Banca d’Italia: immobiliare, percentuale di agenti che hanno venduto casa ai massimi dal 2009

Banca d'Italia Logo UltimoNel IV trimestre del 2021 si sono rafforzati i segnali di rialzo dei prezzi di vendita e dei canoni di affitto delle abitazioni. Aumenta anche la percentuale di case vendute con un mutuo. A rilevarlo è il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia di marzo, diffuso oggi da Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate.

Secondo l’analisi, condotta presso 1.560 agenti immobiliari dal 10 gennaio al 9 febbraio scorsi, la quota di agenti che hanno concluso transazioni ha raggiunto i massimi dall’inizio della rilevazione. La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione tra ottobre e dicembre è salita all’86,7% dall’82,4% dei tre mesi precedenti: è il livello più alto dal 2009, quando Bankitalia ha avviato il report.

Caratteristiche di abitazioni e acquirenti

Rispetto alla rilevazione di un anno prima, la superficie media degli immobili intermediati è rimasta pressoché stabile: per il 56,9% è compresa fra 80 e 140 mq e per il 37% è inferiore agli 80 mq. La quasi totalità delle case vendute era libera; circa tre quarti risultava parzialmente da ristrutturare, contro poco meno del 20% di abitazioni nuove o in ottimo stato. La classe energetica degli immobili si conferma mediamente bassa, con il 64,1% delle unità vendute di classe F o G. In linea con l’anno precedente, il 46,3% dei potenziali acquirenti intendeva acquistare una prima casa di proprietà per sé o per i propri familiari e circa il 30% desiderava cambiare abitazione; è lievemente aumentata, al 16,9% la quota di coloro che hanno ricercato una seconda casa a fini di investimento.

Aumentano le vendite con mutuo

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è salita dal 71,3% al 73%, avvicinandosi ai valori dell’estate del 2019. Il report della Banca d’Italia segnala che il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile è rimasto pressoché stabile intorno al 78%.

Salgono i canoni di affitto

La percentuale di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile nel IV trimestre è leggermente diminuita, scendendo al 79,4% dall’80,2% del III trimestre. “Nelle aree urbane i giudizi di aumento dei canoni di affitto sono tornati a prevalere su quelli di riduzione (con un saldo di 8,4 punti percentuali, da -6,3%); nelle aree non urbane il saldo, già positivo nelle due rilevazioni precedenti, si è ulteriormente ampliato (12 punti, da 10,9%) – precisa il sondaggio della Banca d’Italia -. È altresì proseguito il rialzo del saldo tra le attese di aumento e diminuzione dei canoni di locazione per il trimestre in corso (10 punti percentuali, da 5,7%); il saldo è maggiore nelle aree non urbane. Il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore è rimasto stabile al 3,2%. Il saldo negativo tra la quota di agenzie che hanno riportato incarichi a locare in crescita nel IV trimestre e quelle che ne hanno segnalato una diminuzione si è ulteriormente ampliato (-31,9%, da -25,2%)”.