Banca d’Italia, Perrazzelli: “L’ia può aiutare a contrastare i crimini finanziari legati alle cripto-attività”

L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per rafforzare i sistemi di fraud detection (ovvero per il rilevamento delle frodi, ndr) e i presidi in materia di antiriciclaggio, per identificare più efficacemente la clientela e per definire nuovi metodi per gestire meglio i rischi connessi alle cripto-attività”, questo è quanto ha affermato Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale della Banca d’Italia, intervenendo il 13 luglio a Torino al convegno dal titolo “L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per il contrasto al crimine finanziario”.

La Banca d’Italia vede di buon’occhio l’intelligenza artificiale applicata al mondo finanziario, ma ha ben presente anche i rischi che potrebbe comportare. “Come Banca d’Italia siamo consapevoli delle potenzialità dell’ia – ha aggiunto Alessandra Perrazzelli – che si presta ad essere utilizzata in molteplici settori e funzioni istituzionali e aziendali. L’innovazione tecnologica rappresenta quindi un’opportunità per sviluppare approcci e metodologie per intervenire tempestivamente ed efficacemente a sostegno delle attività di contrasto al riciclaggio, a tutela della clientela e quindi della stabilità del sistema finanziario”.

In un contesto estremamente dinamico e in forte accelerazione come quello attuale, la Banca d’Italia ha assunto un ruolo attivo di stimolo e di propulsore per coglierne le opportunità, per favorire la transizione del sistema finanziario verso un nuovo equilibrio e per rafforzare allo stesso tempo il governo dei rischi, inclusi quelli relativi al contrasto dei crimini finanziari.

In linea con le migliori prassi adottate a livello internazionale – spiega la vicedirettrice generale – nel corso degli ultimi anni, sono stati sviluppati tre diversi canali di dialogo con il mercato: Canale Fintech, Milano Hub e la Sandbox regolamentare. Sono strumenti efficaci per comprendere e approfondire i rischi e i benefici che i progetti del settore fintech possono comportare. Il sistema dei facilitatori di innovazione, che è parte della strategia in materia di fintech della Banca, ci consente di svolgere, con la necessaria flessibilità, la funzione di catalizzatore al fine di favorire e indirizzare le iniziative necessarie per modernizzare il nostro sistema bancario e finanziario, accrescere il grado di compliance degli operatori nonché rafforzare i sistemi di misurazione e gestione del rischio”.

Circa le cripto-attività si attende ancora una regolamentazione europea in materia; nonostante si stia lavorando in tal senso, il crypto-world viaggia sempre troppo velocemente. A livello internazionale ed europeo sono in corso i lavori per disegnare un nuovo insieme di regole e di controlli per questi prodotti e per i relativi “ecosistemi” ma la loro entrata a regime richiederà ancora tempo. Nelle scorse settimane è stato raggiunto l’accordo politico tra Parlamento e Consiglio nell’ambito del negoziato MICAR. Sono adesso in corso incontri a livello tecnico per finalizzare il testo del regolamento.

“I tempi necessari per introdurre queste nuove regole non appaiono sempre compatibili con la rapida diffusione delle innovazioni – ha precisato la dirigente di Banca d’Italia -. In attesa che la materia sia almeno in parte regolata dalle norme europee, abbiamo voluto pubblicare la Comunicazione del 15 giugno intesa a fornire le distinzioni concettuali necessarie, richiamare l’attenzione del pubblico sui rischi, indicare agli operatori professionali alcuni presidi volti ad attenuarli. In questa direzione si muove anche la dichiarazione del Financial Stability Board su “International Regulation and Supervision of Crypto-asset Activities” pubblicata l’11 luglio che richiama l’attenzione del mercato sui rischi dei crypto-assets”.

Il dialogo continuo con il mercato – ha concluso Alessandra Perrazzelli nel suo intervento al convegno dal titolo “L’esperienza del Fintech Hub come acceleratore del cambiamento digitale – rappresenta un elemento imprescindibile per raccogliere dati e informazioni utili per monitorare l’evoluzione del sistema finanziario, individuare nuovi strumenti per misurare i rischi e, ove possibile, definire in anticipo la risposta regolamentare più adatta, ossia capace di favorire la buona innovazione, quella cioè in grado di coniugare nuovi servizi con l’integrità del mercato nonché la sicurezza e la tutela dei risparmiatori”.