Banca d’Italia, Questioni economia e finanza: “Rientro in bonis prestiti deteriorati, quali imprese riguarda?”

I tassi di rientro in bonis delle posizioni denominate come “inadempienze probabili” (ip, unlikely to pay) non sono stati trascurabili nemmeno durante le fasi più acute delle crisi finanziaria globale e dei debiti sovrani. È quanto emerge dall’analisi “Questioni di Economia e Finanza. Il rientro in bonis dei prestiti deteriorati: quali imprese riguarda?”, diffuso oggi dalla Banca d’Italia.

Secondo lo studio, che fornisce indicazioni utili anche nel contesto dell’attuale crisi, la probabilità che un’impresa in ip rientri in bonis è correlata negativamente con la sua dimensione e con il valore del debito e positivamente con il rapporto tra patrimonio e attivo, misurati al momento della classificazione in ip.

Il numero 601 di febbraio 2021 di Questioni di Economia e Finanza, disponibile in lingua inglese, parte dalla premessa che i prestiti deteriorati sono classificati in categorie caratterizzate da un diverso grado di difficoltà del debitore. “A differenza delle sofferenze, le inadempienze probabili (ip o unlikely to pay) presentano una probabilità non trascurabile di tornare in bonis. Il lavoro utilizza i dati della Centrale dei rischi dal 2005 al 2019 per stimare sia la probabilità che le imprese classificate come ip rientrino in bonis sia le caratteristiche che maggiormente si associano al rientro in bonis”, spiega l’analisi della Banca d’Italia.