Banca Sistema, nel I semestre utile netto di 11,2 milioni

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Banca Sistema LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Sistema ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2019, chiusi con un utile netto pari a 11,2 milioni. I risultati del primo semestre 2019 includono la contribuzione linea per linea di Atlantide SpA, relativamente al solo secondo trimestre 2019, per effetto dell’efficacia dell’acquisizione della società avvenuta in data 3 aprile 2019; la società è stata fusa per incorporazione in Banca Sistema il 30 giugno 2019. Al netto della fusione di Atlantide, l’utile netto del secondo trimestre 2019 è pari a 7,6 milioni (+17% a/a).

Andamento Commerciale

La business line factoring, con un turnover pari a 1.415 milioni, ha registrato una crescita del 25% a/a, con un contributo dei crediti fiscali maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sulla base degli ultimi dati disponibili, la Banca si posiziona così, in termini di volumi, come primo operatore in Italia specializzato nel factoring verso la Pubblica Amministrazione. Il contributo al turnover generato dagli accordi con le banche commerciali è stato pari a circa il 42% del turnover.

L’outstanding factoring di Gruppo al 30 giugno 2019 si attesta a 1.914 milioni (di cui il 24% in azione legale), in aumento del 17% rispetto ai 1.640 milioni (dati gestionali) al 30 giugno 2018 ed in aumento del 5% rispetto ai 1.820 milioni al 31 marzo 2019, per l’effetto combinato del maggior turnover e degli incassi del periodo. Il factoring pro soluto pari all’87% del totale outstanding (88% al 31 marzo 2019) è rappresentato da crediti commerciali (60%) e crediti fiscali (27%).

Con riferimento al business del CQS/CQP, il Gruppo ha acquistato crediti per 138 milioni e l’outstanding al 30 giugno 2019 si attesta a 751 milioni, in aumento del 32% a/a e del 6% rispetto al 31 marzo 2019.

Risultati economici al 30 giugno 2019

Il margine di interesse, pari a 34,5 milioni è in aumento del 6% a/a, grazie alla crescita degli impieghi, sia del factoring che del CQ, e al maggior contributo del portafoglio titoli che più che compensa il minor contributo dei finanziamenti alla PMI garantiti (business in run-off).

I maggiori interessi attivi (48,6 milioni vs 44,7 milioni rispettivamente al 30.06.2019 e al 30.06.2018) hanno più che compensato l’aumento degli interessi passivi a/a; il costo della raccolta risulta in calo a/a, pari a 0,8% (0,9% nel primo semestre del 2018).

L’aumento degli interessi attivi è prevalentemente dovuto al maggior contributo del CQ (seppur con una marginalità sostanzialmente invariata a/a e come noto, inferiore al factoring), al maggior contributo a/a del factoring per maggiori interessi di mora da azione legale e al maggior contributo del portafoglio dei titoli Stato.

Il contributo complessivo a conto economico al 30 giugno 2019 da interessi di mora azionati è in crescita e pari a 11,9 milioni (10,7 milioni al 30.06.2018).

L’ammontare degli interessi di mora da azione legale, maturati al 30 giugno 2019 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento, risulta pari a 98 milioni, mentre i crediti iscritti in bilancio sono pari a 42,3 milioni. L’ammontare non transitato a conto economico entrerà in buona parte, per competenza o per cassa, a conto economico dei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, superiori all’80%.  

Le commissioni nette, pari a 8,2 milioni, risultano in forte aumento a/a (+11%), grazie alla crescita delle commissioni attive del factoring (+25% a/a), che più che compensano le maggiori commissioni passive collegate all’attività di raccolta di conti deposito all’estero. La componente commissionale del factoring va considerata unitamente alla componente di interesse, di conseguenza il contributo in termini di ricavi totali del factoring, dato dalla somma di interessi attivi e commissioni attive, risulta in valore assoluto in aumento anno su anno, ma in calo se rapportato alla media dei crediti. Sia le commissioni attive che le passive includono dal secondo trimestre 2019, il contributo derivante dal nuovo business di origination del CQ a seguito della fusione di Atlantide.

Al 30 giugno 2019 gli utili da tesoreria derivanti dal portafoglio di titoli di Stato italiani hanno contribuito in misura maggiore rispetto all’anno precedente (+0,5 milioni a/a).

Il margine di intermediazione si attesta a 44,1 milioni, in aumento dell’8% a/a, grazie alla crescita del business.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano a 4,8 milioni in aumento a/a, ma in linea rispetto agli ultimi trimestri, per l’evoluzione degli impieghi factoring verso la PA. Le rettifiche del secondo trimestre 2019 sono sostanzialmente dovute al deterioramento degli impieghi factoring verso privati. Il costo del credito relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 38 bps, in aumento rispetto all’intero esercizio 2018 ed in lieve calo rispetto al primo trimestre 2019.

Le risorse (Fte) del Gruppo, pari a 209, risultano superiori alle 176 dello stesso periodo del 2018, prevalentemente a seguito dell’entrata nel Gruppo delle 24 risorse di Atlantide. Le spese del personale aumentano a/a in linea con l’aumento dell’organico. Escludendo i costi one-off di integrazione di Atlantide per 0,45 milioni, la voce altre spese amministrative (che include il contributo al Fondo di Risoluzione per circa 1,1 milioni, di cui 0,3 milioni registrati nel secondo trimestre; 0,9 milioni nel primo semestre 2018) insieme alla voce rettifiche di valore su attività materiali/immateriali (che include l’ammortamento del “diritto d’uso” dell’attività oggetto di leasing, a seguito dell’applicazione dell’IFRS16) aumenta a/a prevalentemente per effetto del consolidamento di Atlantide nel secondo trimestre del 2019 (pari a circa 0,5 milioni) e per le maggiori spese legali e di IT.

All’aumento a/a del Totale costi operativi (+14%) ha anche contribuito l’accantonamento a fondo rischi ed oneri, pari a 1,3 milioni, in particolare nel secondo trimestre 2019 dovuto a passività potenziali di contenziosi in essere.  

L’utile prima delle imposte al 30 giugno 2019 in calo a/a ammonta a 10,6 milioni. Alla formazione dell’utile netto, pari a 11,2 milioni e stabile a/a, ha contribuito il risultato della vendita della partecipazione del 10% del capitale sociale in Axactor Italy S.p.A., registrato già nel primo trimestre 2019, per circa 565 mila. Mentre non ha avuto alcun impatto a Conto Economico la cessione delle partecipazioni al 19,9% in ADV Finance SpA e in Procredit Srl avvenuta nel secondo trimestre del 2019.    

Gli aggregati patrimoniali al 30 giugno 2019 di Banca Sistema

Il portafoglio titoli composto da titoli di Stato italiani, pari a 790 milioni (una cui parte è classificata nella voce Attività finanziarie al costo ammortizzato, pari a 435 milioni sia al 30 giugno 2019 che al 31 dicembre 2018), con una vita residua media di 18 mesi, risulta in lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2018, ma in calo rispetto al 31 marzo 2019. La componente “Held to Collect and Sell” (HTCS), pari a 298 milioni a dicembre 2018, è al 30 giugno 2019 pari a 355 milioni (il cui peso della riserva a livello di CET1 ratio al 30 giugno 2019 è irrilevante), con una vita residua media di circa 15 mesi. La componente “Held to Sell” (HTS) è pari a zero al 30 giugno 2019.

La voce Attività finanziarie al costo ammortizzato (3.107 milioni), prevalentemente composta dagli impieghi in essere su factoring (1.791 milioni), che risultano in aumento del 14% rispetto al 31 dicembre 2018, pari a 1.567 milioni (1.704 milioni al 31 marzo 2019), include anche i finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP, anche questi in crescita rispetto alla fine del 2018 e parte del portafoglio titoli. In particolare, gli impieghi in CQS/CQP ammontano a 751 milioni (652 milioni al 31 dicembre 2018 e 708 milioni al 31 marzo 2019).

L’ammontare dei crediti scaduti di Banca Sistema è principalmente riconducibile al portafoglio factoring verso la PA e   rappresenta un dato fisiologico del settore, che non implica alcuna criticità in termini di qualità del credito e probabilità di recupero.

Lo stock dei crediti deteriorati lordi aumenta rispetto al 31 marzo 2019 (236,3 milioni rispetto a 230,3 milioni) per effetto della crescita delle inadempienze probabili (113,5 milioni rispetto a 98,2 milioni), che più che compensano il calo delle sofferenze e degli scaduti. L’aumento delle inadempienze probabili nel secondo trimestre è ascrivibile all’esposizione factoring verso privati.

Il rapporto tra le sofferenze nette ed il totale della voce crediti verso la clientela è in calo rispetto al 2018, pari al 1,3%, per l’effetto combinato del calo delle sofferenze e dell’aumento degli impieghi.

La raccolta Retail di Banca Sistema rappresenta il 59% circa del totale (59% al 31 dicembre 2018) ed è costituita da conti corrente e depositi a termine. La componente Retail della raccolta è cresciuta in valore assoluto rispetto a fine 2018 ed al 31 marzo 2019, mentre la componente Wholesale, più alta rispetto al 31 dicembre 2018 e minore rispetto al 31 marzo 2019, segue di fatto delle dinamiche del portafoglio dei titoli di Stato italiani.  

All’interno della voce passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso banche sono in calo rispetto al 31 dicembre 2018 e stabili rispetto al 31 marzo 2019. La componente “verso banche” è diminuita significativamente, più che compensando l’aumento della componente “verso banche centrali” (BCE), passata da 413 milioni al 31 dicembre 2018 a 418 milioni al 30 giugno 2019 (invariata la componente di TLTRO II pari a 123 milioni).

A seguito della decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di allargare alle autocartolarizzazioni la base del calcolo per l’ammontare massimo del finanziamento “TLTRO III” (Targeted Longer-Term Refinancing Operations) ottenibile, con la partecipazione alle aste del suddetto finanziamento per un ammontare totale significativamente più elevato rispetto agli attuali 123 milioni del TLTRO II, aumenterà la duration media della Raccolta Wholesale, il cui costo risulterà più basso rispetto alle nostre attese perché il TLTRO III sostituirà strumenti di raccolta a parità di duration più costosi.

All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso clientela sono in aumento rispetto a fine 2018, per la crescita dello stock dei conti deposito. In particolare per i conti deposito, la crescita dello stock, come nei precedenti quattro trimestri, è guidata dall’aumento della raccolta estera.

Il Totale dei fondi propri (Total Capital) di Banca Sistema al 30 giugno 2019 ammonta a 193,3 milioni, in aumento rispetto a fine 2018 (181,1 milioni), come effetto combinato del risultato della gestione del primo semestre 2019, della fusione di Atlantide (che ha generato un avviamento di 2,1 milioni, iscritto in Stato Patrimoniale, tra le Attività Immateriali) e l’emissione, nel secondo trimestre 2019, di un prestito subordinato TIER 2 per 6 milioni.

Al 30 giugno 2019 i coefficienti patrimoniali di Banca Sistema sono in aumento rispetto al 31 marzo 2019 a fronte di un aumento del capitale più che proporzionale rispetto alla crescita degli impieghi ponderati per il rischio (RWA) e risultano ampiamente superiori ai requisiti minimi. I coefficienti risultano rafforzati se si considera l’effetto stimato derivante dalla riduzione della ponderazione del capitale di rischio per i prestiti assistiti dalla cessione del quinto (CQ), dal 75% al 35% prevista dal Regolamento Europeo 876/2019 che verrà applicato a partire dal 28 giugno 2021:

  • CET1 ratio pro-forma 12,4%; CET1 ratio regolamentare 10,8% (10,6% al 31 marzo 2019);
  • TIER 1 ratio pro-forma 13,1%; TIER 1 ratio regolamentare 11,3% (11,2% al 31 marzo 2019);
  • Total Capital ratio pro-forma 15,8%; Total Capital ratio regolamentare 13,7% (13,2% al 31 marzo 2019).