Banca d’Italia, Visco: “All’origine delle difficoltà delle banche anche decisioni aziendali viziate da comportamenti fraudolenti”

Banca d'Italia Logo Ultimo“All’origine delle difficoltà delle banche abbiamo anche riscontrato decisioni aziendali viziate da comportamenti fraudolenti e scelte imprudenti nell’allocazione del credito. Si è trattato di una combinazione di fattori potenzialmente devastante. Nel complesso, tuttavia, i danni al sistema bancario si sono concentrati in pochi, ben identificati, intermediari, che sono stati, e sono tuttora, oggetto di un’azione di vigilanza intensa”. Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al Parlamento Ue.

“Molte fonti di rischio sono state rimosse o attenuate – ha aggiunto Visco -. Nella soluzione dei casi più critici il ruolo delle istituzioni europee continua a essere fondamentale. La consistenza dei prestiti deteriorati si sta gradualmente ma costantemente riducendo; la ripresa economica accelererà questa tendenza, anche grazie alle modifiche introdotte a livello legislativo e gestionale che sono in grado di velocizzare il processo di recupero dei crediti. L’elevato ammontare di esposizioni deteriorate richiede una gestione accorta. La reale portata del fenomeno, tuttavia, va valutata sulla base di un’attenta considerazione delle specifiche condizioni di ciascuna banca. Alla fine dello scorso anno le sofferenze e gli altri prestiti deteriorati iscritti nei bilanci delle banche italiane ammontavano a 173 miliardi al netto delle rettifiche di valore, il 9,4 per cento del complesso dei prestiti. Al lordo delle rettifiche i prestiti deteriorati erano pari a 349 miliardi, un ammontare che si riferisce al valore nominale delle esposizioni e, di conseguenza, non è rappresentativo del peso effettivo di questi attivi nei bilanci bancari”.

Dei 173 miliardi di prestiti deteriorati netti, ha proseguito il numero uno di Palazzo Koch “92 riguardavano situazioni in cui è possibile il ritorno alla regolarità dei pagamenti, soprattutto nel caso in cui la ripresa economica si rafforzi. Le sofferenze nette, ovvero le esposizioni nei confronti di debitori insolventi, ammontavano a 81 miliardi, il 4,4 per cento dei prestiti totali. La maggior parte delle sofferenze è detenuta da banche le cui condizioni finanziarie non richiedono di cederle immediatamente sul mercato. Buone prassi di gestione delle esposizioni deteriorate combinano il miglioramento dei processi interni, la scelta di opportune strutture di incentivi e organizzative, il superamento dei problemi connessi con l’inadeguatezza dei sistemi informativi, le migliori decisioni circa la vendita diretta degli attivi sul mercato o l’esternalizzazione delle connesse attività di gestione a operatori specializzati. Degli 81 miliardi di sofferenze nette complessive, solo circa 20 sono detenuti da banche, significative e meno significative che stanno attualmente sperimentando situazioni di difficoltà. In media il valore di bilancio delle sofferenze è pari al 40 per cento circa di quello lordo, una quota all’incirca doppia rispetto ai bassi prezzi di acquisto offerti al momento dagli operatori di mercato specializzati. Sulla base di tali prezzi le rettifiche di valore aggiuntive che queste banche potrebbero dover registrare possono essere stimate in circa 10 miliardi. Questo ammontare è significativamente inferiore ai 20 miliardi stanziati dal Governo italiano lo scorso dicembre al fine di prestare sostegno finanziario alle banche in difficoltà. Occorre tenere conto, inoltre, del fatto che l’uso dei fondi pubblici deve essere accompagnato da misure di burden sharing. I prestiti deteriorati sono un’eredità del passato. Un’ulteriore, e più importante, sfida per il complesso delle banche europee riguarda il presente e il futuro, e ha a che fare con lo sviluppo tecnologico e la struttura dei mercati. Le tendenze in atto stanno comprimendo la redditività; va quindi rivisto il modello di operatività delle banche. La configurazione della rete di dipendenze, i servizi offerti, il ricorso alla tecnologia vanno ripensati con spirito innovativo. Tutto ciò è essenziale per le banche italiane, se vogliono competere efficacemente e rafforzare la loro stabilità”.

Le prospettive dell’economia italiana, ha concluso Visco “sono andate migliorando, gradualmente ma costantemente, negli ultimi tre anni; la ripresa in corso, pur moderata, testimonia l’efficacia delle politiche messe in atto, ma indica altresì la necessità di interventi ulteriori. Nei primi mesi di quest’anno la produzione di beni e servizi ha continuato ad aumentare, anche se il ritmo della ripresa è lento, inferiore a quello delle altre maggiori economie dell’area dell’euro. La domanda interna sta beneficiando di condizioni monetarie e finanziarie favorevoli, come pure di una politica di bilancio moderatamente espansiva; prosegue il miglioramento del mercato del lavoro; la fiducia delle imprese è in aumento. Il credito bancario continua a espandersi, anche se le condizioni applicate alle imprese restano eterogenee. Le nostre previsioni più recenti indicano un ulteriore moderato rafforzamento della crescita del prodotto. Come per il complesso dell’area, le prospettive dell’economia italiana sono tuttavia soggette a rischi, legati soprattutto a fattori geopolitici globali. Gli indicatori relativi all’incertezza sulle politiche economiche mostrano che essa è oggi molto elevata a livello nazionale e nell’area dell’euro, come al di fuori dell’Europa. Da diversi anni ormai l’Italia ha intrapreso un complesso percorso di riforma. I cambiamenti hanno iniziato a dare i loro frutti. L’impegno per modernizzare il Paese deve proseguire”.

Banca d’Italia, Visco: “All’origine delle difficoltà delle banche anche decisioni aziendali viziate da comportamenti fraudolenti” ultima modifica: 2017-04-11T19:42:07+00:00 da Redazione

Print Friendly
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: