Banca Generali, al 30 settembre utile netto in crescita del 26% a 132,4 milioni

Banca Generali LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Generali, riunitosi sotto la presidenza di Paolo Vagnone, ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi 2014. Il resoconto intermedio della gestione al 30 settembre 2014, si legge in una nota, si è chiuso con una crescita senza precedenti degli indicatori più rilevanti. L’utile netto consolidato è aumentato del 26% a €132,4 milioni, la raccolta netta dei nove mesi è salita del 67% a €3,1 miliardi e le masse a fine settembre hanno toccato il picco di €33,6 miliardi (+19%). L’accelerazione nella raccolta è stata accompagnata da un‘efficace ottimizzazione nel mix dei portafogli che ha portato ad un significativo aumento dei ricavi da commissioni. Il tutto senza impattare la struttura di costi rimasta sostanzialmente stabile, al netto degli investimenti  per lo sviluppo dell’innovativa piattaforma tecnologica e di advisory.

L’amministratore delegato di Banca Generali, Piermario Motta, ha commentato: “Siamo molto soddisfatti di un percorso di crescita che dimostra trimestre dopo trimestre, con risultati progressivamente sempre migliori, la solidità di un modello di business orientato alla qualità e all’innovazione. I numeri indicano una realtà che rappresenta un punto di riferimento per professionalità dei propri consulenti, per appeal nell’attrarre talenti, e per versatilità e capacità nel guidare l’evoluzione del servizio. La nostra dedizione ci ha portato a superare progressivamente gli obiettivi che ci eravamo prefissati guidando con successo anche le recenti operazioni straordinarie. Con questa convinzione e fiducia guardiamo con grande entusiasmo ai prossimi mesi”.    

 

Risultati economici consolidati al 30 settembre 2014

Il resoconto intermedio della gestione al 30 settembre 2014 si è chiuso con una crescita senza precedenti degli indicatori più rilevanti. L’utile netto consolidato è aumentato del 26% a €132,4 milioni, la raccolta netta dei nove mesi è salita del 67% a €3,1 miliardi e le masse a fine settembre hanno toccato il picco di €33,6 miliardi (+19%). L’accelerazione nella raccolta è stata accompagnata da un‘efficace ottimizzazione nel mix dei portafogli che ha portato ad un significativo aumento dei ricavi da commissioni. Il tutto senza impattare la struttura di costi rimasta sostanzialmente stabile, al netto degli investimenti  per lo sviluppo dell’innovativa piattaforma tecnologica e di advisory.

Il margine d’intermediazione s’è attestato a €330,6 milioni (+23%) beneficiando del deciso progresso delle commissioni di gestione, cresciute a doppia cifra proprio grazie all’aumento dell’attività commerciale. Al positivo risultato nei ricavi ha anche contribuito la capacità della Banca di cogliere le diverse opportunità di trading legate alla volatilità dei titoli governativi italiani, in particolare nel secondo trimestre  a seguito delle elezioni europee.

In luce anche le commissioni lorde, salite del 20% a €353,6 milioni, di riflesso all’aumento delle commissioni di gestione che pesano per il 74% del totale raggiungendo i €261,9 milioni (+21%). Il loro progresso è stato guidato principalmente dall’incremento delle masse medie di prodotti gestiti. Complessivamente le commissioni ricorrenti (gestione, sottoscrizione e bancarie) sono state pari a €312,4 milioni (+18%), rappresentando l’88% delle commissioni totali. Si tratta di un risultato che rispecchia la grande solidità del business e la sua sostenibilità nel tempo.

Il margine d’interesse è stato di €82,3 milioni con l’effetto di discesa dei tassi di interesse quantificabile in circa €10 milioni in meno rispetto all’esercizio precedente. Al risultato hanno contribuito in misura positiva l’ulteriore riduzione del costo del funding e l’espansione degli impieghi contro-garantiti che hanno raggiunto quota €1.564 milioni, in presenza di un’incidenza trascurabile delle sofferenze pari allo 0,05%. Per quanto riguarda la gestione degli attivi della Banca, la strategia resta prudente con una politica di investimenti orientata a duration brevi nell’obbligazionario (1,6 anni) complice l’incertezza e la volatilità sui tassi a livello mondiale.

I costi operativi netti sono risultati pari a €120,3 milioni, con una variazione (7,3%) sensibilmente inferiore alla crescita dei ricavi (+23%) e delle masse (+19%). Per quanto riguarda le spese del personale, si segnala che l’incremento è legato principalmente alla componente di remunerazione variabile dei dipendenti a cui si sono aggiunti l’inserimento di nuove figure per accompagnare la crescita dimensionale della Banca e seguire lo sviluppo del nuovo modello di servizio. Le spese generali e amministrative incorporano oneri non ricorrenti legati all’acquisizione del ramo d’azienda di Credit Suisse Italia, oltre alle spese per gli investimenti nell’innovazione della piattaforma informatica e nel progetto legato al nuovo modello di advisory.

I ratios patrimoniali si confermano su livelli di eccellenza: il Tier 1 Capital ratio si è attestato al 13,9% e  il Total Capital ratio al 14,3%, (con una lieve variazione legata all’applicazione della normativa di Basilea 3 e all’aumento dell’attività creditizia ordinaria e l’eccesso di capitale s’è rafforzato da inizio anno del 5% a  €151,5 milioni.

 

Risultati economici consolidati del terzo  trimestre 2014

L’utile netto del terzo trimestre di Banca Generali è risultato pari a €43,9 milioni, in crescita del 31% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Il margine d’intermediazione è aumentato del 26,2% a €101,3 milioni, sulla spinta delle commissioni nette salite del 46% a €68 milioni. Positivo anche il contributo delle attività legate ai mercati finanziari. Da segnalare inoltre il balzo in avanti del 38,0% a €60,5 milioni dell’EBITDA, con una marginalità del 60%, in miglioramento rispetto al 55% del corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Si segnala inoltre l’ulteriore riduzione del Cost/Income ratio al 40,3% (rispetto al 45,4% dello scorso anno), confermandosi su livelli distintivi per il settore.

Raccolta netta e masse in gestione (AUM)

Il ritmo di forte espansione che ha caratterizzato il primo semestre è proseguito anche nel periodo tra luglio e settembre, tradizionalmente più tranquillo per la pausa estiva, che ha così confermato il forte dinamismo della domanda di consulenza finanziaria. La raccolta netta  del terzp trimestre è stata pari a €770 milioni, il 77% in più del corrispondente trimestre dell’anno precedente e oltre al doppio rispetto alla media degli anni precedenti.

Il mese di ottobre si è confermato al passo degli ottimi livelli dei mesi precedenti: la raccolta netta è stata pari a €243 milioni, di cui €250 milioni in prodotti di risparmio gestito e assicurativo.

Complessivamente dunque da inizio anno a fine ottobre la raccolta netta totale si attesta a €3.328 milioni, un risultato superiore del 66% rispetto allo scorso anno.

La raccolta netta da inizio anno si è concentrata sui prodotti di risparmio gestito e assicurativo con flussi per €3.164 milioni (+39%), pari al 95% circa del totale. Nell’ambito dei singoli prodotti va sottolineato il grande successo di BG Stile Libero, la polizza multi-ramo lanciata agli inizi di marzo, che in otto mesi ha raccolto €1.459 milioni. La soluzione risulta molto apprezzata per la flessibilità e l’ampiezza della gamma di fondi in cui può investire (pari a circa il 91% dei sottostanti del prodotto) a cui si aggiungono i vantaggi delle coperture assicurative e la possibilità di abbinare la gestione separata (pari a fine ottobre al 9% dei sottostanti).

Le masse totali si sono attestate a €33,6 miliardi nei nove mesi con un progresso del 19% rispetto allo scorso anno. Il rialzo è stato particolarmente significativo a livello di masse gestite e assicurative che si sono portate a €25,1 miliardi (+23%), segnando un’incidenza del 75% rispetto al totale con un aumento di 3 punti percentuali rispetto al medesimo periodo del 2013.

Le masse amministrate sono salite a €8,5 miliardi, riflettendo la costante attività di acquisizioni di nuova clientela e di una maggiorshare of wallet di quella esistente.

Acquisizione ramo d’azienda dal Credit Suisse relativo alla clientela affluent e upper affluent

Il 31 ottobre scorso è stata perfezionata l’acquisizione del ramo d’azienda di Credit Suisse Italy relativo alle attività di private banking “affluent”  e “upper affluent” in Italia. L’operazione rappresenta un perfetto completamento per l’attività di Banca Generali, rafforzandone ulteriormente il posizionamento nel segmento private in Italia.

Al ramo d’azienda oggetto di acquisizione fa capo il contratto di agenzia di 51 private banker, a cui sono da ricondurre masse complessive pari a €1,9 miliardi circa. L’adesione è risultata estremamente elevata sfiorando il 90% delle masse del ramo d’azienda. Il successo dell’operazione riflette la qualità dell’offerta e del modello di servizio di Banca Generali nei confronti dei professionisti e nell’interesse della loro clientela private con una practice che la pone ai livelli più elevati negli standard internazionali.

Il costo finale dell’operazione è di €45 milioni. L’operazione è stata finanziata principalmente tramite un prestito subordinato Tier 2 pari a €43 milioni, erogato da Generali Beteiligungs  GmbH. Il tasso corrisposto è fisso, pari al 3,481% per i primi 5 anni.

L’acquisizione sarà consolidata a partire dal 1 novembre 2014 e si prevede che inizierà a fornire un contributo positivo ai risultati aziendali sin dal prossimo esercizio in virtù della limitata presenza di costi di struttura fissi. Le positive premesse rafforzano la fiducia della Banca di poter integrare con successo e in breve tempo le attività acquisite, forti anche delle positive esperienze degli ultimi anni.

Prevedibile evoluzione della gestione

Il dinamismo con cui Banca Generali ha saputo intercettare il crescente bisogno di consulenza qualificata dai risparmiatori italiani s’è tradotto in una forte accelerazione della raccolta su livelli di assoluta eccellenza nel panorama nazionale per la componente gestita. La discesa dei tassi di interesse nei primi 9 mesi dell’anno e le pressioni sulla congiuntura hanno ulteriormente acuito le difficoltà per i risparmiatori accentuando anche le sfide per le realtà specializzate nella tutela dei patrimoni. Nonostante l’incremento della volatilità delle ultime settimane, per le incognite legate alle mosse delle banche centrali, le tensioni sulle politiche economiche di grandi Paesi e i timori di un rallentamento della crescita globale, persistono all’orizzonte le prospettive di rendimenti ancora bassi con rilevanti asimmetrie su scala globale. Questi squilibri nello sviluppo necessitano più che mai di un approccio agli investimenti specialistico e professionale con una versatilità e qualità di offerta che sia in grado di rispondere al bisogno dei risparmiatori in Italia. L’impegno della Banca nella pianificazione finanziaria si rivolge ad investimenti nella formazione dei propri professionisti e nell’evoluzione dei servizi. Questi riguardano l’intera sfera patrimoniale dei clienti: dalle necessità di efficientamento immobiliare, all’analisi dei nodi fiscali, passando per l’ausilio nei passaggi successori alle competenze nel corporate finance; e la posizionano in prima linea per cogliere le grandi opportunità che si prospettano nei prossimi mesi per il settore.

Leggi il comunicato

Banca Generali, al 30 settembre utile netto in crescita del 26% a 132,4 milioni ultima modifica: 2014-11-05T15:02:18+00:00 da Redazione

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