Banca d’Italia: accesso al credito meno favorevole per imprese del Meridione

Banca d'Italia, logoNel periodo 2010-19 le imprese meridionali, a parità di caratteristiche osservabili delle aziende e delle banche finanziatrici, hanno sostenuto un costo del credito più elevato in media di circa 70 punti base e hanno fornito garanzie con una probabilità superiore rispetto a quelle del Centro Nord. Le più onerose condizioni di accesso al credito risentono di fattori di contesto meno favorevoli, tra cui, minore efficienza della giustizia civile, maggiore diffusione della criminalità, più bassa dotazione di capitale sociale, e si riflettono in una minore propensione delle imprese a richiedere prestiti.

A segnalarlo è l’edizione di luglio 2022 di “Questioni di economia e finanza” della Banca d’Italia. Secondo l’analisi, intitolata “I divari territoriali nell’accesso delle imprese italiane al credito”, le condizioni di accesso al credito risultano, secondo vari indicatori, meno favorevoli per le imprese meridionali. Queste ultime, a parità di livello di rischio osservabile, pagano un costo del credito più elevato e ad esse le banche richiedono più di frequente di fornire garanzie interne.

Non solo, le meno favorevoli condizioni di accesso si riflettono sulla domanda di credito delle imprese: le aziende del Mezzogiorno, anticipando maggiori difficoltà di accesso, tendono a essere meno propense a domandare credito.

Tale risultato è tuttavia interamente ascrivibile alle peggiori condizioni di accesso al credito, e non all’utilizzo di fonti alternative al credito bancario per soddisfare il fabbisogno finanziario delle imprese – conclude il report -. La permanenza di un differenziale di costo del credito a sfavore del Mezzogiorno, anche quando il confronto tenga conto delle caratteristiche sia delle imprese sia delle banche che le finanziano, riflette le diseconomie esterne che gravano sul sistema produttivo meridionale, le cui fonti sono molteplici e che includono, tra le altre, la minore efficienza della giustizia civile, la minore dotazione di capitale sociale, la maggiore diffusione della criminalità. L’inclusione di controlli per le citate caratteristiche di contesto indica che esse entrano effettivamente nei processi di definizione delle politiche di offerta delle banche, contribuendo a queste ultime in misura economicamente e statisticamente significativa. La rimozione o, perlomeno, l’attenuazione di tali diseconomie esterne, renderebbe le condizioni di accesso al credito praticate alle imprese meridionali maggiormente coerenti rispetto alle specifiche caratteristiche delle imprese stesse e meno influenzate dalle specificità del contesto in cui le aziende operano”.