Banca d’Italia: il 60% delle agenzie immobiliari segnala stabilità dei prezzi nel IV trimestre 2020

Nel quarto trimestre 2020 la quota di agenzie che ha venduto almeno un immobile nel quarto trimestre è nuovamente salita, attestandosi quasi sui valori di un anno prima. È quanto emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 4° trimestre 2020, pubblicato oggi dalla Banca d’Italia. L’indagine riporta i dati raccolti dall’istituto presso 1.269 agenti immobiliari dal 13 gennaio al 10 febbraio 2021. La maggior parte degli intervistati prevede effetti negativi dell’epidemia sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita; per poco meno di un terzo del campione tali effetti si protrarrebbero fino alla metà del 2022.

Prezzi stabili rispetto alla precedente rilevazione

Circa il 60% delle agenzie intervistate dalla Banca d’Italia ha segnalato una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita nel quarto trimestre del 2020, in linea con quanto rilevato per il terzo trimestre nella precedente indagine. La quota di operatori che ravvisa un calo delle quotazioni resta significativa (33,7% da 35,5% nell’indagine precedente). La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione nel trimestre ottobre-dicembre è nuovamente salita (all’82,1%), portandosi poco al di sotto dei valori di un anno prima. È aumentata la superficie media degli immobili intermediati: il 56,4%ha una metratura compresa fra 80 e 140 mq, mentre per il 37,8 la superficie è inferiore agli 80 mq (51,5 e 44,3%, rispettivamente, nella rilevazione riferita al quarto trimestre del 2019). La quasi totalità delle case vendute era libera; la maggior parte risultava abitabile, ma parzialmente da ristrutturare (74,6%, contro 18,2 di quelle nuove o in ottimo stato) e di tipologia signorile o civile (53,6%, contro 39,5% di tipologia economica o popolare). La classe energetica degli immobili è in genere bassa, ma in lieve miglioramento rispetto a un anno prima. Il 46,2% dei potenziali acquirenti intendeva acquistare una prima casa di proprietà per sé o per i propri familiari, il 32,9% cambiare abitazione, il 15,8% ricercava una seconda casa a fini di investimento.

Peggiorano i giudizi sulla domanda

Secondo l’indagine della Banca d’Italia, il saldo tra i giudizi di aumento e di riduzione dei potenziali acquirenti nel quarto trimestre è tornato negativo, seppure su un livello superiore (-12 punti percentuali, da 8,8% nella precedente indagine) a quelli registrati nella prima metà dell’anno in concomitanza con lo scoppio della crisi pandemica. I giudizi sulla domanda sono sfavorevoli sia nelle aree urbane sia in quelle extra cittadine. Il saldo fra la percentuale di agenzie che segnalano un aumento di nuovi incarichi a vendere e la quota di quelle che ne indicano una flessione è fortemente peggiorato (a -29,5 punti percentuali, da -11,8%); il risultato è lievemente più negativo nelle città. Metà degli agenti ravvisa un numero di incarichi da evadere stabile rispetto al trimestre precedente; la quota di quelli che ne indica una diminuzione è scesa lievemente (al 36,4%, da 37,6%). Al contempo è nuovamente diminuita la percentuale di coloro che indicano un incremento delle commesse inevase (13,6% da 19,9%).

I tempi di vendita restano stabili

Lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è lievemente aumentato rispetto al trimestre precedente, all’11,3% (dal 10,9%); i tempi di vendita sono rimasti sostanzialmente stabili, a 7,5 mesi. È diminuita la percentuale di agenzie che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti (25,8%, da 27,6%).

Rimane ampio il divario fra prezzi offerti e domandati

Secondo l’indagine della Banca d’Italia, il divario fra prezzi richiesti e domandati si conferma la causa prevalente di cessazione dell’incarico, perché le proposte di acquisto sono ritenute troppo basse dai venditori (54,3% degli agenti) oppure perché i compratori giudicano troppo elevati i prezzi offerti (50,5%).

La quota di acquisti finanziati da mutuo è salita

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è tornata a salire, al 73,8% (dal 71,5%), riportandosi sui valori dell’estate del 2019. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile è appena diminuito, al 76,7%.