Banca d’Italia: mutui, tassi a 1,79% a ottobre

Banca d'Italia, logoA ottobre i tassi sui mutui si sono attestati all’1,79%, in lieve aumento dall’1,74% di settembre. Lo ha reso noto oggi la Banca d’Italia, che ha diffuso il report Banche e moneta: serie nazionali.

Il dato di Bankitalia riguarda il Taeg (Tasso annuale effettivo globale) ed è comprensivo delle spese accessorie dei prestiti per comprare casa. Da inizio anno il Taeg è salito dello 0,18%. A gennaio si collocava infatti a 1,61%. È aumentato fino a giugno per poi avere un andamento altalenante. Nel dettaglio, è stato pari all’1,64% a febbraio, all’1,72% a marzo, all’1,74% ad aprile, all’1,76% a maggio, all’1,77% a giugno. A luglio è sceso leggermente all’1,75% per poi arrivare a 1,85% ad agosto e tornare a 1,74% a settembre.

I tassi sugli altri prestiti

I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono stati pari al 7,92% a ottobre, in calo rispetto all’8,03% del mese precedente. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,14% (1,16% a settembre), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,74%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,77%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,30% (0,31% nel mese precedente).

Crescita stabile

Secondo Moneta e banche, a ottobre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1,6% sui dodici mesi (1,7% nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,7% sui dodici mesi (3,6% nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,6% (0,7% nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti del 6,9% sui dodici mesi (contro il 7,4% di settembre); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 3,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente (-6,4% in settembre).

Sofferenze bancarie ancora in calo

Le sofferenze sono diminuite del 19,6% sui dodici mesi (in settembre la riduzione era stata del 22,5%); una variazione che, secondo la Banca d’Italia, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.