Banca d’Italia, nel I semestre credito in flessione in Veneto

Banca d'Italia Logo 2Nella prima parte del 2016 i prestiti bancari al settore privato del Veneto hanno accentuato la flessione rispetto alla fine del 2015 (-1,3 per cento a giugno, su base annua). A fronte dell’accelerazione dei prestiti alle famiglie consumatrici al 2,8 per cento (1,4 per cento a dicembre 2015), quelli erogati alle imprese sono diminuiti del 3,2 per cento (-2,2 per cento a dicembre scorso), evidenziando una dinamica peggiore di quella media nazionale, sostanzialmente stazionaria. Alla fine dello scorso mese di agosto i prestiti bancari al settore privato non finanziario risultavano in calo dell’1,7 per cento. È quanto emerge dalla periodica analisi delle economie delle regioni italiane realizzata dalla Banca d’Italia.

Il credito alle imprese
Alla fine del primo semestre i prestiti al settore produttivo complessivamente erogati da banche e società finanziarie risultavano in calo del 3,4 per cento su dodici mesi; la diminuzione ha interessato in misura più decisa l’industria manifatturiera e delle costruzioni. L’analisi di un campione di società di capitali venete, per le quali si dispone anche dei rating di Cerved Group, ha evidenziato una decisa flessione dei prestiti alle imprese rischiose (-10,3 per cento) e a quelle vulnerabili (-5,3), a fronte della crescita dei finanziamenti a quelle sicure (1,7 per cento), comunque in rallentamento rispetto alla fine del 2015. Alla diminuzione complessiva del credito hanno contribuito le difficoltà incontrate da alcuni intermediari insediati in regione. Secondo le informazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Veneto (Regional Bank Lending Survey, RBLS), l’espansione della domanda di prestiti da parte delle imprese è proseguita nella prima metà del 2016, sebbene in rallentamento rispetto al semestre precedente. Al moderato contributo delle richieste di finanziamento per la copertura del capitale circolante si è associato quello relativo agli investimenti, che è risultato in attenuazione, coerentemente con l’indebolimento del processo di accumulazione di capitale. Nelle previsioni formulate dagli intermediari, la crescita della domanda di credito non registrerebbe significative variazioni nella seconda metà del 2016. La debolezza della domanda è confermata dal recente sondaggio della Banca d’Italia: la quota di imprese manifatturiere e dei servizi che hanno indicato un incremento della domanda nel primo semestre è superiore di soli due punti percentuali alla quota di quelle che ha segnalato una riduzione. Indicazioni analoghe si hanno con riferimento alle previsioni per il secondo semestre. Nel primo semestre dell’anno le condizioni di offerta sono risultate nel complesso invariate rispetto alla seconda parte del 2015. A fronte dell’aumento delle quantità offerte e del calo degli spread mediamente applicati, le condizioni sui requisiti di accesso al credito, in termini di garanzie e rating minimo, si sono mantenute selettive. Per il semestre in corso le banche non prefigurano variazioni delle condizioni di accesso al credito. I tassi di interesse a medio e a lungo termine applicati ai finanziamenti alle imprese sono lievemente diminuiti rispetto alla fine del 2015 (al 2,6 per cento lo scorso mese di giugno). Il calo è stato più marcato per i finanziamenti a breve termine (di 31 punti base al 4,5 per cento). La diminuzione ha riguardato in particolare i tassi applicati ai prestiti alle imprese manifatturiere.

Il credito alle famiglie
Alla fine di giugno i finanziamenti erogati da banche e finanziarie alle famiglie consumatrici risultavano in aumento del 2,6 per cento su dodici mesi. Vi ha contribuito la crescita dei mutui per l’acquisto della casa (1,7 per cento), sostenuta dalla forte espansione delle nuove erogazioni (aumentate del 28 per cento), che hanno riguardato solo in misura contenuta surroghe e sostituzioni (15 per cento circa delle erogazioni). Lo scorso giugno i tassi d’interesse applicati ai mutui casa si sono attestati al 2,4 per cento, in calo di 23 punti base rispetto a dicembre 2015. Il credito al consumo ha registrato una decisa accelerazione (al 9,0 per cento, dal 3,8 di dicembre 2015), sostenuto dalla crescita dei prestiti finalizzati. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, le richieste di credito delle famiglie sono ancora cresciute nel primo semestre del 2016, seppure a un ritmo meno intenso. Tale tendenza ha riguardato sia i mutui per l’acquisto di abitazioni sia la componente del credito al consumo. Le condizioni di offerta sono risultate nel complesso invariate: a fronte dell’allentamento delle condizioni sugli spread medi applicati e sulle quantità offerte, sono rimasti prudenti i requisiti relativi al loan to value e all’incidenza della rata del mutuo sul reddito del debitore.

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