Banche, aumentano le sofferenze e diminuisce la raccolta

Secondo i dati di Palazzo Koch il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti complessivi, annualizzato e al netto dei fattori stagionali, ha raggiunto infatti il 2,2%. Questo parametro tiene conto della posizione del debitore nei confronti dell’intero sistema bancario e non soltanto di un singolo intermediario. L’aumento del tasso di ingresso in sofferenza è stato particolarmente marcato per i prestiti alle imprese, valore che si è attestato al 3,1% dal 2,6%. È stato più marcato per le imprese del Mezzogiorno, tra le quali l’incidenza di nuove sofferenze è arrivata al 4,3%, rispetto al 2,8% per le imprese del Centro Nord. Ed ha riguardato in misura maggioreI i prestiti alle imprese manifatturiere e a quelle delle costruzioni. Anche la qualità del credito concesso alle famiglie consumatrici ha continuato a deteriorarsi: il tasso d’ingresso in sofferenza è salito all’1,5% dall’1,3% del secondo trimestre. Sulla base di informazioni preliminari, il peggioramento della qualità degli attivi bancari sarebbe proseguito anche nei mesi di ottobre e novembre.

La crescita modesta della raccolta

La raccolta delle banche italiane è aumentata del 2,1% nei 12 mesi terminanti in novembre. Il dato segna una lieve ripresa rispetto minimo storico registrato in settembre, pari allo 0,5%. Un contributo significativo è stato fornito in questo senso dall’accelerazione dei depositi da residenti, pari al 6,2%, e la più contenuta flessione di quelli da non residenti (-10,6%). Il basso livello dei tassi di interesse continua ad associarsi a una rapida espansione dei conti correnti (11,2%) e a una forte contrazione dei pronti contro termine (-30,6%). È diminuita, tornando su valori negativi, la dinamica dei

depositi delle società non finanziarie, mentre hanno accelerato quelli delle famiglie (rispettivamente, -0,9% e 5,3%). Dal lato dell’attivo dei bilanci bancari, permane rapida l’espansione dei titoli diversi da azioni, in particolare dei titoli pubblici.

La redditività bancaria rimane contenuta

Secondo le relazioni consolidate dei 5 maggiori gruppi bancari, nei primi 9 mesi del 2009 gli utili netti sono risultati inferiori di circa il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, riflettendo il forte aumento delle perdite su crediti. Il rendimento del capitale e delle riserve (Roe) è pertanto calato, in termini annualizzati, al 4,2%, dal 9% dello stesso periodo del 2008. Tutti i principali intermediari hanno registrato una flessione del margine di interesse (-5,5%) e delle commissioni nette (-16,1%), che ha compensato il contributo positivo alla crescita degli utili delle attività di trading e della riduzione dei costi operativi (-5,9%). A fronte di un risultato di gestione sostanzialmente stabile, la diminuzione degli utili è stata determinata dall’aumento delle svalutazioni su crediti, che hanno assorbito oltre la metà del risultato di gestione (11 miliardi in valore assoluto), contro circa un quarto nei primi nove mesi del 2008 (5 miliardi). Dal confronto fra i 3 trimestri del 2009 si evidenzia peraltro una tendenza alla stabilizzazione dei risultati reddituali.

Banche, aumentano le sofferenze e diminuisce la raccolta ultima modifica: 2010-01-18T09:54:46+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: