto, calcolato come saldo tra i miglioramenti e i peggioramenti, è progressivamente migliorato; oltre il 90 per cento del flusso di nuove sofferenze è stato alimentato da posizioni creditizie già anomale mentre le manifestazioni di difficoltà di rimborso sui prestiti in bonis sono rimaste su valori contenuti. Alla fine del 2016 le consistenze dei prestiti deteriorati, per il complesso della clientela residente nelle Marche, si erano ridotte, sebbene restino elevate: la loro incidenza sul totale dei finanziamenti bancari si attestava al 25,5 per cento. Circa i due terzi dei crediti deteriorati era costituito da sofferenze. Negli anni di crisi l’incremento delle consistenze di prestiti in sofferenza è stato alimentato sia dagli elevati flussi di nuove sofferenze sia dalla bassa velocità di decumulo delle sofferenze in essere, quest’ultima dipendente dalle decisioni di cedere i crediti deteriorati e dall’attività di recupero.

Il decumulo dei prestiti in sofferenza è stato realizzato soprattutto attraverso operazioni di cessione con cancellazione dal bilancio dell’intermediario cedente, che si sono concentrate nei primi mesi del 2016, in conseguenza delle operazioni realizzate dalle quattro banche ponte costituite alla fine del 2015 in occasione della risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti. Nel 2016 l’ammontare delle cessioni ha raggiunto il 32,8 per cento del totale dei prestiti bancari in sofferenza all’inizio dell’anno, quota che scende al 2,7 per cento se si escludono le operazioni realizzate dalle quattro banche ponte La riduzione delle consistenze di crediti deteriorati osservata nell’ultimo biennio potrebbe aver riflesso anche gli interventi normativi approvati ad agosto del 2015 che, al fine di velocizzare il recupero dei crediti, hanno inciso sui tempi e sulle modalità di svolgimento delle procedure fallimentari ed esecutive, prevedendo inoltre l’integrale e immediata deducibilità fiscale delle svalutazioni e delle perdite su crediti. Un ulteriore impulso a revisionare il valore dei crediti deteriorati potrebbe essere derivato anche dall’esercizio di valutazione approfondita (comprehensive assessment) della qualità degli attivi delle principali banche dell’area dell’euro condotto nel 2014, propedeutico all’avvio del Meccanismo di vigilanza unico avvenuto alla fine del medesimo anno, condotto sui bilanci di 15 banche italiane.

Le banche, oltre a rettificare il valore dei prestiti deteriorati in occasione della redazione del bilancio, procedono allo stralcio definitivo qualora la perdita sia comprovata da elementi certi e precisi. Negli ultimi anni l’ammontare complessivo dei prestiti bancari in sofferenza nei confronti della clientela residente nelle Marche stralciati per perdite ha registrato una dinamica leggermente crescente. Nel 2016 gli stralci sono stati pari al 3,1 per cento dell’esposizione lorda dei prestiti in sofferenza all’inizio dell’anno. Le operazioni di stralcio hanno riguardato prevalentemente i prestiti alle imprese e sono state realizzate perlopiù dalle banche appartenenti ai primi cinque gruppi bancari.

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Banca d’Italia, nel 2016 stabili i prestiti nelle Marche ultima modifica: 2017-06-12T12:56:11+00:00 da Redazione

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