Banca Ifis, utile in calo del 36,1% nel I semestre

Banca Ifis LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Ifis ha approvato i risultati finanziari relativi al primo semestre del 2018.

Questi i principali risultati

o Margine di intermediazione a 138,7 milioni di euro (-7,3%);
o Risultato netto della gestione finanziaria a 109,7 milioni di euro (-33,1%);
o Costi operativi a 70,8 milioni di euro (+10,9%);
o Utile netto di periodo a 28,4 milioni di euro (-60,0%);

“Nei primi mesi dell’anno abbiamo lavorato con grande dinamismo in ogni segmento, facendo crescere i singoli business, dando il nostro supporto ad aziende che oggi sono in grado di lavorare con maggiore serenità e business model sostenibili – ha sottolineato Giovanni Bossi, amministratore delegato della banca -. Abbiamo sviluppato nuove alleanze per accelerare la crescita nel leasing, affiancandoci a partner di elevato standing. Sempre nel settore leasing, la spinta all’innovazione ci ha portato a sostituire la piattaforma tecnologica e migliorare e snellire tutti i processi operativi. É stato acquisito la il controllo di una nuova società, Credifarma, che verrà consolidata nel secondo semestre, per rafforzare la nostra presenza nel credito alle farmacie. Nel primo semestre è stato poi annunciato l’acquisto di Fbs, attiva nel supporto gestionale del credito deteriorato, e a febbraio è stata completata l’acquisizione dell’intero capitale di Cap.Ital.Fin, che ha permesso l’entrata nel business della cessione del quinto a supporto del settore npl. A luglio, infine, abbiamo lanciato una nuova iniziativa nel settore delle assicurazioni: tutte queste attività svilupperanno benefici, anche in termini economici, a partire della seconda parte dell’anno. Sul fronte npl, nel solo mese di luglio sono stati formalizzati acquisti di portafogli di crediti deteriorati per circa 600 milioni di valore nominale. Nei prossimi mesi, forte attenzione verrà rivolta a offrire nuove soluzioni di ristrutturazione dei crediti Utp, con l’obiettivo di individuare le migliori soluzioni per ridare forza alle imprese del Paese. Il secondo trimestre ha visto le performance impattate da una serie di eventi singolarmente rilevanti e difficilmente replicabili nella stessa intensità. Tuttavia, alla luce dei positivi risultati della gestione ordinaria del semestre, per la seconda parte dell’anno si confermano le aspettative gestionali in tutti i business”.

Margine di intermediazione
Il Margine di intermediazione è pari a 278,1 milioni di euro, +9,8% rispetto al primo semestre 2017 (253,2 milioni di euro al 30 giugno 2017). Il risultato positivo è dovuto principalmente all’ottima performance del settore npl, con anche il contributo delle aree Crediti Commerciali e leasing del settore imprese. Pesa sul risultato del semestre il minore impatto del reversal della ppa, ovvero lo smontamento temporale della differenza tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore di bilancio dei crediti dell’ex Gruppo Interbanca (44,1 milioni al 30 giugno 2018 rispetto a 57,8 milioni al 30 giugno 2017, -23,8%) influenzato nel precedente passato da alcune estinzioni anticipate.

Rettifiche di valore nette
Le rettifiche di valore nette si attestano si attestano a -40,0 milioni verso riprese nette di 12,1 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, sostanzialmente riferibili a crediti verso la clientela del settore Imprese. Due i fattori: il ricorso a maggiori accantonamenti (14 milioni) su una posizione significativa nel semestre 2018 e riprese di valore nel 2017 di 26,8 milioni nell’area corporate banking. Il costo del credito del settore Imprese è pari a 138 bps nei primi sei mesi del 2018 (calcolato in vigenza del nuovo principio Ifrs 9) rispetto a 31 bps al 31 dicembre 2017 (calcolato secondo il precedente Ias 39). L’anno precedente vi erano state delle riprese di valore al netto delle quali il costo della qualità creditizia sarebbe stato pari a 89 bps.

Costi operativi
Pari a 144,2 milioni di euro (119,5 milioni al 30 giugno 2017, +20,7%) con un cost/income ratio al 51,8% (49,0% nello stesso periodo del 2017). Le spese per il personale salgono a 55,5 milioni di euro (49,5 milioni a giugno 2017, +12,1%) in coerenza con l’ingresso di nuovi dipendenti nel Gruppo (fra cui quelli della nuova controllata Capitalfin); al 30 giugno 2018 il numero dei dipendenti del Gruppo è pari a 1.577 risorse (173 persone in più). Le spese amministrative, pari a 95,1 milioni di euro contro i 69,9 milioni di euro del corrispondente periodo del 2017, salgono del 36,1%. La dinamica deriva dalla crescita del settore npl a cui sono connessi sia l’aumento dei costi di recupero giudiziale, sia l’adozione del nuovo modello statistico di stima delle pratiche in lavorazione giudiziale del settore npl. Tali costi, pari a 14,8 milioni (che impattano su spese legali e imposte di registro), erano infatti precedentemente sospesi fino all’ottenimento dell’Ordinanza Di Assegnazione (Oda). Inoltre nel periodo aumentano i costi connessi a consulenze legate all’adozione di nuovi sistemi tecnologici del Gruppo e all’affiancamento del know-how interno nei diversi progetti attivati nel semestre.

L’utile ante imposte è pari a 93, 9 milioni nei primi sei mesi del 2018 rispetto ai 145,9 milioni di euro del corrispondente periodo del 2017.

L’utile netto del Gruppo al 30 giugno 2018 si attesta a 66,2 milioni di euro rispetto ai 103,7 milioni del 30 giugno 2017, con un decremento del 36,1%.

Banca Ifis, utile in calo del 36,1% nel I semestre ultima modifica: 2018-08-03T16:42:19+00:00 da Redazione

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