Banca Popolare di Vicenza, oltre un miliardo di perdita nel primo semestre

Banca Popolare di Vicenza LogoIl consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza ha approvato i risultati consolidati del primo semestre 2015 e ha avviato un’azione di rilancio per consentire al gruppo di affrontare efficacemente i profondi cambiamenti strategici.

·           Risultato netto negativo semestrale pari a -1.053 milioni di euro, in massima parte conseguente a componenti valutative non ricorrenti tra cui:

–         l’impairment sugli avviamenti (pari a 269 milioni di euro lordi, con impatto neutro sui ratios patrimoniali) relativi alle acquisizioni passate;

–         un deciso incremento dei livelli complessivi di copertura, con rettifiche di valore su crediti pari a 703 milioni di euro (157 milioni di euro nel primo semestre 2014). L’indice di copertura dei crediti deteriorati passa dal 35,1% del 31 dicembre 2014 al 39,6% del 30 giugno 2015 (+4,5 p.p.);

–         rettifiche di valore nette delle attività finanziarie disponibili per la vendita e partecipazioni per 119,3 milioni di euro (27,4 milioni di euro al 30 giugno 2014);

–         accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri per 380,1 milioni di euro (7 milioni di euro al 30 giugno 2014), principalmente riferibili agli stanziamenti effettuati a fronte degli esiti della recente ispezione della BCE sul capitale sociale e della successiva attività di ricognizione degli assetti patrimoniali della Banca svolta dal management.

·           Common equity Tier 1 pari a 6,81% (10,44% al 31 dicembre 2014) e Total Capital Ratio pari a 7,63% (11,55% al 31 dicembre 2014).

I coefficienti patrimoniali risentono in particolare del risultato semestrale e dell’appostazione di un “filtro prudenziale” pari a 622,2 milioni di euro, introdotto a seguito delle risultanze della citata ispezione della BCE e delle attività ricognitive svolte internamente sul capitale che non presenta requisiti di computabilità tra gli elementi di capitale primario di classe 1 in base agli artt. 28 e 36 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR), al netto delle rettifiche di valore per merito di credito e di quanto già appostato ai fondi per rischi ed oneri per specifici profili di anomalia e rischio.

·           Buon andamento della gestione ordinaria.

–         In miglioramento i risultati economici della gestione commerciale. I proventi operativi sono sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente (-1,1%), ma con una buona crescita del margine di interesse al netto del contributo del portafoglio titoli (+2,7%) e delle commissioni nette (+15,7%), con una flessione del risultato netto dei portafogli di proprietà (-9,9%). La base clientela cresce di altre 30 mila unità nel primo semestre 2015 (+2,2% su dicembre 2014).

–         Mantenimento di un solido profilo di liquidità strutturale. Il rapporto impieghi/raccolta diretta al netto dei PCT con controparti centrali si posiziona su un equilibrato 98,2% (96,1% al 31 dicembre 2014), mentre l’indicatore di liquidità a breve (LCR) è su livelli già superiori ai requisiti regolamentari richiesti da Basilea 3 per il 2015. La posizione di liquidità a tre mesi è stabile a 2,5 miliardi di euro.

·           Il consiglio di amministrazione e il nuovo management hanno avviato una decisa azione diturnaround e rafforzamento patrimoniale per rilanciare il Gruppo BPVI.

–      Deliberato programma di rafforzamento patrimoniale. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di avviare un programma di rafforzamento patrimoniale, da conseguire principalmente attraverso un aumento di capitale per un importo previsto fino a 1,5 miliardi di euro entro la primavera 2016. I risultati delle suddette azioni potranno inoltre ulteriormente rafforzarsi in ragione dei positivi effetti connessi alla già pattuita cessione della partecipazione detenuta nell’ICBPI, la cui esecuzione è attesa per fine anno. Tale programma di rafforzamento patrimoniale sarà sottoposto preventivamente ai competenti Organi di Vigilanza e Controllo.

–      In corso di finalizzazione il nuovo Piano Industriale 2015-2020. Il nuovo Piano di rilancio del Gruppo BPVi, che sarà approvato nel prossimo mese di settembre, riafferma con forza il ruolo di BPVi quale “Banca del territorio” nelle proprie aree core e delinea una Banca “semplice e snella”, focalizzata sul business tradizionale di banca commerciale.

Principali risultati economici al 30 giugno 2015

 

1° semestre 2015

Var. % su

1° sem. 2014

Margine di interesse

257,5 milioni €

-1,0%

Margine di interesse (al netto contributo portafoglio titoli)

225,9 milioni €

+2,7%

Commissioni nette

170,1 milioni €

+15,7%

Proventi operativi

559,3 milioni €

-1,1%

Oneri operativi

339,9 milioni €

+2,4%

Risultato della gestione operativa

219,4 milioni €

-6,0%

Rettifiche di valore

1.089,1 milioni €

n.s.

Risultato netto

-1.052,9 milioni €

n.s.

Cost Income

60,8%

+2,1 p.p.

Costo del credito

5,25%

+420 bps

Indice di copertura crediti deteriorati

39,6%

+4,5 p.p.

Principali risultati patrimoniali e strutturali al 30 giugno 2015

 

30/06/2015

Var su 31/12/2014

Impieghi lordi con clientela

29,6 miliardi €

-0,7%

Raccolta diretta

27,0 miliardi €

-5,6%

Risparmio gestito e previdenziale

7,4 miliardi €

+12,4%

Patrimonio netto (incluso risultato di periodo)

2.954 milioni €

-20,8%

CET 1 ratio

6,81%

-3,63 p.p.

Total Capital Ratio

7,63%

-3,92 p.p.

Sportelli

653 unità

-0,2%

Organico

5.519 unità

+0,1%

Numero clienti

1.380.977

+2,2%

Impatti economici e patrimoniali sul Bilancio consolidato semestrale al 30 giugno derivanti dagli accertamenti ispettivi BCE e dai successivi approfondimenti realizzati dal management

Il bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2015 tiene conto dei rilievi che il team ispettivo della BCE ha anticipato alla Banca, nonché delle ulteriori attività di ricognizione che il management della Banca ha svolto supportato da consulenti legali, finanziari, contabili e fiscali di primario standing.

In particolare, le verifiche ispettive della BCE, i cui esiti non sono ancora stati formalizzati, e gli ulteriori accertamenti condotti dalla Banca hanno fatto emergere diverse posizioni nelle quali la sottoscrizione o l’acquisto delle azioni della Banca da parte della clientela sono stati effettuati facendo ricorso a finanziamenti erogati dalla Banca.

L’importo complessivo dei finanziamenti erogati dalla Banca individuato a seguito delle analisi svolte come correlato all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni della Banca è pari a 974,9 milioni di euro.

Con riferimento a tale fenomeno, il bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2015 evidenzia l’iscrizione di una riserva indisponibile ai sensi dell’art. 2358, comma 6, cod. civ. per un ammontare pari a tale capitale oggetto di operazioni di finanziamento, dedotte le rettifiche di valore per merito creditizio (pari a 23,5 milioni di euro) e gli specifici accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri (pari ad € 339,7 milioni di euro) che si è ritenuto di rilevare prudenzialmente in considerazione dei rischi associati a posizioni specifiche. L’ammontare della predetta riserva indisponibile è pari quindi a 611,6 milioni di euro. Inoltre, le verifiche condotte hanno altresì fatto emergere altri profili di rischio in connessione con alcune posizioni specifiche, per un importo allo stato determinato in 26,5 milioni di euro, a fronte dei quali è stato prudenzialmente effettuato uno accantonamento al fondo per rischi ed oneri di 15,9 milioni di euro.

Quanto sopra incide anche, e per l’intero importo del capitale interessato dai fenomeni citati, sui Fondi Propri della Banca al 30 giugno 2015, cui – in coerenza con le indicazioni della BCE – è stato applicato un “filtro prudenziale” il cui importo, tenuto conto delle svalutazioni e degli accantonamenti effettuati, ammonta a 622,2 milioni di euro.

Risultati consolidati

Gli aggregati patrimoniali

Al 30 giugno 2015 il prodotto bancario del Gruppo, costituito dalla raccolta totale e dagli impieghi per cassa con clientela, ammonta a 74,2 mld/€, in flessione del 6,1% rispetto ai 79 mld/€ del 31 dicembre 2014.

La raccolta totale del Gruppo, costituita dalla somma della raccolta diretta e della raccolta indiretta ammonta, al 30 giugno 2015, a 47,4 mld/€ ed è in flessione del 6,8% rispetto ai 50,9 mld/€ del 31 dicembre 2014. Nel dettaglio, la raccolta diretta ammonta a 27,6 mld/€, in flessione del 9% nel semestre per effetto, principalmente, della riduzione delle operazioni di pronti contro termineeffettuate con controparti centrali, delle obbligazioni e, in misura minore, dei depositi vincolati. Al netto dell’operatività con controparti centrali (Cassa di Compensazione e Garanzia) il calo della raccolta diretta scende al -5,6% rispetto a fine 2014 ed è legato principalmente all’incremento del risparmio gestito e alle minori esigenze di funding connesse con il rallentamento dell’attività creditizia. Buona la performance della raccolta indiretta che, al netto delle azioni BPVi in custodia ed amministrazione, segna un progresso del 2,2% sul 31 dicembre 2014 trainata in particolare dal positivo andamento del risparmio gestito e previdenziale (+12,4%).

Gli impieghi lordi alla clientela, escluse le operazioni di pronti contro termine ed i correlati margini di garanzia, ammontano al 30 giugno 2015 a 29,6 mld/€, risultando sostanzialmente stabili rispetto al valore di fine 2014 (-0,7%). Gli impieghi netti con clientelaammontano, al 30 giugno 2015, a 26,8 mld/€, in riduzione del 4,7% sulle consistenze del 31 dicembre 2014, risentendo sia della contrazione delle operazioni di pronti contro termine di impiego effettuate con controparti centrali sia delle importanti rettifiche di valore effettuate dal Gruppo nel semestre sui crediti verso la clientela, che hanno ridotto l’aggregato in esame.

Al 30 giugno 2015, i crediti deteriorati netti verso clientela ammontano a 4,6 mld/€, in crescita di 400 mln/€. La relativa incidenza sul totale dei crediti verso clientela netti passa dal 14,95% del 31 dicembre 2014 al 17,18% del 30 giugno 2015. In miglioramento di quasi 4,5 punti percentuali l’indice di copertura dei crediti deteriorati che, complessivamente, passa dal 35,10% del 31 dicembre 2014 al 39,57% del 30 giugno 2015. Includendo le cancellazioni parziali su crediti in procedura concorsuale ancora in corso alla data del 30 giugno 2015 (c.d. “stralci”), l’indice di copertura dei crediti deteriorati risulta pari al 41,75% rispetto al 37,90% del 31 dicembre 2014. Le sofferenze nette verso clientela ammontano a 1.778,1 mln/€ e rappresentano il 6,64% del totale dei crediti netti. La relativa percentuale di copertura, includendo gli “stralci”, si attesta al 59,56% in crescita di circa 5,5 punti percentuali su fine 2014.

Al 30 giugno 2015, il rapporto impieghi verso clientela/raccolta diretta è pari al 96,9% (98,2% al netto dell’operatività con controparti centrali) a fronte del 92,6% del 31 dicembre 2014 (96,1% al netto dell’operatività con controparti centrali). L’indicatore di liquidità a breve (LCR) si posiziona al 91,8%, su livelli ben superiori ai requisiti regolamentari richiesti da Basilea 3 per il 2015. Si precisa, inoltre, che al 31 luglio 2015 l’indicatore LCR ha registrato un sensibile miglioramento, posizionandosi al 107,5%. L’esposizione netta sul mercato interbancario, al 30 giugno 2015, ammonta a -2,4 mld/€ in leggera riduzione rispetto a fine 2014.

Il patrimonio consolidato di pertinenza del Gruppo, comprensivo del risultato di periodo, si attesta a 2.954 mln/€ a fronte dei 3.731mln/€ di fine 2014.

Ratios di vigilanza e programma di rafforzamento patrimoniale

I Fondi propri computabili a fini di vigilanza al 30 giugno 2015 ammontano a 1.997,4 milioni di euro a fronte dei 3.349 milioni di euro al 31 dicembre 2014. La suddetta variazione è principalmente ascrivibile alla perdita di periodo e al “filtro prudenziale” prima descritto, introdotto a seguito delle risultanze dell’ispezione della BCE e delle attività ricognitive svolte internamente sulla parte del capitale che non presenta i requisiti di computabilità tra gli elementi di capitale primario di classe 1 in base al Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR).

Il Common Equity Tier 1 Ratio e il Tier 1 Ratio si attestano entrambi al 6,81%, mentre il Total Capital Ratio risulta pari al 7,63%. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere all’emissione di un prestito obbligazionario subordinato (Lower Tier 2) per un ammontare di 200 milioni di euro e alla realizzazione di un aumento di capitale previsto fino a 1,5 miliardi di euro da sottoporre all’approvazione della prossima Assemblea Straordinaria dei soci. La Banca provvederà a sottoporre preventivamente tale piano di rafforzamento patrimoniale ai competenti Organismi di Vigilanza e Controllo. A tali interventi si aggiungerà la già pattuita cessione della partecipazione detenuta nell’ICBPI, la cui esecuzione è attesa per fine anno. Il completamento di queste attività nell’ambito del nuovo Piano Industriale 2015-2020, in corso di finalizzazione, consentirà al Gruppo di rispettare nel continuo gli stringenti vincoli regolamentari e, in chiave prospettica, di esprimere adeguati livelli di redditività.

I risultati economici

I risultati economici vengono illustrati, nel prosieguo, in ottica “gestionale”. Per il raccordo tra gli aggregati di seguito commentati e le voci che compongono lo schema del conto economico previsto dalla Circolare n. 262 della Banca d’Italia, si rinvia alla legenda riportata in calce al conto economico riclassificato che è allegato al presente comunicato stampa.

Il conto economico consolidato al 30 giugno 2015 evidenzia una perdita di 1.052,9 milioni di euro, principalmente per effetto delle rilevanti rettifiche di valore su crediti e su avviamenti nonché degli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri effettuati.

Il margine finanziario, al 30 giugno 2015, si attesta a 288,9 mln/€ ed è in crescita del 3,6% rispetto al dato del 30 giugno 2014. In leggera flessione il margine di interesse che si attesta a 257,5 milioni di euro (-1% rispetto ai 260 milioni di euro del 30 giugno 2014). Positiva la dinamica dei dividendi (18,6 milioni di euro, +86,7%) e del risultato di periodo delle partecipazioni valutate al patrimonio netto (12,8 mln/€ a fronte degli 8,9 mln/€ del 30 giugno 2014).

Le commissioni nette, al 30 giugno 2015, sono pari a 170,1 mln/€ in crescita del 15,7% rispetto ai 147 mln/€ del 30 giugno 2014. Sul fronte dei ricavi sono in crescita i proventi connessi ai servizi di gestione ed intermediazione e, in particolare, quelli legati al risparmio gestito e previdenziale. Sul fronte dei costi, sono in riduzione gli oneri pagati alla clientela per l’operatività in prestito titoli ed è inoltre venuto meno il costo connesso alla garanzia rilasciata dallo Stato su obbligazioni di propria emissioni a seguito dell’estinzione anticipata delle stesse avvenuta nel corso del mese di agosto 2014.

Il risultato netto dei portafogli di proprietà è pari a 100,4 mln/€ a fronte dei 111,5 mln/€ del primo semestre 2014, mentre glialtri proventi netti, al 30 giugno 2015, sono negativi per 143 mila euro a fronte dei +28 mln/€ del 30 giugno 2014 e risentono, tra l’altro, del minore apporto della “commissione di istruttoria veloce” rispetto all’esercizio scorso nonché di taluni oneri “una tantum” quasi integralmente riferibili ai riaccrediti effettuati alla clientela nel semestre a ristoro di commissioni e recuperi di spesa addebitati negli esercizi passati.

I proventi operativi si attestano quindi a 559,3 mln/€, in flessione dell’1,1% sul corrispondente periodo del 2014.

Gli oneri operativi ammontano complessivamente a 339,9 mln/€, in crescita del 2,4% rispetto al dato del primo semestre 2014. Tale incremento é principalmente ascrivibile alle spese per il personale (+3,6%), in crescita in ragione principalmente di oneri dovuti per incentivi corrisposti al personale dimissionario e/o esodato, e alle altre spese amministrative (+1,1%), mentre gli ammortamentiflettono dell’1,5%.

Il risultato della gestione operativa, al 30 giugno 2015, risulta pertanto pari a 219,4 mln/€ ed è in flessione del 6% sul corrispondente periodo del 2014, con il cost/income che sale al 60,8% in crescita di 2,1 punti percentuali rispetto al 58,7% del 30 giugno 2014.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento ammontano a 1.089,1 mln/€ a fronte dei 187 mln/€ del 30 giugno 2014.

Le suddette rettifiche si riferiscono per 703 mln/€ a crediti verso clientela (157,4 mln/€ al 30 giugno 2014) con incremento di quasi 4,5 p.p. della copertura media delle esposizione deteriorate. Tale crescita riflette principalmente l’evoluzione del credito anomalo e recepisce inoltre le novità del contesto normativo che ha modificato il concetto di esposizione deteriorata estendendo gli ambiti di valutazione delle possibili criticità. Al riguardo il Gruppo ha rivisto le proprie policy interne, anche alla luce dell’esperienza maturata con l’esercizio di Comprehensive Assessment condotto dalla BCE nel 2014, prevedendo l’introduzione di nuovi “trigger events” per una identificazione più oggettiva delle patologie del credito che possono sfociare nell’inadempienza o addirittura nell’insolvenza nonché la revisione di alcuni criteri guida utilizzati per la quantificazione delle previsioni di perdita delle posizioni a sofferenze. La copertura dei crediti in bonis è invece rimasta sostanzialmente allineata a quella di fine 2014 (0,71% al 30 giugno 2015, 0,73% a fine 2014). Per effetto di quanto sopra, il credit cost al 30 giugno 2015 si attesta al 5,25% su base annua, a fronte del 3,09% del 31 dicembre 2014 e dell’1,05% del 30 giugno 2014.

Le rettifiche di valore nette delle attività finanziarie disponibili per la vendita e partecipazioni ammontano a 119,3 mln/€ (27,4 mln/€ al 30 giugno 2014) e sono state contabilizzate anche in applicazione della specifica policy adottata dal Gruppo in tema di identificazione delle perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie disponibili per la vendita.

Le rettifiche includono anche l’impairment di 268,8 mln/€ effettuato sugli avviamenti iscritti in bilancio relativi alla CGU “Banca Popolare di Vicenza” (per 213,8 mln/€) e alla CGU “Banca Nuova” (per 55 mln/€) – che si aggiungono alle rettifiche di 600 mln/€ già effettuate nel bilancio 2014 – che complessivamente sono stati svalutati dell’81,5% del loro valore residuo al 31 dicembre 2014 (avviamento rimanente pari a 61,1 mln/€).

Il risultato netto del primo semestre 2015 di -1.052,9 milioni di euro risente infine della contabilizzazione di accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri per 380,1 milioni di euro, principalmente riferibili agli stanziamenti (pari ad € 355,6 mln) effettuati a fronte dei rischi connessi ai profili oggetto degli accertamenti ispettivi della BCE di cui si è riferito nel paragrafo iniziale del presente Comunicato Stampa.

Nuovo Piano Industriale 2015-2020

Entro settembre sarà approvato il Piano Industriale di rilancio e sviluppo della Banca per i prossimi 5 anni (2015-2020). Le linee guida di tale Piano, già condivise dal Consiglio di Amministrazione, definiscono un percorso di rilancio che conferma il ruolo di BPVi come “Banca del territorio” a supporto di imprese e famiglie nelle proprie aree core. La Banca avvierà un percorso di semplificazione operativa e di focalizzazione sull’attività tradizionale di banca commerciale, concentrandosi principalmente sulle attività di distribuzione e di servizio alla clientela. Il Piano consentirà a BPVi di esprimere livelli di redditività e di patrimonializzazione coerenti con il proprio grande potenziale, continuando a svolgere il ruolo di protagonista nel sostegno all’economia locale che ha sempre svolto e che da sempre tutti le hanno riconosciuto.

Evoluzione prevedibile della gestione

I prossimi mesi si caratterizzeranno per un contesto macro economico che – seppur con qualche positivo segnale di recupero – dovrebbe continuare a manifestare profili di elevata volatilità. In tale quadro, le prospettive di redditività del sistema bancario italiano, pur in crescita, dovrebbero restare ancora modeste e condizionate soprattutto dalla lenta crescita del margine di interesse, penalizzato dai bassi tassi di interesse, e dal flusso di rettifiche su crediti, il cui processo di normalizzazione sembra peraltro avviato.

Quanto al Gruppo BPVi, i proventi operativi dovrebbero sostanzialmente riflettere l’andamento del secondo trimestre 2015. I costi risentiranno dell’andamento stagionale e della probabile contabilizzazione del fondo esuberi finalizzato alla riduzione degli organici, con riferimento al quale si prevede l’avvio di un confronto con le OOSS dopo la prossima approvazione del Piano Industriale. Il costo del credito è previsto in netta riduzione, su livelli tendenzialmente fisiologici rispetto all’attuale contesto di mercato.

La Banca, inoltre, potrà beneficiare entro la fine dell’esercizio della plusvalenza derivante dalla dismissione della partecipazione in ICBPI, attualmente al vaglio autorizzativo delle Autorità di vigilanza, con impatto positivo sul patrimonio di vigilanza anche in relazione a possibili ulteriori evidenze negative che dovessero emergere nella seconda parte dell’anno dovute all’approfondimento della ricognizione patrimoniale.

Altre informazioni

A fine giugno 2015 la rete di vendita del Gruppo conta 653 filiali bancarie (-1 rispetto al 2014), cui si aggiungono 14 negozi finanziari e 36 punti private, per un totale di 703 punti vendita (+2 rispetto al 2014). L’organico è pari a 5.519 unità (+0,1% rispetto al 2014).

Nel corso del 2014 è proseguita l’attività di sviluppo della clientela con un incremento nel semestre di 30 mila clienti (+2,2% rispetto al 2014).

Banca Popolare di Vicenza, oltre un miliardo di perdita nel primo semestre ultima modifica: 2015-08-29T11:35:56+00:00 da Redazione

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