Banca d’Italia, Uif: nel 2017 quasi 94.000 operazioni sospette. Cresce rischio riciclaggio collegato a criptovalute

Uif LogoNel corso del 2017 l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia ha ricevuto 93.820 segnalazioni45, circa 7.200 in meno rispetto al 2016 (-7,2%). È quanto emerge dalla relazione annuale dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia.

La contrazione del flusso complessivo, secondo il rapporto, è ascrivibile all’esaurirsi degli effetti dei provvedimenti in materia di regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (cd. voluntary disclosure) che ne avevano determinato la marcata espansione nel 2016.

Al netto dei casi riconducibili a tali provvedimenti, le segnalazioni complessivamente inoltrate nel 2017 dai soggetti obbligati non soltanto risultano in aumento, ma fanno registrare il tasso di crescita più alto dell’ultimo triennio, pari al 9,7% contro il 5,7% e il 5,4% registrati, rispettivamente, nel 2016 e nel 2015.

In continuità con il passato, il maggior numero delle segnalazioni ricevute (77% del totale) proviene dalla categoria banche e Poste (di seguito, per correntezza, si farà riferimento a tale categoria con il termine “banche”), che registra, tuttavia, una riduzione dell’8% rispetto al 2016. Prosegue la crescita del flusso di sos provenienti da intermediari e altri operatori finanziari, che si confermano la seconda macrocategoria di soggetti obbligati per numero di segnalazioni inoltrate, con un incremento del 19% circa. Anche per gli operatori non finanziari e i prestatori di servizi di gioco si rilevano variazioni positive rispetto al 2016 (mediamente +25%). Le segnalazioni trasmesse dalla Pubblica Amministrazione hanno registrato un deciso incremento in termini percentuali, pur nell’ambito di valori assoluti estremamente esigui: 70 segnalazioni, contro le 10 del 2016.

Nell’ambito degli operatori finanziari diversi dalle banche emerge il contributo proveniente dagli Imel e dai punti di contatto degli istituti comunitari, le cui segnalazioni sono più che quadruplicate, passando dalle 328 del 2016 alle 1.444 del 2017. Tale flusso si conferma fortemente concentrato: il 93% delle segnalazioni in questione proviene da uno solo dei cinque operatori che compongono la categoria, circostanza che si era registrata anche nel 2016, pur se con valori complessivi decisamente inferiori. Seguono, per percentuale di incremento, le imprese di assicurazione (+24,5%) e l’aggregato composto da SGR, SICAV e SICAF (+24,2%).

Anche il contributo degli IP e dei relativi punti di contatto è aumentato, passando dalle 5.643 segnalazioni del 2016 alle 6.575 del 2017: nell’ambio di tale gruppo un ruolo di primo piano è ricoperto dagli operatori che svolgono attività di money transfer che, con 5.224 segnalazioni, rappresentano quasi l’80% del totale della categoria. Tra le variazioni negative si sottolinea, per rilevanza, quella relativa alle SIM, pari a oltre il 75%. Una significativa contrazione ha interessato anche le società fiduciarie ex art. 106 TUB (-21,8%), anche a causa del calo delle segnalazioni collegate alla procedura di collaborazione volontaria: la percentuale delle sos connesse a tale fenomeno si è drasticamente ridotta, attestandosi al 19,5% del totale, a fronte del 76% registrato nel 2016.

La rilevante riduzione del dato relativo ai professionisti (-44%) appare ampiamente ascrivibile al ruolo da essi svolto soprattutto in fase di adesione alla procedura di collaborazione volontaria, fenomeno i cui riflessi sulle segnalazioni di operazioni sospette si sono, come detto, fortemente ridimensionati nell’anno in esame.

Più in dettaglio diminuiscono, nell’ordine, le segnalazioni inoltrate da studi associati, società interprofessionali e società tra avvocati (-93,4%), dottori commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro (-72,8%), avvocati (-76,2%). In controtendenza, si registra l’aumento del contributo delle società di revisione e dei revisori legali (+18%)
nonché dei notai e del Cnn, categoria quest’ultima le cui segnalazioni sono passate da 3.582 a 4.222, con un incremento di quasi il 18%. Anche nel 2017 ha trovato conferma l’importanza del ruolo svolto dal Cnn, che ha tramitato quasi il 98% delle segnalazioni della categoria.

Analogo fenomeno non è stato ancora riscontrato con riferimento al Cndcec, attraverso cui sono state inoltrate 147 segnalazioni rispetto alle 361 complessive della categoria. Tale circostanza è verosimilmente ascrivibile al lasso di tempo ancora breve trascorso dalla definizione del protocollo d’intesa tra la Uif e il Consiglio Nazionale della categoria (sottoscritto nel dicembre 2016 ma divenuto operativo nel maggio del 2017, con l’inoltro della prima segnalazione da parte del Cndcec), per il quale è ipotizzabile una graduale entrata a regime.

Nell’ambito degli operatori non finanziari è risultato in aumento il flusso proveniente dai soggetti che svolgono attività di fabbricazione e commercio di oro e preziosi (251 contro le 55 del 2016) e da quelli attivi nella custodia e nel trasporto di denaro contante e di titoli o valori: questi ultimi, ricompresi nella voce residuale “operatori non finanziari diversi dai precedenti”, hanno inviato 388 segnalazioni. I prestatori di servizi di gioco continuano a far registrare un significativo tasso di crescita (+27% circa rispetto al 2016) seppure di entità meno rilevante rispetto al passato (tra il 2015 e il 2016 l’incremento era stato di quasi il 40%).

Come già sottolineato, la riduzione delle segnalazioni collegate alla collaborazione volontaria ha costituito la determinante fondamentale del calo registrato nel numero delle sos in entrata. Le segnalazioni della specie sono passate da 21.098 nel 2016 a 6.112 nel 2017, valore che è inferiore anche al dato registrato nel 2015 (6.782), primo anno interessato dal fenomeno. Tali segnalazioni sono state pari al 6,5% del totale, contro il 21% del 2016 (8% nel 2015).

Le operazioni sospette e il riciclaggio

Le segnalazioni concernenti sospetti di riciclaggio continuano a costituire la gran massa di quelle complessivamente ricevute (92.824 su 93.820). Le segnalazioni connesse con il presunto finanziamento del terrorismo hanno fatto registrare un notevole aumento, da ascrivere all’accresciuta sensibilità degli operatori a seguito dell’inasprirsi delle minacce e dell’attività di sensibilizzazione svolta. Numericamente, le segnalazioni per sospetto finanziamento di terrorismo si attestano a 981 unità (contro le 619 del 2016), ove si includano anche quelle originariamente qualificate dai segnalanti come appartenenti alla categoria “riciclaggio” e successivamente riclassificate nel corso del processo di analisi interno alla Uif.

Soltanto 15 sono state le segnalazioni di operazioni sospette relative al finanziamento di programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa.

Nel primo trimestre 2018 il flusso complessivo delle segnalazioni di operazioni sospette, nonostante l’ulteriore drastica riduzione di quelle connesse con la voluntary disclosure, si mantiene su livelli coerenti con quelli dell’anno precedente. La distribuzione percentuale tra le diverse categorie muta parzialmente in conseguenza dell’aumentato numero di segnalazioni inviare da professionisti, operatori non finanziari e prestatori di servizi di gioco.

I dati dei primi tre mesi del 2018 confermano il trend crescente delle segnalazioni connesse con il terrorismo: sono, infatti, pervenute nel periodo 337 segnalazioni della specie.

Quanto alla distribuzione geografica, la regione che si conferma al primo posto per numero di segnalazioni inoltrate nel 2017 è la Lombardia, nonostante una significativa flessione rispetto al 2016 (-22,2%); il dato appare riconducibile alla minore incidenza della voluntary disclosure registrata nel 2017, essendo questa regione quella che negli anni precedenti ha contribuito in misura maggiore al relativo flusso segnaletico.

Anche le altre regioni del nord Italia che, dopo la Lombardia, risultano interessate dal fenomeno della collaborazione volontaria, hanno registrato variazioni percentuali negative (Emilia-Romagna -9,2%, Piemonte -13,2% e Liguria -0,1%); fa eccezione il Veneto, le cui segnalazioni complessive sono aumentate del 4,3%.

La graduatoria relativa al numero delle segnalazioni inviate si mantiene sostanzialmente inalterata rispetto al 2016 (con l’eccezione dell’ Emilia Romagna che supera il Piemonte e della Sicilia che supera la Puglia). Le regioni che registrano le variazioni positive superiori a dieci punti percentuali sono, nell’ordine, Calabria (+24,9%), Friuli-Venezia Giulia (+15,9%), Abruzzo (+15,7%), Sicilia (+11,3%), Campania (+11,2%) e Trentino-Alto Adige (+10,1%).

Dai valori normalizzati su base provinciale emerge ancora una volta l’elevato numero delle segnalazioni provenienti dalla zona di Milano. Seguono, nell’ordine, le province di Prato (che si conferma al secondo posto), Imperia, Napoli e Crotone, tutte posizionate nella classe più alta. Chiudono la graduatoria cinque province sarde, per le quali si registrano valori compresi tra le 39 e le 49 segnalazioni.

Criptovalute

Nel 2017 sono state circa 200 le segnalazioni di operazioni sospette riferite all’utilizzo di criptovalute. In molti casi i segnalanti sembrano mossi dall’intrinseca opacità dello strumento, senza che ulteriori elementi oggettivi o soggettivi inducano a ritenere effettiva la probabilità di un’attività illecita sottostante. In diversi casi, però, sono state chiaramente individuate le connessioni con estorsioni on line, truffe, schemi piramidali, che hanno anche innescato rilevanti attività investigative. In alcune situazioni, il ricorso alle criptovalute si inserisce in operatività complesse con utilizzo di fondi pubblici, probabili collegamenti con la criminalità organizzata o connessioni con paradisi fiscali. In diversi casi emerge la presenza di ‘collettori’ che ricevono i fondi destinati alla conversione in valute virtuali tramite bonifici dall’estero o con ricariche di carte prepagate o altre operazioni anche singolarmente di importo contenuto.

Banca d’Italia, Uif: nel 2017 quasi 94.000 operazioni sospette. Cresce rischio riciclaggio collegato a criptovalute ultima modifica: 2018-07-13T14:02:24+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: