Banca d’italia, nel I semestre in Molise lieve crescita del credito

Banca d'Italia Logo 2Nella prima parte del 2016, il credito bancario alla clientela residente in Molise è tornato a crescere, seppur lievemente: in giugno la variazione è stata pari allo 0,4 per cento sui dodici mesi, dopo la sostanziale stabilità rilevata a dicembre. La dinamica ha beneficiato della crescita dei prestiti alle famiglie consumatrici, rafforzatasi sia nella componente dei mutui per l’acquisto dell’abitazione sia in quella del credito al consumo; è invece proseguito, seppure in leggera attenuazione, il calo dei prestiti al settore produttivo, dove ha pesato l’ulteriore flessione rilevata per le piccole imprese. Sulla base dei dati più recenti, nel corso dei mesi estivi i crediti alle famiglie hanno continuato a crescere mentre la diminuzione dei prestiti alle imprese è proseguita. Lo rileva la Banca d’Italia nella sua periodica analisi sulle economie delle regioni italiane.

Il credito alle imprese
L’insieme dei prestiti delle banche e delle società finanziarie alle imprese molisane si è ridotto in giugno del 2,7 per cento (-1,7 in dicembre). La diminuzione ha interessato tutti i comparti di attività economica, risultando più accentuata per le imprese di costruzioni (-5,2 per cento). Considerando le principali forme tecniche, è proseguito a un ritmo sostenuto il calo delle aperture di credito in conto corrente mentre si è attenuata la flessione dei mutui e dei finanziamenti erogati tramite anticipi. Secondo le informazioni tratte dall’indagine condotta dalla Banca d’Italia presso le principali banche operanti in regione (Regional Bank Lending Survey, RBLS), nel primo semestre la domanda di nuovo credito da parte delle imprese è stata sostenuta dai settori della manifattura e dei servizi; ha invece ancora ristagnato quella del comparto edile. Anche per quanto riguarda le politiche di offerta, nel complesso in moderata distensione, rimane un orientamento più rigido nei confronti dell’edilizia, che continua a risentire di una più elevata rischiosità. Il costo del credito bancario alle imprese ha continuato a ridursi. Nel secondo trimestre, i tassi di interesse sui prestiti a breve termine si sono attestati al 6,7 per cento, mezzo punto in meno rispetto a dicembre; i tassi applicati sulle nuove erogazioni a medio e lungo termine sono diminuiti dal 3,8 al 3,4 per cento.

Il credito alle famiglie
I crediti delle banche e delle società finanziarie alle famiglie consumatrici sono cresciuti in giugno dell’1,4 per cento (0,5 in dicembre). I mutui per l’acquisto dell’abitazione, che costituiscono la principale componente dei finanziamenti alle famiglie, sono aumentati dell’1,1 per cento, riflettendo la dinamica dei nuovi mutui erogati nei primi sei mesi dell’anno, in crescita del 35,1 per cento. In presenza di un’ulteriore riduzione dei tassi di interesse, che hanno raggiunto nel secondo trimestre un livello storicamente contenuto (2,6 per cento), è rimasto ampio il ricorso delle famiglie alle operazioni di surroga e sostituzione di mutui già esistenti; queste operazioni sono state pari a un quinto delle erogazioni del primo semestre, un valore pressoché in linea con quello dello scorso anno. Tra i nuovi mutui è stata ancora ampiamente prevalente la componente a tasso fisso, pari a oltre i tre quarti del totale (65,2 per cento nel 2015). Il credito al consumo è cresciuto in giugno del 3,5 per cento, un ritmo più elevato rispetto a dicembre 2015 (1,7). Secondo le indicazioni fornite dalle banche partecipanti alla RBLS, nel primo semestre dell’anno la domanda di nuovi mutui da parte delle famiglie è ancora cresciuta, seppure in misura meno intensa rispetto al precedente semestre; anche le richieste di credito al consumo hanno continuato a crescere. Dal lato dell’offerta, le condizioni praticate dagli intermediari, già in allentamento nel corso dell’ultimo biennio, sono rimaste nel complesso sostanzialmente invariate.

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