Banca d’Italia: nel I semestre moderata crescita per l’economia toscana

Banca d'Italia Logo 2Nella prima parte del 2016 il credito all’economia toscana è rimasto su un sentiero di moderata crescita, sospinto principalmente dai prestiti alle famiglie. I finanziamenti bancari al totale della clientela sono aumentati a giugno scorso dello 0,9 per cento su base annua, in lieve accelerazione rispetto alla fine del 2015. Al termine del primo semestre la dinamica è rimasta più intensa per le famiglie consumatrici (2,1 per cento) rispetto alle imprese (0,7), per le quali la crescita dei prestiti è ancora circoscritta alle unità produttive di media e grande dimensione a fronte del calo registrato per le piccole. Nei mesi estivi il credito al settore produttivo ha mostrato un rallentamento e si è gradualmente stabilizzato. Secondo le indicazioni fornite dalle principali banche operanti in regione nella rilevazione sulla domanda e offerta di credito a livello territoriale (Regional Bank Lending Survey; RBLS), a fronte della sostanziale invarianza dei criteri di accesso al credito, la moderata crescita del primo semestre è ascrivibile principalmente alla maggiore domanda di finanziamenti da parte di imprese e famiglie. È quanto emerge dall’analisi semestrale della Banca d’Italia sulle economie regionali.

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, il credito al settore produttivo è risultato pressoché stazionario in giugno. Alla moderata crescita del finanziamento alle imprese del terziario si è contrapposta la flessione dei prestiti al settore delle costruzioni, più intensa rispetto ai semestri precedenti, e a quello della manifattura, in particolare nella metallurgia, dove hanno inciso rilevanti operazioni di passaggio a perdita di prestiti esistenti. In base alle indicazioni qualitative della RBLS, nella prima parte del 2016 la domanda di credito bancario delle imprese è stata indirizzata principalmente al sostegno del capitale circolante e, in misura minore, al finanziamento degli investimenti produttivi; la ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse si è invece pressoché stabilizzata. Nelle previsioni formulate dagli intermediari la domanda di credito dovrebbe crescere anche nella seconda metà del 2016. Le politiche di offerta delle banche sono state improntate a una sostanziale neutralità, dopo la lieve distensione delineatasi nel 2015. Sia gli spread applicati in media sui finanziamenti sia i margini sulle posizioni più rischiose hanno mostrato segni di stabilizzazione, così come le garanzie richieste. Per il secondo semestre le banche prefigurano condizioni di credito sostanzialmente invariate. In un contesto di politica monetaria ancora fortemente espansiva, i tassi di interesse a breve termine praticati alle imprese si sono ulteriormente ridotti di circa mezzo punto percentuale nei primi sei mesi dell’anno, portandosi al 5,1 per cento in giugno scorso. Il calo ha interessato sia le piccole sia le grandi imprese ed è stato diffuso tra i principali comparti produttivi. Anche i tassi a medio e a lungo termine sono diminuiti di quasi mezzo punto percentuale, portandosi al 2,8 per cento.

Il credito alle famiglie
Considerando il complesso dei prestiti concessi da banche e società finanziarie, il credito alle famiglie consumatrici ha accelerato in giugno al 2,0 per cento dall’1,0 di dicembre. Nella prima metà dell’anno le consistenze di mutui per acquisto di abitazioni sono aumentate dell’1,1 per cento, pressoché in linea con la crescita mostrata alla fine del 2015 (0,9). Le nuove erogazioni sono salite di oltre il 40 per cento nel primo semestre rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, in connessione con il forte incremento delle transazioni immobiliari. A differenza di quanto osservato nel 2015 l’incremento dei primi sei mesi è pressoché interamente ascrivibile alla stipula di nuovi contratti, essendosi quasi esaurito il contributo imputabile a surroghe o sostituzioni di mutui pregressi. I tassi di interesse applicati alle famiglie sui prestiti per l’acquisto di abitazioni sono ulteriormente scesi, passando nel primo semestre del 2016 dal 2,6 al 2,4 per cento. In un contesto di spesa per consumi durevoli favorevole, lo stock di credito al consumo ha accelerato in giugno al 6,0 per cento, dal 2,4 di dicembre. Tale tendenza ha interessato sia le banche sia le società finanziarie. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, nel primo semestre del 2016 le richieste di credito delle famiglie sono ancora cresciute; tale andamento ha riguardato sia i mutui per l’acquisto di abitazioni sia la componente del credito al consumo. Secondo le previsioni degli intermediari, la domanda dovrebbe continuare a espandersi nella seconda metà dell’anno. Dopo il moderato allentamento nei criteri di accesso al credito in atto da circa un biennio, nel primo semestre le politiche di offerta hanno mostrato segnali di stabilizzazione, che hanno interessato sia gli spread applicati, soprattutto ai mutui più rischiosi, sia le quantità erogate; le condizioni in termini di quota finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value) sono rimaste sostanzialmente invariate. Per la seconda parte dell’anno in corso gli intermediari prefigurano una sostanziale stabilità delle condizioni di offerta alle famiglie.

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