Banca d’Italia: mutui, sale la quota di acquirenti in difficoltà a reperire un finanziamento. Valore più alto dal 2014

Banca d'Italia, logoNel II trimestre del 2023 la quota di operatori che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti è aumentata dello 0,8%, raggiungendo quota 30,9% (da 30,1% del I trimestre), il valore più alto dalla fine del 2014. Lo segnala il “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 2° trimestre 2023”, diffuso oggi dalla Banca d’Italia e condotta presso 1.455 agenti immobiliari dal 19 giugno al 19 luglio 2023.

Dall’indagine emerge che nel II trimestre le indicazioni di un calo dei prezzi degli immobili residenziali sono divenute più diffuse, seppure in presenza di una quota ancora maggioritaria di giudizi di stabilità; il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione è diventato negativo, riportandosi sui livelli dell’inizio del 2021. La quota di agenti che hanno concluso almeno una transazione è rimasta stabile, su livelli elevati. I tempi di vendita e lo sconto medio rispetto alle richieste iniziali sono leggermente aumentati, pur rimanendo contenuti.

Sconto medio pari all’8,5%

Lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali è leggermente aumentato (all’8,5% da 8,2%), mantenendosi tuttavia su valori bassi nel confronto storico; anche i tempi di vendita si sono lievemente allungati (a 5,8 mesi da 5,5; tavola e fig. 2), pur rimanendo su livelli contenuti.

Cause della cessazione dell’incarico a vendere

Circa la metà degli agenti segnala che fra le cause prevalenti di cessazione dell’incarico a vendere vi è un valore delle offerte ricevute ritenuto troppo basso dal venditore oppure un prezzo richiesto giudicato troppo elevato dai compratori.

Acquisti assistiti da mutuo nel 64,1% dei casi

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è risultata invariata su livelli storicamente contenuti (al 64,1%). Il rapporto fra l’ammontare del prestito e il valore dell’immobile è rimasto pressoché invariato al 76,7 %.

Le prospettive sono in forte peggioramento, e gli agenti prefigurano un calo dei prezzi di vendita

Le aspettative degli agenti per il III trimestre prefigurano un marcato deterioramento sia del mercato di riferimento degli operatori, sia di quello nazionale: i saldi tra attese di miglioramento e di peggioramento sono scesi a -39,3 e -42,9 punti percentuali (rispettivamente da -21,2 e -25,8 nell’indagine precedente), su livelli registrati solo durante le fasi più acute della crisi pandemica e a seguito della crisi dei debiti sovrani; anche le attese su un orizzonte biennale si sono fortemente deteriorate. Con riferimento al trimestre in corso, si è ulteriormente ampliato il saldo negativo fra le attese di aumento e quelle di diminuzione sia dei nuovi incarichi a vendere (-29,3 punti percentuali, da -13,4) sia dei prezzi di vendita (a -31,5 punti percentuali, da -17,5).

Canoni di affitto al rialzo

Nel mercato degli affitti i canoni sono indicati in aumento e gli agenti si attendono ulteriori rialzi anche nel trimestre in corso. La percentuale di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile nel II trimestre è ulteriormente aumentata (all’80,1% da 78,1% della precedente rilevazione). I giudizi di aumento dei canoni di affitto continuano a prevalere su quelli di riduzione, con un saldo che, seppur in attenuazione rispetto a tre mesi fa, resta su valori elevati (a 43,5 punti percentuali, da 45,9); dinamiche analoghe si osservano per le attese per il trimestre in corso. Nel II trimestre il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore è salito leggermente (al 2,4% dal 2%), pur rimanendo al di sotto del livello medio osservato dall’inizio della rilevazione. La quota di agenzie che hanno riportato un aumento degli incarichi a locare si conferma nettamente inferiore a quella di chi ne ha segnalato una riduzione, con un saldo in lieve peggioramento (a -39,2 punti percentuali, da -37,5).