Banca Sistema, utile netto in aumento del 9% nel I semestre

Banca Sistema LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Sistema ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2020, chiusi con un utile netto pari a 12,1 milioni, in aumento del 9% a/a nonostante il maggior contributo al Fondo di Risoluzione per +0,9 milioni lordi (+75% a/a), e grazie anche all’utile riveniente dalla vendita del 25% della controllata ProntoPegno (pari a 1,1 milioni, registrato nel secondo trimestre del 2020).

Andamento Commerciale
La business line factoring, con volumi (turnover) pari a 1.438 milioni, ha registrato una crescita del 2% a/a (era del 10% nei primi 4 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019). L’andamento dei volumi nel secondo trimestre del 2020 è stato condizionato dalla scelta della Banca di attendere alcuni mesi per l’acquisto di crediti relativi a specifici settori, in particolare il calcio (i cui volumi sono in calo del 25% a/a), e dalle minori cessioni di crediti fiscali (i cui volumi sono in calo del 8% a/a) prevalentemente a causa del riscadenzamento delle scadenze fiscali. Escludendo i crediti del calcio ed i crediti fiscali, la crescita a/a dei volumi del factoring nel primo semestre 2020 è pari al 8%.

Gli impieghi factoring al 30 giugno 2020 (dato gestionale) si attestano a 1.817 milioni (di cui il 25% in
azione legale, 11% se si considera la sola porzione rilevante ai fini del modello di stanziamento degli
interessi moratori), in calo del 5% rispetto ai 1.914 milioni al 30 giugno 2019 ed in aumento del 4% rispetto al 31 marzo 2020. Il factoring pro soluto pari all’86%, degli impieghi, include i crediti fiscali (pari al 24% degli impieghi).

Con riferimento alla business line CQS/CQP, il Gruppo ha acquistato/erogato crediti per 147 milioni (138 milioni nel primo semestre del 2019) e lo stock dei crediti al 30 giugno 2020 ammonta a 891 milioni, in aumento del 19% a/a e del 3% rispetto al 31 marzo 2020.

Gli impieghi del credito su pegno si attestano al 30 giugno 2020 a 13,3 milioni, in aumento rispetto agli 11,8 milioni al 31 dicembre 2019. I volumi, seppur in aumento del 39% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sono stati influenzati negativamente dall’andamento nel periodo marzo-aprile, caratterizzato da una minor affluenza di clienti rispetto alle attese nelle 6 filiali, a seguito delle misure di “lockdown” volte al contenimento della diffusione del COVID-19.

Risultati economici al 30 giugno 2020
Il margine di interesse, pari a 33,3 milioni è in calo del 3% a/a, a causa del minor margine registrato nel secondo trimestre 2020, che seppur in aumento rispetto al precedente trimestre dell’anno in corso, risulta inferiore rispetto al secondo trimestre del 2019. Il calo trimestrale rispetto allo stesso periodo del 2019 è caratterizzato prevalentemente da minor interessi attivi del factoring, non compensati totalmente dai minor interessi passivi e dai maggiori interessi attivi relativi all’attività di tesoreria.

Nel primo semestre 2020, il calo degli interessi attivi (45,9 milioni vs 48,6 milioni rispettivamente al
30.06.2020 e al 30.06.2019), ascrivibile prevalentemente al business factoring, è stato parzialmente
compensato dalla riduzione del 11% a/a degli interessi passivi. Il costo totale della raccolta, pari a 0,6%, risulta in calo a/a (0,8% nel primo semestre del 2019 e nell’intero 2019). A livello di interessi attivi, ha contribuito positivamente per 2,0 milioni (1,5 milioni al 30 giugno 2019) la sottovoce “passività finanziarie” che include parte dei ricavi derivanti dall’attività di finanziamento del portafoglio titoli di Stato italiani ed i ricavi da operazione di rifinanziamento con Bce a tassi positivi.
Il contributo complessivo a conto economico al 30 giugno 2020 degli interessi di mora azionati è in calo a/a e pari a 9,9 milioni (11,9 milioni al 30 giugno 2019).

L’ammontare degli interessi di mora da azione legale, maturati al 30 giugno 2020 e rilevanti ai fini del
modello di stanziamento, risulta pari a 98 milioni (146 milioni includendo i comuni in dissesto,
componente su cui non vengono stanziati in bilancio interessi di mora), mentre i crediti iscritti in bilancio sono pari a 47,4 milioni. L’ammontare non transitato a conto economico entrerà, per competenza o per cassa, nei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, superiori all’80%.
Le commissioni nette, pari a 8,1 milioni, risultano sostanzialmente stabili a/a. La componente commissionale dei tre business va considerata unitamente alla componente di interessi attivi, di
conseguenza il contributo in termini di ricavi totali, dato dalla somma di interessi attivi e commissioni
attive, risulta in valore assoluto in lieve calo anno su anno ed in calo se rapportato alla media dei crediti, in particolare nel segmento della cessione del quinto (in linea a quanto registrato già nel primo trimestre del 2020). Sia le commissioni attive che le passive includono dal secondo trimestre 2019 il contributo derivante dal nuovo business di origination diretta del CQ a seguito dell’acquisizione di Atlantide.

Al 30 giugno 2020 gli utili da tesoreria (relativi alla vendita di titoli di Stato italiani, sia in HTCS che HTC) risultano pari a 2,6 milioni, in aumento a/a (+1,6 milioni a/a). Come nel quarto trimestre 2019 e nel primo trimestre 2020, anche nel secondo trimestre 2020 sono state effettuate cessioni di portafogli di crediti factoring che hanno generato utili netti complessivi per 1,6 milioni (voce 100.a del Conto Economico), di cui 0,3 milioni nel secondo trimestre 2020.

Il margine di intermediazione si attesta a 45,9 milioni, in aumento del 4% a/a e del 9% rispetto al primo trimestre 2020.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 30 giugno 2020 a 5,1 milioni, in
aumento a/a, in particolare nel secondo trimestre del 2020 sulla componente Bonis del portafoglio crediti anche a seguito dell’aggiornamento dei modelli, per il peggioramento del contesto macroeconomico causato dall’emergenza sanitaria in atto. Il costo del credito relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 37 bps, sostanzialmente stabile rispetto all’intero esercizio 2019 (36 bps).

Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 216, risultano superiori alle 209 dello stesso periodo del 2019. Le spese del personale aumentano a/a in linea con l’aumento dell’organico.

La voce altre spese amministrative è aumentata a/a prevalentemente per il maggior contributo al Fondo di Risoluzione per circa 0,9 milioni (in totale il contributo è pari a 2,0 milioni nel primo semestre del 2020).

Nel confronto a/a, all’aumento del Totale costi operativi ha contribuito il consolidamento di Atlantide
avvenuto nel secondo trimestre del 2019, il cui costo stimato, comprensivo delle varie voci di costo,
ammonta in totale nel primo semestre 2020 a 1,2 milioni.

L’utile prima delle imposte al 30 giugno 2020, in aumento a/a del 7%, è pari a 16,9 milioni (15,8 milioni nel primo semestre del 2019), nonostante il maggior contributo al Fondo di Risoluzione (+0,9 milioni a/a) anche grazie all’utile originato dalla cessione del 25% di ProntoPegno (1,1 milioni).
Alla formazione dell’utile netto del primo semestre 2019, pari a 11,2 milioni, ha contribuito per 0,6 milioni anche il risultato della vendita della partecipazione del 10% del capitale sociale in Axactor Italy S.p.A. L’utile netto pari a 12,1 milioni nel primo semestre 2020 è in aumento a/a anche escludendo i diversi utili da vendita di partecipazioni registrati nel 2020 e nel 2019.