Banca d’Italia: pmi più indebitate delle grandi aziende

Le pmi sono mediamente più indebitate, ricorrono maggiormente al credito bancario e pagano oneri finanziari rilevanti rispetto ai margini operativi. Ma spesso si affidano alle banche di minore dimensione, che sono già oggi in condizione di rispettare le nuove regole di Basilea 3.

È questa la fotografia del rapporto tra banche e imprese presentata dal vicedirettore generale della Banca d’Italia, Giovanni Carosio, davanti alla sesta commissione Finanze e Tesoro del Senato lo scorso 23 novembre.

Le aziende con meno di 50 dipendenti
Nel suo intervento Carosio ha precisato che, secondo i dati della Centrale dei Bilanci, le imprese con meno di 50 addetti presentano una struttura finanziaria relativamente fragile e una elevata esposizione nei confronti del sistema bancario. Il loro grado di indebitamento risulta significativamente più elevato rispetto a quello delle imprese di maggiore dimensione, anche tenendo conto di altre caratteristiche quali l’area geografica in cui operano o il settore economico di appartenenza. “Tra il 2005 e il 2008 il rapporto tra i debiti finanziari e la somma degli stessi con il patrimonio netto è risultato in media pari al 58,3%, circa due punti percentuali in più rispetto alle imprese di media dimensione e oltre 10 punti rispetto alle grandi” ha dichiarato. Il maggiore indebitamento diminuisce la capacità di sostenere gli oneri finanziari, che rappresentano oltre il 30% del margine operativo lordo, contro valori compresi tra il 20% e il 25% per le imprese più grandi. E questo determina a sua volta una maggiore dipendenza dai finanziamenti: la quota del credito bancario sul totale dei debiti finanziari è pari a circa l’83%. Questi fattori secondo il vicedirettore generale “potrebbero determinare un più difficile accesso al credito all’indomani dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione finanziaria”.

Le aziende con meno di 20 dipendenti
Migliore la situazione delle imprese con meno di 20 addetti. Secondo i dati presentati da Carosiosono finanziate in minor misura dai principali gruppi bancari, che subiranno il maggiore impatto della riforma. La quota di credito concesso da questi intermediari alle piccole imprese è pari a circa il 45%, contro un valore prossimo al 53% per le imprese medio-grandi”.

Gli effetti di Basilea 3 sul sistema
L’impatto delle nuove regole sul sistema bancario non sarà trascurabile. Gli istituti di credito italiani “mostrano livelli medi di patrimonializzazione che, sebbene in aumento, sono meno elevati nel confronto internazionale, anche in conseguenza dei significativi aiuti pubblici ricevuti da molte banche di altri paesi” ha spiegato Carosio. Tuttavia “il basso grado di leva finanziaria e la prevalenza di un modello di business tradizionale, legato al finanziamento dell’economia reale, rendono l’allineamento ai nuovi requisiti meno oneroso che per altri sistemi bancari” ha aggiunto. Le conseguenze maggiori per le per le banche verranno “dalla deduzione delle partecipazioni in società di assicurazione e delle attività per imposte anticipate, generate dai limiti molto restrittivi imposti dalla nostra disciplina fiscale su svalutazioni e perdite su crediti”.

Banca d’Italia: pmi più indebitate delle grandi aziende ultima modifica: 2010-11-25T09:20:12+00:00 da Flavio Meloni

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