Banca Popolare dell’Emilia Romagna: nel primo trimestre 2013 utile netto a 15,4 milioni

Luigi Odorici, amministratore delegato del Gruppo Bper, al termine della sessione consiliare ha affermato: “In questo primo trimestre dell’anno, la crisi economica non ha mostrato segni di miglioramento e persistono condizioni difficili per l’economia reale e per l’occupazione. In tale contesto, giudico positivamente il ritorno all’utile del Gruppo, tenuto conto del fatto che abbiamo continuato ad applicare criteri particolarmente prudenziali nella valutazione del credito problematico e mantenute elevate le coperture in coerenza con quanto avvenuto nell’ultima parte del 2012. Considero la prima parte di quest’anno “interlocutoria”, di transizione verso una fase di normalizzazione collocabile auspicabilmente nella seconda parte dell’anno, nella quale ci aspettiamo un consolidamento della redditività caratteristica, un ulteriore contenimento dei costi ed un lento e graduale miglioramento della qualità del credito. Sottolineo, inoltre, la solida posizione patrimoniale del Gruppo con un livello di Core Tier 1 all’8,20%, nonostante il consolidamento di CR Bra, al netto del quale sarebbe addirittura aumentato all’8,33% rispetto all’8,27% del 2012 e l’ulteriore miglioramento del profilo di liquidità. Sul fronte strategico, il trimestre ha visto l’ingresso della Cassa di Risparmio di Bra nel perimetro di consolidamento del Gruppo, mentre proseguono le operazioni di razionalizzazione e semplificazione del Gruppo, che dopo l’incorporazione di Meliorbanca nel novembre scorso, vedrà realizzate le fusioni nella Capogruppo, entro la fine di maggio, delle tre controllate del Centro-Italia, Carispaq, Banca Popolare di Aprilia e Banca Popolare di Lanciano e Sulmona”.

Il margine di interesse si attesta a € 311,1 milioni in diminuzione del 7,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso principalmente a causa della significativa riduzione dei tassi di mercato (Euribor 3 mesi medio del trimestre in calo di circa 80 bps rispetto al primo trimestre del 2012), della debole domanda per impieghi commerciali, solo in parte compensata dall’incremento del contributo del portafoglio di attività finanziarie. Le importanti azioni volte al contenimento del costo della raccolta hanno già cominciato a manifestare i primi effetti positivi, ma i benefici maggiori sono attesi nei prossimi trimestri. Nel confronto con il trimestre precedente, il margine di interesse si riduce del 5,4%, riconducibile essenzialmente alla debolezza dei volumi e all’effetto “calendario” (due giorni in meno rispetto all’ultimo trimestre del 2012).

Le commissioni nette, pari a € 171,3 milioni (-0,3% anno su anno) risultano sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sostenute prevalentemente dal contributo dell’attività bancaria tradizionale. Il risultato ricalcolato pro-forma mostra, al contrario, un apprezzabile miglioramento (+4,2% anno su anno) a parità di perimetro e considerando le variazioni normative intervenute nel periodo; tale risultato assume ancora maggiore rilievo (+5,1%), tenendo conto dei maggiori oneri sostenuti a fronte della costituzione di nuove attività stanziabili solo parzialmente presenti nel primo trimestre 2012.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 0,6 milioni) si è attestato a € 15,2 milioni, in diminuzione rispetto a € 58,3 milioni del primo trimestre 2012. Hanno concorso a tale risultato utili realizzati per € 25,7 milioni, minusvalenze nette per € 0,5 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, il contributo della ”Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativo per € 20,9 milioni (negativo per € 68,6 milioni al 31 dicembre 2012 e negativo per € 35,3 milioni al 31 marzo 2012) e l’apporto positivo di altre componenti per € 10,3 milioni.

Il margine di intermediazione risulta pari a € 497,6 milioni a 31 marzo 2013, in calo del 12,2% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività finanziarie si attestano a € 167,8 milioni riferibili principalmente a rettifiche operate al comparto del credito (€ 161,6 milioni). L’incremento degli accantonamenti su crediti rispetto all’anno precedente è conseguenza sia dell’ulteriore peggioramento del clima economico e delle gravi difficoltà in cui versano imprese e famiglie che dell’approccio più prudente nella valutazione del credito e delle garanzie. Il costo del credito complessivo al 31 marzo 2013 è risultato pari a 33 bps (133 bps annualizzato, a fronte dei 199 bps fatti registrare nel 2012).

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati risulta soddisfacente ed adeguato alla rischiosità del portafoglio: il coverage ratio sui crediti dubbi complessivi si attesta al 36,3% rispetto al 36,8% di dicembre 2012, mentre la copertura delle sofferenze risulta pari al 54,3% rispetto al 54,9% di dicembre 2012; a perimetro costante e tenendo conto di importanti cambi di status che già scontavano accantonamenti coerenti, i valori di copertura risultano sostanzialmente in linea rispetto alla fine del 2012.

Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 329,9 milioni nel periodo, registra un decremento del 29,4% rispetto allo stesso periodo del 2012.

I costi operativi, al netto degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 285,5 milioni nel primo trimestre dell’anno, in diminuzione del 7,4% anno su anno, principalmente grazie alla voce “Altri proventi” che include gli effetti della variazione normativa relativa alla struttura commissionale prevista dal decreto “Salva Italia” in vigore dal quarto trimestre del 2012 ed alla relativa diversa allocazione contabile: al netto di tale variazione e dell’effetto del consolidamento di CR Bra, i costi operativi diminuiscono del 2,2%. In particolare le spese per il personale si attestano a € 198,4 milioni sostanzialmente stabili nel confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso (+0,3% anno su anno), ma in diminuzione dell’1,4% sul dato pro-forma al netto di CR Bra. Le altre spese amministrative ammontano a € 124,6 milioni, in aumento dell’1,4% anno su anno, mentre risultano sostanzialmente stabili considerando il dato pro-forma al netto di CR Bra (+0,2% anno su anno).

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 44,4 milioni nel trimestre (€ 158,5 milioni nel primo trimestre 2012). Le imposte sul reddito di periodo sono calcolate pari a € 30,5 milioni con un tax rate del 68,7% (40,8% al 31 dicembre 2012).

Si rileva un utile dell’esercizio pari a € 15,4 milioni, con una quota di pertinenza della Capogruppo pari a € 14,4 milioni (rispettivamente € 93,8 milioni ed € 87,7 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente), al netto della quota di utile imputabile a terzi di € 1 milione.

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie va­lutate al fair value) si attesta a € 47,4 miliardi (+0,4% rispetto alla fine del 2012); il dato pro-forma al netto di CR Bra mostra una raccolta in calo dell’1,9% principalmente attribuibile al decremento della raccolta con controparti istituzionali, in particolare relativa a titoli obbligazionari scaduti e non rinnovati.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 25,5 miliardi, in aumento dell’1,5% da inizio anno; il dato pro-forma al netto di CR Bra evidenzia una sostanziale stabilità delle masse (-0,3%). Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, si quantifica in € 2,4 miliardi (+7,9% da inizio anno), pressoché totalmente riferibile al ramo vita; il dato pro-forma al netto di CR Bra mostra un incremento del 6,3% rispetto a fine 2012.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 48,7 miliardi (+1,3% dalla fine del 2012); il dato pro-forma al netto di CR Bra registra un calo delle masse dell’1,1%. Il calo registrato su base lorda (calcolato pro-forma) si quantifica solo dello 0,7%, ben inferiore alle medie di sistema, pur risentendo delle difficoltà dell’economia e del calo della domanda per investimenti a livello di sistema.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 5,6 miliardi, +7,7% dalla fine del 2012, con una componente di sofferenze di € 2,2 miliardi (+14,4%); tali importi risultano rispettivamente pari al 11,5% e al 4,4% del totale dei crediti verso clientela. Nel dettaglio, a fine trimestre gli incagli netti risultano pari a € 2,6 miliardi, i crediti ristrutturati netti a € 0,3 miliardi e i crediti scaduti netti a € 0,5 miliardi. L’incremento delle sofferenze registrato nel trimestre è essenzialmente riconducibile a variazioni di stato amministrativo (circa € 310 milioni su base lorda e € 150 milioni di crediti netti) da posizioni incagliate e ristrutturate su cui erano già stati effettuati gli adeguati accantonamenti a bilancio 2012, in coerenza con gli esiti della nota ispezione di Banca d’Italia sul sistema che si è conclusa lo scorso mese di marzo. Al netto dell’effetto sopra menzionato, i flussi di ingresso netti a sofferenza risultano in forte rallentamento rispetto ai tre trimestri precedenti.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 5,9 miliardi (in confronto ad un dato negativo per € 5 miliardi di fine 2012) derivante dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 1,9 miliardi e i debiti della stessa na­tura pari a € 7,8 miliardi (di cui € 4,6 miliardi derivanti dal rifinanziamento con la Banca Centrale Europea, quasi integralmente riconducibile all’operazione di “LTRO” a tre anni); l’incremento dell’esposizione ha compensato il decremento della raccolta di tipo finanziario a breve termine con la clientela. Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano al 31 marzo 2013 a € 11,9 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 4,1 miliardi disponibili.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 8 miliardi, in incremento del 10,8% rispetto alla fine del 2012. I titoli di debito rappresentano l’88,9% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 7,1 miliardi: di essi, € 5,7 miliardi sono riferiti a titoli governativi, di cui la quasi totalità rappresentati da titoli di stato italiani ed € 1,3 miliardi sono riferiti a Banche. L’esposizione ai titoli di debito dei paesi periferici dell’Eurozona risulta limitato a soli € 158,6 milioni, come da seguente dettaglio: Portogallo € 21,6 milioni, Irlanda € 30,1 milioni, e Spagna € 106,9 milioni.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 5,3 miliardi, sono presenti riserve da valutazione positive complessive per € 165,7 milioni, al netto del relativo impatto fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 193,5 milioni e di riserve negative per € 27,8 milioni; la riserva netta riferibile ai soli titoli governativi risulta positiva per € 45,4 milioni.

I mezzi patrimoniali di Gruppo ammontano a complessivi € 4,7 miliardi (-0,8%), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,7 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato dell’esercizio, si attesta a € 4,0 miliardi, in riduzione dello 0,8% da inizio anno.

I ratios patrimoniali, determinati sulla base della metodologia standard di Basilea 2, evidenziano i seguenti valori:

  • “Core Tier 1 ratio” 8,20% (8,27% a fine 2012) e “Tier 1 ratio” 8,25% (8,30% a fine 2012); i ratios risultano in miglioramento di 6 bps rispetto a dicembre 2012 a parità di perimetro di consolidamento (rispettivamente 8,33% e 8,36%)

  • “Total capital ratio” 11,78% (12,13% a fine 2012); il dato risulta pari all’11,9% al netto di CR Bra.

La leggera riduzione dei ratios patrimoniali rispetto a fine 2012 è essenzialmente imputabile al consolidamento di CR Bra all’interno del perimetro del Gruppo e quantificabile in circa 13 bps e 11 bps riferiti rispettivamente al Core Tier 1 ed al Tier 1 ratio, mentre si è mantenuto il trend di riduzione delle attività ponderate per il rischio.

Il Gruppo è presente in diciotto regioni italiane, con 1.321 sportelli bancari, di cui 26 riferibili alla CR Bra, oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a.. A perimetro costante, nel trimestre risulta pertanto una riduzione di due sportelli.

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.981 unità, di cui 190 riferibili alla CR Bra; al netto di questi ultimi risulta pertanto una riduzione di 43 unità rispetto a fine 2012 (erano 11.834) ed un calo di 155 unità rispetto a marzo 2012 (erano 11.946).

Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente ala chiusura del trimestre

In data 23 aprile 2013, dopo l’approvazione delle tre Banche Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Banca Popolare di Lanciano e Sulmona e Banca Popolare di Aprilia, dalle proprie Assemblee dei soci avvenute rispettivamente il 18, il 14 e il 18 aprile, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo BPER (incorporante) ha approvato l’operazione di fusione per incorporazione delle tre controllate. La realizzazione dell’operazione è prevista per il fine settimana del 25 e 26 maggio prossimi, con efficacia giuridica 27 maggio 2013 e decorrenza contabile e fiscale 1° gennaio 2013.

Prevedibile evoluzione della gestione

In questi primi mesi dell’anno, l’economia dei paesi dell’Eurozona e l’Italia in particolare mostrano il persistere di un clima recessivo del quale è difficile prevedere la durata. In Italia, le prospettive di ripresa dell’economia appaiono ancora deboli e condizionate dalle incertezze relative agli effetti delle politiche economiche che verranno adottate all’interno del nuovo quadro istituzionale. Per quanto concerne il sistema bancario, permangono modeste le attese sull’evoluzione delle masse intermediate e il protrarsi della debolezza del contesto congiunturale potrebbe determinare pressioni sui ricavi; benefici sul costo del funding dovrebbero derivare dalla politica monetaria espansiva posta in essere dalla BCE e dall’abbondante liquidità del sistema. La qualità del credito continuerà, seppur in misura minore rispetto all’anno scorso, a condizionare le prospettive di redditività del sistema bancario, mentre dovrebbe proseguire il processo di controllo dei costi.

Il Gruppo BPER, in coerenza con il Piano Industriale 2012-2014, è fortemente impegnato a realizzare le azioni ordinarie e straordinarie previste, e seppur condizionato dalla complessa situazione prima citata, mantiene l’obiettivo di sviluppare una redditività adeguata e sostenibile nel tempo, realizzata attraverso una maggiore efficienza, il contenimento dei costi ed il rafforzamento della macchina operativa.

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Banca Popolare dell’Emilia Romagna: nel primo trimestre 2013 utile netto a 15,4 milioni ultima modifica: 2013-05-15T09:53:49+00:00 da Flavio Meloni

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