Banca popolare di Milano: approvati i risultati al 31/12/2012

Le principali attività e iniziative avviate nel 2012, prosegue il comunicato, sono state:

–          approvazione, nel luglio 2012, del Piano industriale del Gruppo Bipiemme per il triennio 2012- 2015, orientato a incrementarne l’efficienza e a rafforzarne il ruolo di banca del territorio.

–           Attivazione del modello Hub & Spoke sulla Rete Commerciale BPM

–           Implementazione del Fondo di Solidarietà: definite 712 adesioni oltre a circa 170 unità già uscite nel corso del 2012

–          Completamento degli interventi finalizzati a sanare le criticità segnalate da Banca d’Italia nell’ispezione del 2011

–          Revisione della struttura organizzativa di sede in ottica di ottimizzazione della gestione delle risorse e dei relativi costi

–          Avvio del processo di fusione di Banca di Legnano in BPM, in linea con gli obbiettivi di semplificazione del Gruppo

–          Avvio di iniziative di spending review per il contenimento dei costi operativi

–          Implementazione della campagna istituzionale orientata a rinnovare l’immagine del Gruppo

–           Definizione di una procedura di conciliazione paritetica su “Convertendo BPM 2009/2013 6,75%”

Gruppo Bipiemme

Raccolta diretta da clientela e titoli emessi

La raccolta diretta (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 38.531 milioni, in aumento del 9,7% rispetto a dicembre 2011 e del 4,9% rispetto a settembre 2012.

Nel dettaglio, la componente debiti verso clientela (€ 26.298 milioni) evidenzia un aumento del 22,9% (+€ 4.899 milioni) rispetto a dicembre 2011, ascrivibile sia all’incremento di conti correnti e depositi a risparmio (+5,8% pari a +€ 1.203 milioni) sia all’aumento della componente pronti contro termine (+€ 3.637 milioni), per lo più costituiti da operazioni sul mercato MTS in un’ottica di diversificazione delle fonti di raccolta.

Grazie alla buona posizione di liquidità e all’andamento della raccolta, la Banca ha rimborsato oltre € 1 miliardo di titoli collocati a investitori istituzionali, cui si aggiunge il riacquisto di € 284 milioni di proprie passività. Tali scelte hanno influito sul comparto titoli in circolazione, in flessione dell’11,2% rispetto a dicembre 2011. Stabile invece, rispetto a fine 2011, il saldo dei titoli in circolazione collocati presso la clientela retail.

La quota di mercato della raccolta a dicembre 2012 si posiziona all’1,8%.

Raccolta indiretta da clientela

Nel 2012 l’aggregato complessivo della raccolta indiretta da clientela si posiziona a € 30.630 milioni, in contrazione rispetto a dicembre 2011 (-3,2%) e sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2012 (-0,7%).

Nel dettaglio, il risparmio gestito si posiziona a € 13.764 milioni – in crescita sia rispetto a fine 2011 (+5,3%), sia rispetto a settembre 2012 (+2,3%), grazie all’andamento dei mercati finanziari e alla componente Fondi la cui raccolta netta è tornata positiva per € 112 milioni (nel 2011 si erano registrati deflussi per oltre 1 miliardo di euro).

Viceversa, il risparmio amministrato risulta in diminuzione rispetto a dicembre 2011 (-9,2%). Su tale dinamica ha influito la riallocazione degli investimenti della clientela, che ha privilegiato i prodotti di raccolta diretta e in particolare i depositi vincolati.

Impieghi

Il totale dei crediti verso clientela si attesta a € 34.791 milioni, in flessione del 2,5% rispetto a dicembre 2011 e sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2012. La flessione ha interessato principalmente il segmento “corporate” (-7,6%) – a conferma del costante ridimensionamento dell’esposizione verso tale comparto – la clientela Small Business (-4,2%) e i crediti alle PMI (-5,5%).

Il comparto mutui segna una sostanziale stabilità rispetto a settembre 2012 (-0,6%) e una lieve flessione rispetto a fine 2011 (-1,4%), con nuove erogazioni nell’esercizio 2012 pari a circa € 2,8 miliardi (-36,7% a/a), sostanzialmente stabili invece le erogazioni di prestiti personali.

A dicembre 2012 la quota di mercato degli impieghi del Gruppo si attesta all’1,9%.

La qualità del credito, sia a livello di sistema, sia a livello aziendale, risente:

– dei riflessi negativi legati alle difficoltà del contesto macroeconomico che hanno caratterizzato l’intero esercizio 2012 e che si sono acuite nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno;

– delle difficoltà di alcuni grandi gruppi che hanno fatto ricorso all’amministrazione straordinaria.

In tale scenario, caratterizzato da una significativa debolezza economica e un generale peggioramento del merito creditizio, il Gruppo ha proceduto ad un’approfondita analisi delle esposizioni creditizie deteriorate o che presentavano i primi segnali di anomalia. In tale contesto il Gruppo ha altresì tenuto conto delle indicazioni emerse nell’ambito della verifica ispettiva tuttora in corso da parte dell’organo di Vigilanza procedendo all’applicazione – su alcune specifiche posizioni – di parametri di valutazione che tengano conto dell’impatto della eccezionale durata della crisi e della tenuta delle garanzie.

Quanto descritto si riflette nella crescita delle attività deteriorate lorde del Gruppo che a fine 2012 si attestano a € 4.204 milioni, segnando +8,5% rispetto a settembre 2012. Nel dettaglio, rispetto al dato di settembre, si osserva:

– un aumento delle sofferenze lorde per € 298 milioni (+18,3%);

– una crescita degli incagli del 35,7%, riconducibile per circa € 350 milioni al trasferimento ad incaglio di posizioni precedentemente classificate come ristrutturate;

– una riduzione delle esposizioni ristrutturate di € 349 milioni, la cui dinamica è spiegata dal passaggio ad incagli di alcune posizioni.

La particolare prudenza adottata in relazione al difficile contesto ha portato all’ aumento delle coperture che ha consentito di mantenere stabile rispetto a settembre 2012 lo stock dei crediti deteriorati netti malgrado la crescita dei crediti deteriorati lordi.

In dettaglio, le rettifiche su crediti totali (specifiche e di portafoglio), in crescita di € 327 milioni t/t, evidenziano una copertura complessiva del portafoglio crediti del 4,5%, che salirebbe al 6% tenendo conto degli stralci effettuati in passato sulle singole posizioni, in aumento rispetto al 3,6% di settembre (5,1% con stralci).

In netta salita anche il grado di copertura delle attività deteriorate, che si posiziona al 34,3%, in crescita rispetto al 28,4% di settembre 2012. In deciso aumento la copertura delle sofferenze, passata dal 47% di fine 2011 al 48,9% di settembre 2012 e che ha raggiunto, a dicembre 2012, il 55,8% (+8,8 p.p. a/a). Tale copertura salirebbe ad oltre il 66% tenendo conto dei crediti stralciati nel corso degli anni.

Patrimonio netto e patrimonio di vigilanza

Al 31 dicembre 2012 il patrimonio netto del Gruppo si posiziona a € 4.015 milioni, mentre il patrimonio di vigilanza consolidato è pari a € 5.240 milioni.

I coefficienti patrimoniali, che a partire dalla segnalazione di giugno 2011 incorporano gli effetti delle maggiori ponderazioni richieste dalla Banca d’Italia, si attestano a: core tier 1 8,38%, tier 1 8,99% e total capital ratio 12,14%.

Totale ricavi

A dicembre 2012 i proventi operativi del Gruppo Bipiemme raggiungono € 1.549,7 milioni, in crescita a/a del +14,6%.

Nel dettaglio, il margine d’interesse a fine 2012 si posiziona a € 859,1 milioni, in aumento del 4,2% rispetto allo stesso periodo 2011, beneficiando da un lato del buon andamento del margine finanziario (+€ 99,2 milioni a/a grazie all’aumento e alla gestione del portafoglio dei titoli governativi della Capogruppo) e malgrado il minor contributo del margine commerciale (-€ 57,2 milioni). Nel confronto con il trimestre precedente il margine di interesse si mantiene pressoché stabile.

Il comparto “margine non da interesse” si posiziona a € 690,7 milioni, in aumento del 31% rispetto a fine 2011. Tale performance è principalmente dovuta al buon risultato netto dell’attività finanziaria che si attesta a € 128,5 milioni, in aumento di € 155,6 milioni rispetto a dicembre 2011, compensando la contrazione delle commissioni nette (- € 26,7 milioni a/a, pari a -5,1%).

Queste ultime risentono di commissioni passive, relative alla garanzia MEF su titoli emessi (-€ 11,6 milioni), di minori commissioni di collocamento e di minori commissioni su crediti, in linea con la minore operatività nel segmento imprese.

Oneri Operativi

Ottimo l’andamento dei costi operativi, che, al netto dell’onere non ricorrente relativo all’attivazione del Fondo di Solidarietà pari a € 213,4 milioni, si attestano a 969,5 milioni 7,1% a/a) e contribuiscono alla flessione del cost income, che nel confronto omogeneo, scende di 12 p.p. rispetto a fine 2011. Nel dettaglio:

– riduzione delle spese ricorrenti per il personale di € 51,1 milioni (-7,9%), principalmente per la riduzione degli organici, per la disdetta del contratto integrativo e il venir meno di componenti variabili legate ai risultati;

– contrazione delle altre spese amministrative di € 9,1 milioni (-3% a/a), grazie al rigido controllo delle dinamiche di spesa, malgrado l’avvio di importanti progetti legati al Piano Industriale 2012-2015;

– minori rettifiche nette di valore su attività materiali e immateriali (€-14 milioni a/a) che si attestano a € 72,3 milioni, anche per il venir meno da fine 2011 di ammortamenti relativi ad alcune procedure informatiche.

Il totale del personale si attesta a 8.312 risorse in flessione di 155 unità rispetto a fine 2011.

Accantonamenti e rettifiche

L’ammontare complessivo delle rettifiche su crediti si attesta a € 566,3 milioni, in crescita rispetto a € 483,4 milioni di fine 2011. Su tale andamento ha influito il difficile contesto macro economico che ha caratterizzato il 2012 e la situazione di alcuni grandi gruppi che hanno ricorso all’amministrazione straordinaria, prevalentemente nell’ultimo trimestre del 2012, tenendo altresì conto delle indicazioni emerse nell’ambito della verifica ispettiva di Banca d’Italia.

Il costo del credito annualizzato è pari a 163 p.b., in aumento rispetto ai 135 p.b. a dicembre 2011.

Gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri a dicembre 2012 si attestano a € 32 milioni e si riferiscono prevalentemente a revocatorie e cause passive, fra le quali un ulteriore accantonamento di € 7,4 milioni relativo al prestito obbligazionario “Convertendo 2009-2013 6,75%”.

Utile (Perdita) da partecipazioni e investimenti e rettifiche di valore su avviamenti e intangibles

La voce “Utile (Perdita) da partecipazioni e investimenti e rettifiche di valore su avviamenti e intangibles” è negativa per € 366,8 milioni, principalmente per effetto della contabilizzazione nel primo semestre 2012 delle rettifiche di valore sugli avviamenti che sono stati completamente azzerati e delle svalutazioni delle attività immateriali rappresentate dal valore dei core deposit.

Risultato netto

Dopo aver registrato imposte il cui saldo netto è positivo per € 163,4 milioni, il Gruppo al 31 dicembre 2012 registra una perdita di €429,7 milioni, che al netto delle componenti non ricorrenti, si riduce a € 61,9 milioni.

Prospettive per l’esercizio in corso

Lo scenario macroeconomico e finanziario di fine 2012 sconta elementi di debolezza, con un quarto trimestre molto negativo e previsioni di recessione anche sulla prima parte del 2013. In tale scenario, è necessario prestare la dovuta prudenza nelle previsioni.

L’andamento della gestione del Gruppo prosegue con l’obbiettivo di migliorare la redditività, ma al contempo di presidiare il profilo di rischiosità e di solidità secondo le linee di sviluppo indicate nel Piano Industriale approvato lo scorso luglio.

In particolare, le azioni nell’ambito del business con la revisione della struttura organizzativa e dell’offerta commerciale dovrebbero consentire di potenziare il presidio del territorio e della clientela, con benefici attesi sulla redditività e sulla produttività. Sotto il profilo commerciale, si evidenzia nei primi mesi del 2013 la tenuta dei volumi di raccolta e impieghi rivolti soprattutto alle famiglie e alle imprese di medie e piccole dimensioni, con conseguente contributo positivo al margine di interesse e al margine da servizi. Conseguentemente, per l’anno 2013 è prevedibile un’evoluzione positiva della redditività dell’attività ordinaria.

Capogruppo

Si segnalano di seguito i principali aggregati economico-patrimoniali della sola Capogruppo Banca Popolare di Milano S.c.a r.l.:

Raccolta diretta € 30.311 milioni (+9,4% a/a)

Impieghi a clientela € 28.987 milioni (-1,2%)

Proventi operativi € 1.185,7 milioni (+2,9%)

Oneri operativi normalizzati4 € -737 milioni (-6,5%)

Risultato netto €-474 milioni

Risultato netto normalizzato € -60,6 milioni

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Il dott. Roberto Frigerio, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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I risultati al 31 dicembre 2012 del Gruppo Bipiemme saranno presentati alla comunità finanziaria in una conference call fissata per domani 20 marzo alle ore 9.00 (C.E.T.). I dettagli per connettersi all’evento sono presenti sul sito della Banca (www.bpm.it) nella home page, sezione analyst meeting.
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2. Deliberato di non procedere al pagamento della cedola trimestrale sui Company Preferred Securities

Con riferimento ai “8,393% Noncumulative Perpetual Trust Preferred Securities” (ISIN XS 0131749623) (i “Trust Preferred Securities”) emessi da BPM Capital Trust I rappresentanti un corrispondente ammontare di 8,393% Noncumulative Perpetual Company Preferred Securities (i “Company Preferred Securities”) di BPM Capital I LLC garantiti su base subordinata da Banca Popolare di Milano S.C. a r.l., si rende noto che nella seduta odierna il Consiglio di Gestione della Banca Popolare di Milano S.C. a r.l. (“BPM”) ha deliberato di non procedere al pagamento della cedola trimestrale sulle Company Preferred Securities alla prossima data di pagamento prevista per il 2 aprile 2013. Conseguentemente in data 2 aprile 2013 non saranno pagati gli interessi neppure sulle Trust Preferred Securities, strumenti a suo tempo collocati presso investitori istituzionali. La suddetta sospensione facoltativa del pagamento degli interessi – consentita dal regolamento dei summenzionati titoli – è stata deliberata in coerenza con le decisioni assunte in precedenza di sospendere il pagamento delle cedole annuali per i titoli Tier 1 in quanto il bilancio d’esercizio di BPM al 31 Dicembre 2011 si era chiuso con una perdita di Euro 505 milioni e nessun dividendo è stato pagato sulle azioni ordinarie di BPM durante i 12 mesi precedenti alle rispettive date di pagamento delle cedole.

Nei termini e con le modalità previste nel regolamento seguiranno le dovute comunicazioni ai portatori dei Trust Preferred Securities.

3. Approvata la proposta di aumento di capitale fino a un massimo di Euro 500 milioni funzionale al rimborso dei Tremonti Bond.

Nell’odierna riunione, il Consiglio di Gestione ha inoltre approvato, anche a valle delle valutazioni compiute circa le iniziative idonee a garantire alla Banca il perdurare nel tempo di solidi ratio patrimoniali utili allo sviluppo futuro, di proporre all’assemblea straordinaria della Banca di deliberare un aumento di capitale sociale a pagamento per un importo complessivo massimo di Euro 500 milioni, comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli aventi diritto.

L’aumento di capitale è funzionale al rimborso degli strumenti finanziari di cui al D.L. n. 185/08, sottoscritti nel dicembre 2009 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (c.d. Tremonti Bond) e finalizzato al definitivo rilancio di BPM. La Banca procederà quindi a richiedere alla Banca d’Italia l’autorizzazione al rimborso integrale – entro il termine del 30 giugno 2013 – dei Tremonti Bond, per un importo complessivo di Euro 500 milioni.

Barclays Bank PLC, Deutsche Bank AG, London Branch, J.P. Morgan Securities plc, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e Banca Akros S.p.A. agiranno quali Joint Global Coordinator nell’ambito dell’offerta. Barclays Bank PLC, Deutsche Bank AG, London Branch, J.P. Morgan Securities plc, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. si sono impegnate, in qualità di Joint Bookrunner, a garantire – a condizioni e termini usuali per tale tipologia di operazioni – la sottoscrizione dell’aumento di capitale in opzione per la parte eventualmente rimasta inoptata al termine dell’offerta, fino all’ammontare massimo di Euro 500 milioni.

Allo stato si prevede che l’aumento di capitale in opzione possa essere avviato entro il prossimo mese di ottobre.

4. Approvate le linee guida del progetto di trasformazione della Banca in una società per azioni innovativa, preservando i principi della cooperazione e mutualità.

A valle delle analisi e degli approfondimenti avviati il 12 febbraio u.s., il Consiglio di Gestione della Banca ha infine approvato le linee guida del progetto che potrà condurre alla trasformazione della Banca in una società per azioni innovativa, preservando i principi della cooperazione e mutualità.

Più in particolare, il Consiglio di Gestione ha approvato:

– la proposta di compartecipazione dei dipendenti ai risultati della Banca. Ciò mediante l’assegnazione gratuita ai dipendenti della Banca di azioni ordinarie BPM, ai sensi dell’articolo 2349 del Codice Civile, mediante un aumento del capitale sociale gratuito di BPM riservato agli stessi con l’emissione di complessive massime n. 358,8 milioni di azioni (rappresentative fino a un massimo del 10% del capitale della Banca post-aumento gratuito);

– la proposta di costituzione da parte della Banca di una fondazione ONLUS che presti servizi socio-assistenziali alle famiglie dei dipendenti ed ex dipendenti in quiescenza e incentivi mediante la formazione scolastica e borse di studio ai figli meritevoli dei dipendenti ed ex dipendenti in quiescenza (la “Fondazione BPM”). E’ previsto che la Fondazione BPM riceva dalla Banca una dotazione patrimoniale iniziale pari a Euro 10 milioni, avendo inoltre il diritto di ricevere dalla Banca stessa un contributo annuale fino al 5% dell’utile netto dell’esercizio precedente; nel contempo è prevista l’eliminazione dell’articolo 60 dello statuto della Banca, che riserva un importo pari al 5% dell’utile lordo ai dipendenti in servizio. Alla Fondazione BPM sarebbe riservato il diritto di nominare 3 componenti del Consiglio di Sorveglianza;

– la proposta di trasformazione della Banca in società per azioni e la rimodulazione degli organi societari, con la riduzione del numero dei componenti il Consiglio di Sorveglianza da 19 a 15 e l’innalzamento del numero dei componenti il Consiglio di Gestione da 5 a 7 membri.

Entro il corrente mese di marzo il Consiglio di Gestione definirà gli aspetti operativi del progetto, procedendo – tra l’altro – alla convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci della Banca cui verranno sottoposte, oltre alla proposta di aumento di capitale, le anzidette proposte di sviluppo della governance, il tutto subordinatamente all’ottenimento delle prescritte autorizzazioni. Allo stato è previsto che detta assemblea dei soci in sede straordinaria si tenga entro la prossima estate.

Barclays Bank PLC e J.P. Morgan Securities plc agiscono quali advisor finanziari della Banca per il progetto di trasformazione. Il prof. Luigi Guatri ha altresì rilasciato un’opinione indipendente circa l’operazione di cui sopra.

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Banca popolare di Milano: approvati i risultati al 31/12/2012 ultima modifica: 2013-03-21T09:22:43+00:00 da Flavio Meloni

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