Banca Sistema, al 30 settembre utile netto in aumento del 12%. Impieghi cessioni del quinto in crescita del 26%

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Banca Sistema LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Sistema ha approvato in data odierna i risultati consolidati al 30 settembre 2019.

Questi i principali risultati:

  • Andamento commerciale
    • Factoring: volumi pari a 2.091 milioni, +22% a/a
    • CQS/CQP: impieghi pari a 767 milioni, +26% a/a
    • Credito su pegno: volumi in constante crescita dall’avvio del business pari a circa 20 milioni (90% garantito da oro)

  • Margine di interesse, pari a 58,4 milioni, +10% a/a
  • Margine di intermediazione pari a 73,1 milioni, +13% a/a
  • Totale costi operativi in aumento a/a anche a seguito del consolidamento di Atlantide
  • Rettifiche di credito in aumento a/a in linea con le attese
  • Utile netto in aumento del 12% a/a, pari a 21,4 milioni (21,8 milioni escludendo i costi straordinari della fusione di Atlantide)

  • Crescita della componente Retail della Raccolta (65% del totale)
  • Patrimonio di Vigilanza oltre 200 milioni
  • In aumento Pro-forma CET1 ratio al 13,4% e Pro-forma Total Capital ratio al 17,2%

Andamento Commerciale

La business line factoring, con volumi (turnover) pari a 2.091 milioni, ha registrato una crescita del 22% a/a, anche grazie ai maggiori acquisti di crediti verso operatori del sistema sanitario. Sulla base degli ultimi dati disponibili, la Banca conferma il posizionamento, in termini di volumi, come primo operatore in Italia specializzato nel factoring verso la Pubblica Amministrazione. Il contributo al turnover generato dagli accordi con le banche commerciali è stato pari a circa il 27% del turnover.

Gli impieghi factoring di Gruppo al 30 settembre 2019 (dato gestionale) si attestano a 1.822 milioni (di cui il 24% in azione legale), in aumento del 6% rispetto ai 1.711 milioni al 30 settembre 2018 ed in calo rispetto al 30 giugno 2019. Il factoring pro soluto pari all’89% degli impieghi (87% al 30 giugno 2019) è rappresentato da crediti commerciali (59%) e crediti fiscali (30%).

Con riferimento al business del CQS/CQP, il Gruppo ha acquistato/erogato crediti per 186 milioni e lo stock dei crediti al 30 settembre 2019 ammonta a 767 milioni, in aumento del 26% a/a e del 2% rispetto al 30 giugno 2019.

Gli impieghi del credito sul pegno, dopo l’avvio del business ad inizio 2017, l’apertura delle filiali e la costante crescita dei volumi, si attestano a circa 10 milioni con sottostanti numero contratti di poco sopra 8.000.

Risultati economici al 30 settembre 2019

Il margine di interesse, pari a 58,4 milioni è in aumento del 10% a/a, grazie alla crescita degli impieghi, sia del factoring che del CQ, e al maggior contributo del portafoglio titoli.

I maggiori interessi attivi (80,3 milioni vs 71,6 milioni rispettivamente al 30.09.2019 e al 30.09.2018) hanno più che compensato l’aumento degli interessi passivi a/a. Il costo della raccolta risulta in calo a/a, pari a 0,8% (0,9% nei primi nove mesi del 2018).

L’aumento degli interessi attivi è prevalentemente dovuto al maggior contributo a/a del factoring per maggiori interessi di mora da azione legale, al maggior contributo del CQ e al maggior contributo del portafoglio dei titoli Stato.

Il contributo complessivo a conto economico al 30 settembre 2019 da interessi di mora azionati è in crescita e pari a 24,3 milioni (20,1 milioni al 30 settembre 2018), di cui 4,8 milioni derivanti dall’aggiornamento delle stime di recupero (6,6 milioni al 30 settembre 2018). L’aggiornamento delle percentuali attese di recupero degli interessi di mora del factoring e dei relativi tempi di incasso utilizzati per la stima è dovuto al progressivo consolidamento delle serie storiche, in linea con l’evoluzione del business.

L’ammontare degli interessi di mora da azione legale, maturati al 30 settembre 2019 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento, risulta pari a 104 milioni, mentre i crediti iscritti in bilancio sono pari a 50,1 milioni. L’ammontare non transitato a conto economico entrerà, per competenza o per cassa, a conto economico dei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, superiori all’80%.  

Le commissioni nette, pari a 12,5 milioni, risultano in forte aumento a/a (+18%), grazie alla crescita delle commissioni attive del factoring (+23% a/a), che più che compensano le maggiori commissioni passive collegate all’attività di raccolta di conti deposito all’estero. La componente commissionale del factoring va considerata unitamente alla componente di interesse, di conseguenza il contributo in termini di ricavi totali del factoring, dato dalla somma di interessi attivi e commissioni attive, risulta in valore assoluto in aumento anno su anno, ma in lieve calo se rapportato alla media dei crediti. Sia le commissioni attive che le passive includono dal secondo trimestre 2019, il contributo derivante dal nuovo business di origination diretta del CQ a seguito della acquisizione di Atlantide.

Al 30 settembre 2019 gli utili da tesoreria, pari a 1,9 milioni, derivanti dal portafoglio di titoli di Stato italiani hanno contribuito in misura maggiore rispetto all’anno precedente (+1,3 milioni a/a).

Il margine di intermediazione si attesta a 73,1 milioni, in aumento del 13% a/a, grazie alla crescita del business.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano a 6,4 milioni in aumento a/a, in linea rispetto agli ultimi trimestri, per l’evoluzione degli impieghi factoring verso la PA e privati. Il costo del credito relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 35 bps, in leggero aumento rispetto all’intero esercizio 2018 ed in lieve calo rispetto al primo semestre 2019.

Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 210, risultano superiori alle 179 dello stesso periodo del 2018, prevalentemente a seguito dell’entrata nel Gruppo delle risorse di Atlantide. Le spese del personale aumentano a/a in linea con l’aumento dell’organico ed anche per una componente di costo incrementale pari a circa 0,6 milioni come stima di oneri legati ad incentivi all’esodo e costo legato a patti di non concorrenza. Escludendo i costi one-off di integrazione di Atlantide per 0,6 milioni, la voce altre spese amministrative (che include il contributo al Fondo di Risoluzione per circa 1,1 milioni) insieme alla voce rettifiche di valore su attività materiali/immateriali (che include l’ammortamento del “diritto d’uso” dell’attività oggetto di leasing, a seguito dell’applicazione dell’IFRS16) aumenta a/a prevalentemente per effetto del consolidamento/fusione di Atlantide e per le maggiori spese legali ed IT.

All’aumento a/a del Totale costi operativi (+14%) ha anche contribuito l’accantonamento a fondo rischi ed oneri, pari a 1,3 milioni, in particolare nel secondo trimestre 2019 dovuto a passività potenziali di contenziosi in essere. 

L’utile prima delle imposte al 30 settembre 2019 in aumento a/a ammonta a 31,4 milioni (+8% a/a). Alla formazione dell’utile netto, pari a 21,4 milioni, in aumento del 12% a/a, ha contribuito anche il risultato della vendita della partecipazione del 10% del capitale sociale in Axactor Italy S.p.A., registrato già nel primo trimestre 2019, per circa 565 mila. Mentre non ha avuto alcun impatto a Conto Economico la cessione delle partecipazioni al 19,9% in ADV Finance SpA e in Procredit Srl avvenuta nel secondo trimestre del 2019.  

Gli aggregati patrimoniali al 30 settembre 2019

Il portafoglio titoli è composto da titoli di Stato Italiani, pari a 803 milioni (una cui parte è classificata nella voce Attività finanziarie al costo ammortizzato, pari a 435 milioni, invariata negli ultimi 4 trimestri), con una vita residua media di 16,6 mesi. La componente “Held to Collect and Sell” (HTCS), pari a 298 milioni a dicembre 2018, è al 30 settembre 2019 pari a 368 milioni (con un impatto positivo della riserva a livello di CET1 ratio al 30 settembre 2019), con una vita residua media di circa 15,5 mesi.

La voce Attività finanziarie al costo ammortizzato (3.075 milioni), prevalentemente composta dagli impieghi in essere su factoring (1.738 milioni), che risultano in aumento del 11% rispetto al 31 dicembre 2018, pari a 1.567 milioni (1.791 milioni al 30 giugno 2019), include anche i finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP, anche questi in crescita rispetto alla fine del 2018 e parte del portafoglio titoli. In particolare, gli impieghi in CQS/CQP ammontano a 767 milioni (652 milioni al 31 dicembre 2018 e 751 milioni al 30 giugno 2019).

L’ammontare dei crediti scaduti è principalmente riconducibile al portafoglio factoring verso la PA e   rappresenta un dato fisiologico del settore, che non implica criticità in termini di qualità del credito e probabilità di recupero.

Lo stock dei crediti deteriorati lordi aumenta di poco rispetto al 30 giugno 2019 (239,7 milioni rispetto a 236,3 milioni al 30 giugno 2019) prevalentemente per la crescita delle inadempienze probabili (122,7 milioni rispetto a 113,5 milioni al 30 giugno 2019), che più che compensano il calo degli scaduti. L’aumento delle inadempienze probabili nel terzo trimestre è ascrivibile all’esposizione factoring verso PA e privati.

Il rapporto tra le sofferenze nette ed il totale della voce crediti verso la clientela è in calo rispetto al 2018, pari al 1,4%.

La raccolta Retail rappresenta il 65% circa del totale (59% al 30 giugno 2019) ed è costituita da conti corrente e depositi a termine. La componente Retail della raccolta è cresciuta in valore assoluto rispetto a fine 2018 ed al 30 giugno 2019, mentre la componente Wholesale è più bassa rispetto al 31 dicembre 2018 e anche rispetto al 30 giugno 2019. 

All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso banche sono in calo rispetto al 31 dicembre 2018 e rispetto al 30 giugno 2019. La componente “verso banche” è diminuita significativamente a seguito del calo della componente “verso banche centrali” (BCE), passata da 418 milioni al 30 giugno 2019 a 143 milioni al 30 settembre 2019 (TLTRO in totale pari a 133 milioni, di cui 10 milioni nel TLTRO III). Il calo della voce Debito verso banche è stato parzialmente compensato dall’incremento della voce Titoli in circolazione, grazie alla terza cartolarizzazione del portafoglio CQ finalizzata a settembre 2019.

All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso clientela sono in aumento rispetto a fine 2018, per la crescita dello stock dei conti deposito. In particolare, per i conti deposito, la crescita dello stock, come nei precedenti cinque trimestri, è guidata dall’aumento della raccolta estera (di cui 89% in Germania, 9% in Spagna e 2% in Austria).

Il Totale dei fondi propri (Total Capital) al 30 settembre 2019 ammonta a 205,5 milioni, in aumento rispetto a fine 2018 (181,1 milioni), come effetto combinato del risultato della gestione dei primi nove mesi del 2019, della fusione di Atlantide (che ha generato un avviamento di 2,1 milioni, iscritto in Stato Patrimoniale, tra le Attività Immateriali) e l’emissione, nel secondo trimestre e nel terzo trimestre del 2019, di un prestito subordinato TIER 2 per complessivi 18 milioni (in concomitanza del rimborso di un altro prestito subordinato Lower TIER 2 di 12 milioni, non più totalmente computabile a capitale).

Al 30 settembre 2019 i coefficienti patrimoniali sono in forte aumento rispetto al 30 giugno 2019 a fronte di un aumento del capitale più che proporzionale rispetto alla crescita degli impieghi ponderati per il rischio (RWA) e risultano ampiamente superiori ai requisiti minimi. I coefficienti risultano rafforzati se si considera l’effetto stimato derivante dalla riduzione della ponderazione del capitale di rischio per i prestiti assistiti dalla cessione del quinto (CQ), dal 75% al 35% prevista dal Regolamento 876/2019 che verrà applicato a partire dal 28 giugno 2021:

  • CET1 ratio pro-forma 13,4%; CET1 ratio regolamentare 11,4% (10,8% al 30 giugno 2019);
  • TIER 1 ratio pro-forma 14,1%; TIER 1 ratio regolamentare 11,9% (11,3% al 30 giugno 2019);
  • Total Capital ratio pro-forma 17,2%; TC ratio regolamentare 14,6% (13,7% al 30 giugno 2019).

 

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Alexander Muz, dichiara in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’art. 154 bis del Testo unico della Finanza, che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.