Banca d’Italia: tassi all’1,73% ad aprile. Prestiti alle famiglie cresciuti del 4,1%

Banca d'Italia, logoAd aprile i tassi di interesse sui mutui casa, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,73%, in lieve calo rispetto all’1,72% di marzo. Lo ha comunicato la Banca d’Italia con il report Moneta e banche, che ha registrato un andamento crescente da inizio anno, passando dall’1,61% di gennaio all’1,64% a febbraio, per arrivare a 1,72% a marzo e a 1,73% ad aprile.

Il confronto con i dati dell’Abi

I dati della Banca d’Italia, contenenti statistiche aggregate a livello nazionale sul sistema bancario in gran parte definite secondo gli schemi armonizzati dell’Eurosistema, risultano leggermente più alti rispetto a quelli diffusi dal bollettino mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Dall’inizio dell’anno, secondo il monthly otulook, i tassi sui mutui sono passati dall’1,27% di gennaio all’1,3% di febbraio, per attestarsi a 1,36% a marzo e a 1,34% ad aprile. Erano all’1,25% a gennaio 2020 ma al 5,72% a fine 2007.

I tassi sulle altre operazioni

Ad aprile i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,95%, secondo la Banca d’Italia. Erano al 7,98% a marzo. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,19% (1,25% a marzo), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,8%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,77%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,32% (0,33% nel mese precedente).

Prestiti alle famiglie salite del 4,1% rispetto al 2020

Secondo il report Moneta e banche, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti ad aprile del 3,7% sui dodici mesi (3,9% nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 4,1% sui dodici mesi (3,2% a marzo) mentre quelli alle società non finanziarie, sono aumentati del 4,5% (5,7% nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti del 9,6% sui dodici mesi (contro il 9,9% in marzo); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 4,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente (-3,9% in marzo). Le sofferenze sono diminuite del 18,3% sui dodici mesi (in marzo la riduzione era stata del 18,5%). “La variazione può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione”, precisa l’analisi.