Banca d’Italia, Tecnoborsa, Agenzia delle Entrate: case, tempi di vendita in aumento. Scendono al 65,3% le compravendite finanziate con mutuo

Nel IV trimestre del 2022 sono aumentati i tempi di vendita degli immobili e lo sconto medio sul prezzo richiesto dal venditore, che resta la causa prevalente di cessazione dell’incarico a vendere. Sotto il profilo dei finanziamenti, è scesa la quota di abitazioni acquistate con un mutuo ed è cresciuta del 3,3% la quota di operatori che segnalano difficoltà a reperire un mutuo per i propri clienti. È quanto emerge dal “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 4° trimestre 2022”, condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate (Omi) con frequenza trimestrale.

Secondo l’indagine condotta presso 1.446 agenti immobiliari dal 9 gennaio al 3 febbraio 2023, nel IV trimestre dello scorso anno le valutazioni di diminuzione dei prezzi delle abitazioni hanno leggermente superato quelle di aumento, per la prima volta dalla metà del 2021, anche se quasi due terzi degli operatori continuano ad attendersi prezzi stabili. Sono inoltre risultate più diffuse le attese di un calo delle quotazioni per il trimestre in corso. La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione ha raggiunto un nuovo massimo dall’inizio della rilevazione nel 2009. Tuttavia, i nuovi incarichi a vendere si confermano in flessione e i giudizi di riduzione del numero dei potenziali acquirenti continuano a prevalere su quelli di aumento, anche se in misura inferiore rispetto al trimestre precedente.

Le prospettive sulla situazione del mercato immobiliare rimangono sfavorevoli, anche con riferimento a un orizzonte biennale; secondo una larga maggioranza degli agenti nei prossimi dodici mesi l’andamento dell’inflazione al consumo inciderà negativamente sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita.

Il saldo tra indicazioni di rialzo e di ribasso delle quotazioni immobiliari è tornato negativo

Con riferimento al IV trimestre del 2022 il sondaggio congiunturale delle abitazioni segnala una diminuzione, sebbene resti preponderante, della quota di operatori che esprimono giudizi di stabilità delle quotazioni immobiliari (a 64,9%, da 67,7% nella rilevazione precedente). Il saldo fra i giudizi di aumento e riduzione dei prezzi è tornato negativo per la prima volta dal II trimestre del 2021 (a -0,9 punti percentuali, da 4,3 nel III trimestre 2022).

Lo sconto medio sui prezzi e i tempi di vendita sono in lieve aumento

Lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è aumentato per il secondo trimestre consecutivo (all’8,8%, da 8,4% della precedente rilevazione), mantenendosi tuttavia su valori contenuti. Anche i tempi di vendita sono risultati in lieve risalita, attestandosi a 6,1 mesi rispetto ai 5,9 precedenti, pur rimanendo in prossimità dei minimi dall’inizio della rilevazione.

Il divario fra prezzi offerti e domandati resta la causa prevalente di cessazione degli incarichi a vendere

Più della metà degli agenti indica come causa prevalente di cessazione dell’incarico a vendere il valore delle offerte ricevute ritenuto troppo basso dal venditore o i prezzi richiesti giudicati troppo elevati dai compratori.

La quota di acquisti finanziati da mutuo è scesa al 65,3%

È aumentata di 3,3 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione, portandosi al 28,2% (il valore più alto dalla fine del 2015), la quota di operatori che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti.

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è scesa dal 68% al 65,3%. Il rapporto fra l’ammontare del prestito e il valore dell’immobile è rimasto su valori elevati, intorno al 77%, pur in calo di quasi 2 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione.

I canoni di affitto correnti e attesi sono di nuovo segnalati in aumento

La percentuale di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile nel IV trimestre è rimasta stabile a circa il 77%. I giudizi di aumento dei canoni di affitto prevalgono nettamente su quelli di riduzione, con un saldo più ampio rispetto all’indagine precedente. Nel dettaglio la percentuale è passata dal 31,9% al 36,3%, raggiungendo il valore più alto dall’inizio della rilevazione. Appaiono in rialzo anche le attese sui canoni di locazione per il trimestre in corso (con un saldo pari a 34,5 punti, da 21,8%).
Il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore è rimasto pressoché stabile, al 2,4%. La quota di agenzie che hanno riportato un aumento degli incarichi a locare si conferma inferiore a quella di chi ne ha segnalato una riduzione, in misura più ampia rispetto all’indagine precedente (a -36,5 punti percentuali da -29,3).