Banca d’Italia, nel I semestre si è arrestato il calo del credito nel Lazio

Banca d'Italia Logo 2Alla fine del primo semestre del 2016 si è sostanzialmente arrestato il calo dei prestiti bancari al settore privato non finanziario del Lazio (-0,2 per cento a giugno 2016). Alla diminuzione dei prestiti alle imprese, divenuta meno intensa anche per il moderato miglioramento congiunturale (-2 per cento, da -3,5 di dicembre 2015), si è contrapposta la crescita di quelli alle famiglie (al 2 per cento, dall’1,3 del dicembre 2015). Per le imprese, la riduzione ha riguardato prevalentemente le erogazioni delle banche dei principali gruppi. Secondo prime informazioni disponibili, nei mesi estivi il calo dei prestiti bancari alle imprese e l’espansione di quelli alle famiglie sarebbero proseguiti con analoga intensità. In base ai risultati dell’indagine della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano nella regione (Regional Bank Lending Survey, RBLS), nella prima metà del 2016 le condizioni di accesso al credito sono migliorate per le imprese e rimaste invariate per le famiglie. È quanto emerge dalla periodica analisi delle economie delle regioni italiane realizzata dalla Banca d’Italia.

Il credito alle imprese
Nella prima metà del 2016 la contrazione dei finanziamenti bancari alle imprese medio-grandi si è attenuata (-2,2 per cento a giugno); per le piccole aziende il credito ha ristagnato. Al ridimensionamento del calo dei prestiti ha contribuito il recupero della domanda di finanziamenti che, secondo le indicazioni tratte dalla RBLS, ha interessato in particolare quelle manifatturiere e dei servizi. Le richieste delle aziende continuano a essere indirizzate prevalentemente al finanziamento del capitale circolante; la ristrutturazione delle posizioni debito rie pregresse ha contribuito alla domanda meno che nella seconda metà del 2015. Nelle previsioni degli intermediari l’espansione della domanda di credito dovrebbe proseguire nel secondo semestre del 2016. Nella prima parte del 2016 il miglioramento delle condizioni di offerta si è tradotto sia in una riduzione dei tassi applicati ai finanziamenti sia in un aumento delle quantità offerte. Per la seconda parte dell’anno gli intermediari prefigurano criteri di offerta sostanzialmente invariati. Le indicazioni delle banche trovano riscontro nelle informazioni tratte dal sondaggio della Banca d’Italia presso le imprese industriali e dei servizi non finanziari, condotto a ottobre di quest’anno. Le imprese intervistate segnalano un allentamento delle condizioni di accesso al credito. Nel primo semestre del 2016 la quota di aziende che ha riscontrato un miglioramento nelle condizioni di indebitamento si è attestata a circa il 21 per cento, una quota simile a quella rilevata lo scorso marzo; il saldo tra queste ultime e quelle che hanno segnalato un peggioramento si è ulteriormente ampliato di circa 5 punti percentuali, portandosi al 16 per cento. Dall’ultimo trimestre del 2015 i tassi a breve termine sulle operazioni in essere sono lievemente aumentati, per effetto dell’esaurirsi, nella prima metà del 2016, di alcune operazioni di rilievo relative a grandi gruppi manifatturieri; non considerando tali operazioni, dalla fine del 2015 i tassi sarebbero diminuiti. Sulla base delle informazioni della Centrale dei Rischi, fornite da banche e società finanziarie, il credito alle imprese è diminuito dell’1,8 per cento. L’andamento dei prestiti è stato eterogeneo tra i comparti produttivi: in calo nei servizi e nelle costruzioni (rispettivamente -3,1 e -1,3 per cento); in espansione nel comparto manifatturiero, anche grazie al settore dei mezzi di trasporto, interessato da un miglioramento dei livelli di attività.

Il credito alle famiglie
Nella prima parte del 2016 è proseguita la crescita moderata del credito alle famiglie erogato da banche e società finanziarie iniziata lo scorso anno (1,2 per cento a giugno). All’aumento hanno contribuito sia l’espansione del credito al consumo, sostenuto dalle erogazioni bancarie, sia quella dei mutui (rispettivamente 2,4 e 1,5 per cento). La graduale ripresa delle transazioni immobiliari, il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie e il basso livello dei tassi hanno ancora favorito la crescita delle nuove erogazioni di mutui che, al netto delle surroghe e delle sostituzioni, sono aumentate del 42 per cento nella prima metà del 2016 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Anche per l’ulteriore riduzione del differenziale tra tasso fisso e variabile, la quota di nuove erogazioni a tasso non indicizzato ha continuato a crescere, portandosi al 65 per cento nel primo semestre dell’anno in corso (era al 52 per cento nella media del 2015). Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, l’aumento dei mutui è stato favorito sia dall’espansione della domanda sia dal permanere di condizioni di finanziamento distese. Con riferimento a queste ultime si sono ulteriormente ridotti gli spread applicati ed è proseguito l’ampliamento delle quantità offerte. Sull’andamento delle nuove erogazioni ha influito anche la ripresa della quota degli acquisti immobiliari finanziati con prestiti che ha interessato l’area metropolitana di Roma. Per la seconda metà dell’anno l’indagine presso gli intermediari prefigura una domanda di mutui ancora in aumento e la sostanziale stabilità delle condizioni di offerta alle famiglie. Dalla fine del 2015 i tassi medi applicati sui nuovi contratti di mutuo sono ulteriormente calati, portandosi al 2,5 per cento nel secondo trimestre del 2016 (dal 2,8); la riduzione dei tassi ha interessato principalmente i contratti a tasso fisso (dal 3,2 al 2,7 per cento).

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