Banca d’Italia: prosegue l’indebolimento della domanda di finanziamenti da parte di imprese e famiglie

Come si legge nel bollettino, “in concomitanza con la fase ciclica negativa, nella prima parte del 2012 è proseguito l’indebolimento della domanda di finanziamenti da parte delle imprese, che si era manifestato già nel secondo semestre dell’anno precedente”.

Gli esperti di Palazzo Koch sottolineano che la contrazione della domanda di fondi da destinare agli investimenti produttivi è stata solo in parte compensata dalle maggiori esigenze di copertura del circolante, soprattutto nel Centro e nel Nord Est, e dal ricorso a operazioni

di ristrutturazione e consolidamento del debito bancario. La ridotta richiesta di prestiti ha interessato tutti i comparti produttivi, anche se è stata più accentuata in quello delle costruzioni.

“Le banche medie e grandi – prosegue il dossier – hanno registrato un indebolimento della domanda di prestiti lievemente più marcato di quello indicato dagli intermediari minori in tutte le aree territoriali, con l’unica eccezione del Nord Est. Per il secondo semestre del 2012 si prevede una flessione più contenuta delle richieste di credito rivolte alle banche di tutte le dimensioni”.

Nel primo semestre del 2012 l’irrigidimento delle condizioni di offerta da parte degli istituti di credito ha conosciuto un parziale allentamento. L’atteggiamento delle banche è rimasto comunque prudente, in particolare nei confronti del settore edile. “Le previsioni formulate dagli intermediari e relative al secondo semestre dell’anno indicano una stabilizzazione delle condizioni di accesso al credito rispetto ai sei mesi precedenti, che dovrebbe estendersi a tutte le aree del paese e settori di attività; anche nel comparto delle costruzioni, l’intensità dell’irrigidimento dovrebbe attenuarsi”.

Per gli economisti di Bankitalia il permanere di condizioni selettive nell’accesso al credito, specie presso le banche più piccole, deve essere attribuito all’elevata rischiosità della situazione economica generale e di specifici settori e imprese.

In questo contesto le tensioni nelle condizioni di offerta hanno continuato a manifestarsi principalmente attraverso l’aumento degli spread praticati dagli intermediari. L’inasprimento è stato un più intenso per gli istituti di minori dimensioni, in particolare nelle erogazioni indirizzate alle imprese del Nord Ovest e del Mezzogiorno. “L’attenuazione dell’irrigidimento nelle politiche di offerta, prefigurata per il secondo semestre del 2012, dovrebbe provenire principalmente dalle banche maggiori in tutte le aree del Paese. Le piccole banche hanno segnalato minor inasprimento delle condizioni soprattutto verso le imprese localizzate nelle regioni del Nord Est e del Centro”

Passando ad analizzare il comparto famiglie, il bollettino evidenzia che la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni, già in contrazione nella seconda parte del 2011, ha mostrato una flessione ancora più marcata nel primo semestre del 2012 in tutte le principali aree territoriali del Paese, flessione che dovrebbe attenuarsi nella seconda parte dell’anno. Anche la richiesta di credito al consumo è diminuita, con una intensità simile al semestre precedente, con la sola eccezione delle regioni del Nord Ovest.

“Nel primo semestre del 2012, le richieste di finanziamenti per l’acquisto di abitazioni si sono ridotte in modo marcato per gli intermediari più grandi, meno per quelli minori in tutte le aree del Paese. Nei sei mesi successivi, il calo proseguirebbe per le banche più piccole, seppure attenuandosi, mentre gli intermediari medio-grandi prefigurano una sostanziale stabilità della domanda. Dopo il picco toccato nella seconda metà del 2011, l’irrigidimento delle condizioni di offerta sui mutui e sul credito al consumo si è attenuato (figg. 6a e 6b). Le politiche seguite dalle banche sono risultate lievemente più restrittive nel Mezzogiorno e meno nelle regioni del Nord Est. Per il secondo semestre del 2012 le banche segnalano una sostanziale stabilità nelle condizioni di accesso al credito erogato alle famiglie”.

Le dimensioni delle banche sono state determinanti per il tipo di offerta presentata alla clientela: i grandi intermediari hanno seguito politiche più selettive nel Mezzogiorno nella concessione di mutui alle famiglie, mentre gli intermediari minori hanno mantenuto condizioni più rigide nel Nord Ovest. Anche in questo caso è stato registrato un aumento degli spread applicati non solo sulle fasce di clientela giudicate più rischiose, ma anche sulla media dei mutui.

Consulta il bollettino di Banca d’Italia

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Banca d’Italia: prosegue l’indebolimento della domanda di finanziamenti da parte di imprese e famiglie ultima modifica: 2012-12-19T10:39:23+00:00 da Flavio Meloni

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