Banche, Abi chiude il fondo di solidarietà. Sindacati protestano

La disdetta del fondo esuberi rappresenta una grave provocazione dell’Abi. A sostenerlo è stato lo scorso 7 aprile Agostino Cassarà, segretario generale aggiunto di Dircredito, sindacato che tutela gli interessi dei lavoratori del comparto del credito, della finanza e delle attività collaterali con particolare attenzione a quadri e dirigenti.

Il commento segue la decisione dell’Associazione bancaria italiana di interrompere la trattativa che era in corso sull’utilizzo del fondo di solidarietà a sostegno dei redditi di chi va anticipatamente in pensione in modo volontario.

In un documento presentato ai sindacati, l’Abi ha fatto presente “che  il Fondo registra un appesantimento molto oneroso” e ha annunciato “in modo unilaterale, la decisione di eliminare la volontarietà da parte del lavoratore del pensionamento anticipato” ha spiegato Cassarà. E ha denunciato: “Di fatto in questo modo l’uscita diventa obbligatoria”. Il segretario ha sottolineato come, negli  ultimi dieci anni, circa 30.000 lavoratori siano usciti dalle aziende volontariamente e come i sindacati abbiano dato la disponibilità a ridurre del 10% l’importo dell’assegno di sostegno, purché venisse mantenuta la volontarietà.

L’associazione delle banche ha chiuso la porta proprio in apertura di vertenza contrattuale. “In questo modo si assume una grave responsabilità, quella di mettere in pericolo la concertazione – afferma Cassarà -. La nostra risposta unitaria non potrà che essere forte per riportare sui giusti binari una trattativa che l’Abi mostra di mal digerire”.

Banche, Abi chiude il fondo di solidarietà. Sindacati protestano ultima modifica: 2011-04-11T07:01:00+00:00 da Flavio Meloni

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