Banca Ifis, utile record nei primi sei mesi del 2015 (+161,3%)

Banca Ifis LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Ifis ha approvato i risultati finanziari del primo semestre del 2015. Il margine di intermediazione, si legge in una nota, si attesta a 264,7 milioni di euro (+85,1% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, pari a 143,0 milioni, grazie alla significativa crescita registrata dai segmenti DRL (+50,0%) e Crediti Fiscali (+72,3%), nonché per effetto degli utili generati dall’operazione di riassetto di parte del portafoglio titoli di Stato perfezionatasi nel mese di aprile 2015 (124,0 milioni di euro lordi).

Il risultato del settore crediti commerciali (77,3 milioni di euro rispetto ai 78,6 del corrispondente periodo del 2014, -1,7%) è influenzato da dinamiche opposte relativamente alle aree di business Credi Impresa Futuro e Pharma. Il margine di intermediazione del primo semestre del business Pharma diminuisce del 15,9% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. La riduzione è causata dalla diminuzione delle commissioni di acquisto addebitate al cedente classificate fra gli interessi attivi. Dalla fine del 2014, infatti, l’area di business Pharma ha sviluppato un nuovo approccio al mercato, acquistando pacchetti di crediti al loro valore nominale (o poco sotto la pari). La redditività delle operazioni è rappresentata pertanto dagli interessi dei ritardati pagamenti contabilizzati per importi prudenzialmente inferiori al tasso di interesse di mora, nonché sulla base di accordi transattivi conclusi nel periodo. La Banca sta lavorando, nell’ambito del generale quadro normativo di riferimento, ad un affinamento metodologico delle modalità di rendicontazione di tale componente, finalizzata ad una migliore rappresentazione dell’effettiva redditività dell’area di business. Sostanzialmente in linea i risultati di Credi Impresa Futuro, che si confermano allineati alle performance del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il turnover del settore crediti commerciali è pari a 4,6 miliardi di euro (+22% rispetto a giugno 2014), un impiego puntuale di 2,6 miliardi di euro (+21,1% rispetto a giugno 2014) con un numero di imprese clienti in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il settore DRL, attivo nell’acquisto e nella gestione di portafogli di crediti non performing nel mercato unsecured, registra un margine pari a 19,4 milioni di euro rispetto ai 13,0 milioni nel corrispondente periodo del 2014 (+50,0%). L’ottima performance del semestre è il risultato di un’efficace raccolta di piani cambiari e manifestazioni di volontà – che hanno complessivamente registrato una crescita nell’ordine del 22% (83,4 milioni rispetto ai 68,2 milioni del 30 giugno 2014) – e da un’accelerazione dell’attività giudiziale della Legal Factory. Si evidenzia che il solo margine di intermediazione non è rappresentativo dell’andamento del settore DRL in quanto, relativamente ai crediti DRL in sofferenza, esclude gli effetti economici conseguenti alle variazioni dei flussi di cassa attesi, che vengono contabilizzati nella voce rettifiche/riprese di valore nette su crediti.

Il settore dei Crediti Fiscali si attesta a 7,5 milioni (4,4 milioni a fine del primo semestre 2014, +72,3%), grazie principalmente ai significativi incassi fatti registrare nel periodo e alla riduzione nei tempi di incasso delle esposizioni rispetto alle stime iniziali.

Il settore Governance e Servizi si attesta a 160,4 milioni rispetto ai 47,0 milioni del 30 giugno 2014 (+241,1%) grazie al contributo dell’utile da cessione derivante dall’operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato precedentemente citata. La redditività del settore beneficia dell’abbassamento del costo della raccolta retail, dovuto alla riduzione pianificata delle masse e dei tassi di interesse.

Nel secondo trimestre il margine di intermediazione si attesta a 193,5 milioni (69,5 milioni al netto dell’utile da negoziazione titoli) verso i 73,6 milioni nel corrispondente periodo del 2014. I crediti commerciali hanno contribuito per 37,9 milioni (verso 41,1 milioni), il settore DRL per 12,0 milioni (verso 6,4 milioni), i crediti fiscali per 3,6 milioni (verso 2,2 milioni) e il settore Governance e Servizi per 140,0 milioni (circa 16 milioni al netto dell’utile da negoziazione del portafoglio titoli di Stato) rispetto ai 23,9 dello stesso periodo del 2014.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti sono risultate pari a 12,7 milioni di euro rispetto ai 21,2 milioni al 30 giugno 2014 (-40,1%). Il continuo trend decrescente, nel solo settore crediti commerciali, è da ascrivere agli effetti positivi delle azioni di monitoraggio costante sull’evoluzione del profilo di rischio creditizio associato alla controparte. Tale andamento si è verificato in presenza di una rigorosa e sempre coerente politica adottata dalla Banca nelle valutazioni di merito creditizio. Il decremento delle rettifiche di valore si traduce in un netto miglioramento del costo del rischio di credito relativamente ai crediti commerciali, calcolato negli ultimi 12 mesi rispetto all’impiego medio su tale categoria, che si attesta a 112 bp.

Il rapporto sofferenze/impieghi nel settore crediti commerciali scende all’1,2% rispetto al 1,3% del 31 dicembre 2014.

Il coverage ratio delle sofferenze del settore crediti commerciali si attesta all’87,2% rispetto all’86,4% del 31 dicembre 2014.

Il risultato netto della gestione finanziaria del Gruppo è pari a 247,8 milioni (123,8 milioni al netto degli effetti della citata operazione di cessione) contro i 121,8 milioni del 30 giugno 2014 (+103,4%).

Il risultato netto della gestione finanziaria del settore Crediti Commerciali cresce del 13,6% a 63,8 milioni di euro contro 56,2 milioni del primo semestre 2014, principalmente per effetto della riduzione delle rettifiche di valore nette su crediti; quello del settore DRL è pari a 20,2 milioni contro 14,3 milioni al 30 giugno 2014 (+41%) per l’effetto delle modalità operative di raccolta introdotte nel settore DRL dal marchio CrediFamiglia; quello dell’area Crediti Fiscali si attesta a 7,5 milioni di euro rispetto ai 4,3 milioni del 30 giugno 2014, con un incremento del 75,6% per le ragioni già esposte nella sezione “margine di intermediazione”. Infine, il risultato netto della gestione finanziaria del settore Governance e Servizi, al netto degli effetti della citata operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato, registra un calo del 31,5%, attestandosi a 32,2 milioni di euro contro i 47,0 milioni del primo semestre 2014. Giova ricordare che tale risultato è influenzato anche dalle rettifiche di valore (4,2 milioni di euro) apportate a due titoli di capitale non quotati, per tener conto delle evidenze di perdite durevoli emerse in sede di valutazione (impairment).

Nel secondo trimestre il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a 182,7 milioni (60,9 milioni nel secondo trimestre del 2014). I crediti commerciali vi hanno contribuito per 30,0 milioni (27,8 milioni nel secondo trimestre 2014, +7,9%), il settore DRL per 11,3 milioni (7,1 milioni nello stesso periodo del 2014, +60,2%); i crediti fiscali per 3,6 milioni (2,0 milioni nel secondo trimestre del 2014, +76,2 %); il settore Governance e Servizi ha registrato 137,8 milioni contro 23,9 al 30 giugno 2014 .

Al 30 giugno 2015 i costi operativi, pari a 51,8 milioni di euro contro 46,6 milioni del primo semestre 2014, aumentano complessivamente dell’11,1%. Le spese per il personale, pari a 23,7 milioni, crescono dell’11,6% (21,2 milioni nel 2014) per effetto delle nuove assunzioni avvenute: sono 98 le risorse aggiunte nei primi sei mesi del 2015, con un incremento del 15,9% rispetto a dicembre 2014. L’incremento delle spese del personale è coerente con l’obiettivo di strutturare maggiormente alcune aree e servizi a supporto del business e del contesto in cui il Gruppo è chiamato ad operare. In totale il numero dei dipendenti del Gruppo a giugno 2015 è di 681 risorse.

Le altre spese amministrative, pari a 27,5 milioni di euro contro i 23,3 milioni del primo semestre 2014, registrano un incremento del 17,7% rispetto al 30 giugno dell’anno precedente, per effetto principalmente dell’aumentata attività connessa al settore DRL i cui costi di recupero e spese di informazione alla clientela (rispettivamente pari a 4,1 milioni di euro e 1,6 milioni di euro), sono attualmente esposti in tale voce di conto economico. Aumentano inoltre le spese per il reengineering dei processi di business e del sistema dei controlli interni, richiesto dagli adeguamenti alle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche in materia di sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa.

Il cost/income ratio (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) si attesta, al 30 giugno 2015, al 19,6% (36,8% considerando il margine di intermediazione al netto dell’utile da cessione su titoli di Stato) contro il 32,6% del 30 giugno 2014.

L’utile lordo del periodo si attesta a 196,0 milioni di euro contro 75,2 milioni del 30 giugno 2014.

Le imposte sul reddito ammontano a 65,2 milioni verso 25,1 milioni al 30 giugno 2014. Il tax rate di Gruppo scende al 33,3% nel primo semestre 2015 dal 33,4% del 30 giugno 2014.

L’utile netto di periodo totalizza 130,8 milioni di euro, rispetto ai 50,1 milioni del 30 giugno 2014 con un incremento del 161,3%.

Nel secondo trimestre l’utile netto è pari a 104,5 milioni (25,4 milioni dello stesso periodo del 2014).

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Banca Ifis, utile record nei primi sei mesi del 2015 (+161,3%) ultima modifica: 2015-07-31T17:39:15+00:00 da Redazione

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