
Nel primo trimestre del 2026 la domanda di abitazioni si è indebolita rispetto al trimestre precedente, mentre l’offerta rimane limitata. Le condizioni di accesso al credito restano distese e continuano a incidere in misura modesta sulle cessazioni degli incarichi a vendere degli agenti immobiliari.
Lo segnala il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia relativo al 1° trimestre 2026, realizzato da Banca d’Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa e diffuso oggi.
L’indagine, condotta presso un campione di circa 1500 agenzie immobiliari dal 30 marzo al 4 maggio 2026, evidenzia un calo delle compravendite intermediate dagli agenti immobiliari maggiore rispetto all’ultimo trimestre del 2025 e indicazioni di rialzo dei prezzi di vendita delle abitazioni in aumento sul territorio nazionale.
Le condizioni di accesso al credito rimangono distese
Nel primo trimestre del 2026, la quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario si è attestata al 65%, “sostanzialmente in linea con i trimestri precedenti e su livelli storicamente elevati”.
Il rapporto tra prestito e valore dell’immobile è rimasto sostanzialmente stabile, intorno al 77%.
La quota di agenzie che segnala le difficoltà di accesso al credito tra le principali cause di cessazione dell’incarico è rimasta stabile, al 17%, indicando un’incidenza contenuta delle condizioni creditizie sulle interruzioni delle trattative.
La domanda si indebolisce rispetto al trimestre corrispondente; l’offerta rimane contenuta
Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei potenziali acquirenti si è attestato a -15 punti percentuali, “deteriorandosi sensibilmente rispetto al quarto trimestre del 2025 (-5 punti) ma in misura molto più contenuta nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente”.
Dal lato dell’offerta, i nuovi incarichi a vendere segnano ancora una flessione diffusa, con un saldo pari a -28 punti, sostanzialmente in linea con i trimestri precedenti.
Lo stock degli incarichi ancora da evadere resta su valori molto negativi, pur registrando un parziale recupero rispetto al trimestre precedente (-29 punti, da -34 nel quarto trimestre 2025).
I rialzi dei prezzi si intensificano in misura diffusa sul territorio nazionale
Nel primo trimestre del 2026 le indicazioni di rialzo dei prezzi di vendita delle abitazioni si sono rafforzate: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione si è attestato a 12 punti percentuali, da 9 nel trimestre precedente.
“Il saldo è positivo in tutte le macroaree, con i valori più elevati nel Nord-Est (17 punti) e nel Centro (13 punti), in un contesto in cui l’offerta rimane limitata su tutto il territorio. Nel Sud e Isole si è registrato un marcato ampliamento del saldo sia rispetto al quarto trimestre del 2025, quando era pressoché nullo, sia sul trimestre corrispondente dello scorso anno. In questa area geografica permangono tuttavia dinamiche molto differenziate tra le aree urbane, dove prevalgono nettamente giudizi di aumento, e quelle non urbane, in cui il saldo rimane prossimo allo zero”, si legge nel report.
Margini di trattativa e tempi di vendita in lieve calo
Lo sconto medio rispetto al prezzo inizialmente richiesto dal venditore si è ridotto rispetto al quarto trimestre del 2025, riportandosi sul livello registrato nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Il divario tra macroaree rimane ampio: lo sconto è particolarmente contenuto nel Nord-Est (5 punti), dove le pressioni al rialzo sui prezzi sono più intense, mentre nel Sud e Isole, pur in leggero calo, resta il più elevato a livello nazionale, in particolare nei centri minori.
Anche i tempi medi di vendita si sono ridotti, tornando anch’essi sul livello del primo trimestre del 2025.
Compravendite in calo rispetto a un anno prima
La quota di agenzie che hanno concluso almeno una compravendita nel periodo di riferimento è risultata pari all’87%, in lieve calo rispetto al quarto trimestre del 2025 (90%) ma di poco superiore allo stesso periodo dell’anno precedente (85%). Le transazioni hanno riguardato prevalentemente abitazioni preesistenti, in quota sostanzialmente stabile rispetto ai trimestri precedenti (82%).
Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione delle vendite rispetto al trimestre precedente si è attestato a -19 punti percentuali (da -15 negli stessi tre mesi del 2025). “Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, il saldo negativo si è ampliato a -17 punti (da -13), segnalando una flessione delle transazioni più marcata rispetto a un anno fa. Il peggioramento è ascrivibile alle sole aree urbane, specialmente quelle maggiori”, prosegue l’analisi di Banca d’Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa.
I canoni di locazione continuano a salire, ma a tassi sensibilmente meno accentuati
Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei canoni si è attestato a 31 punti percentuali, in calo rispetto ai trimestri precedenti, con una flessione più pronunciata nelle aree urbane. Il rallentamento è particolarmente accentuato nel Nord Est e nel Centro, dove il saldo è sceso a 30 punti da, rispettivamente, 43 e 47 nel trimestre precedente, mentre nel Sud e Isole rimane più sostenuto (39 punti).
Le attese sui canoni per il trimestre successivo risultano ancora positive (19 punti), ma anch’esse in netta diminuzione rispetto ai trimestri precedenti.
Dal lato dell’offerta, i nuovi incarichi a locare segnano ancora una contrazione diffusa (-29 punti), pur in lieve attenuazione rispetto ai valori registrati nei trimestri precedenti.
La percezione di un impatto delle locazioni brevi sui canoni rimane diffusa
La quota di agenzie che giudica rilevante la presenza delle locazioni brevi nel proprio mercato di riferimento si mantiene stabile, di poco superiore al 50%, con incidenze più elevate nel Centro e nel Sud e Isole (65 per cento in entrambe le macroaree). Tra queste agenzie, l’88% indica effetti al rialzo sui canoni di locazione di durata superiore ai trenta giorni; la quota di chi ne valuta l’impatto come particolarmente rilevante è in lieve aumento rispetto al trimestre precedente, al 60%.
Le attese degli operatori si deteriorano leggermente su tutti gli orizzonti temporali
Le condizioni attese del mercato in cui opera l’agenzia nel trimestre successivo risultano in peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, con un saldo di -14 punti percentuali (da -10). Le previsioni sui nuovi incarichi a vendere restano improntate alla cautela, con un saldo di -12 punti, in lieve peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-10 punti).
Il deterioramento delle aspettative si accentua sull’orizzonte di più lungo periodo: il saldo relativo alla situazione del mercato immobiliare nazionale nel biennio successivo scende a -22 punti da -4 nel quarto trimestre del 2025, con un peggioramento particolarmente marcato nel Centro, dove il saldo passa da +9 a -16 punti.























