Banca d’Italia: mercato delle abitazioni, prezzi stabili nel II trimestre 2022. Diminuisce del 2,2% il ricorso al mutuo

Nel II trimestre del 2022 il 67,2% degli agenti immobiliari ha riportato una stabilità dei prezzi rispetto al trimestre precedente. La percentuale è in aumento rispetto ai primi tre mesi dell’anno, quando si attestava al 62,6%. È quanto emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, diffuso oggi dalla Banca d’Italia.

Secondo l’indagine, condotta presso 1.465 agenti immobiliari dal 23 giugno al 20 luglio 2022, la percentuale di coloro che ne ravvisano un aumento è scesa al 22,2% da 24%, ma anche quella di coloro che ne ravvisano una riduzione (10,6% da 13,4%). Di conseguenza, è leggermente salito il saldo positivo fra i giudizi di aumento e riduzione delle quotazioni immobiliari (11,6 punti percentuali, da 10,6).

Nonostante che i tempi di vendita e lo sconto medio sul prezzo richiesto si collochino ai loro minimi storici, gli agenti segnalano un peggioramento delle condizioni della domanda: la quota di operatori che hanno venduto almeno un immobile è scesa, pur mantenendosi su livelli elevati, e il saldo negativo fra i giudizi di aumento e riduzione del numero dei potenziali acquirenti si è ampliato. Anche i nuovi incarichi a vendere si confermano in diminuzione. Le prospettive si sono deteriorate, con riferimento sia al proprio mercato sia a quello nazionale. Su tali valutazioni pesano i rincari energetici e l’invasione dell’Ucraina, che contribuirebbero a influenzare al ribasso sia il numero dei potenziali acquirenti sia i prezzi di vendita delle abitazioni.

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è scesa al 67,5% dal 69,7% del I trimestre. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile è di nuovo lievemente aumentato, al 78,9%, il valore più alto dall’inizio della rilevazione.