Banca d’Italia: aumentati gli impieghi di intermediari non bancari e confidi nel 2022

Nel 2022 è proseguita la crescita degli impieghi degli intermediari creditizi non bancari. Nei comparti del leasing e del factoring le attività sono aumentate del 3%, a 81 miliardi. Nei settori del credito al consumo e della cessione del quinto dello stipendio o della pensione gli impieghi hanno accelerato al 15%, raggiungendo 42 miliardi. È quanto emerge dalla Relazione annuale sul 2022, diffusa oggi dalla Banca d’Italia.

Migliora la qualità del credito

La qualità del credito è lievemente migliorata: al lordo delle rettifiche di valore l’incidenza dei finanziamenti deteriorati sul totale si è ridotta di 0,6 punti percentuali rispetto al 2021, al 4,4%. Il valore delle operazioni di cartolarizzazione gestite dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo ex art. 106 del Testo unico bancario (Tub) nel comparto delle attività di riscossione dei prestiti ceduti e di svolgimento dei servizi di cassa e di pagamento (servicing) è salito del 5%.

La quota di mercato del complesso delle operazioni di cartolarizzazione relativa a questi intermediari è rimasta stabile nel confronto con quella delle banche (47 e 53 per cento, rispettivamente).

Aumenta la redditività

La redditività degli intermediari creditizi non bancari è nel complesso aumentata. Il risultato di esercizio è cresciuto a un miliardo, più del doppio del 2021, grazie all’incremento del margine di intermediazione (5,2%) e al dimezzamento del costo legato al rischio di credito, dovuto al forte miglioramento del saldo tra rettifiche e riprese di valore sui crediti.
Il rapporto tra i fondi propri e le attività ponderate per il rischio (total capital ratio) è leggermente sceso, dal 16,4 al 15,9%, a causa dell’incremento delle attività; rimane ben superiore al requisito previsto dalla normativa (6%).

Diminuiscono le garanzie rilasciate dai confidi

Nel 2022 l’ammontare delle garanzie rilasciate dai confidi iscritti nell’albo ex art. 106 del Tub è diminuito dell’11%, a 6,9 miliardi. L’incidenza delle garanzie deteriorate sul totale di quelle rilasciate ammontava al 19,5% (22,2 nel 2021).
La redditività del settore è rimasta limitata, a causa dell’alta incidenza dei costi fissi. Anche nel comparto dei confidi il rapporto tra i fondi propri e le attività ponderate per il rischio si è mantenuto elevato, al 36,4%.