Banche e AI: investimenti per 593 mln, GenAi in sorpasso. La fotografia della Banca d’Italia

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Nel 2024 il sistema finanziario italiano ha investito 593 milioni di euro in intelligenza artificiale (AI). La cifra proviene quasi integralmente dalle banche. Nell’89% dei casi si è trattato di nuovi progetti, contro il 39% dell’anno precedente.

A confermare la forte accelerazione nell’adozione di questa tecnologia è l’ultimo report della Banca d’Italia, l’Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari – 2025, condotta nel 2025 e diffusa a fine dicembre, che evidenzia come un terzo degli intermediari (di cui la metà banche) abbia istituito una struttura per la governance dell’AI e ha censito 798 sistemi di AI, di cui il 55% catalogato a rischio limitato, il 34% a rischio minimo, l’11% ad alto rischio. L’analisi registra inoltre una prevalenza di progetti di GenAI sia in fase di studio che in fase realizzativa e stima che nel 2025 l’adozione di GenAI supererà quella di tecniche AI più tradizionali in termini di numero di nuovi progetti entrati in produzione.

L’AI riveste un ruolo cruciale nelle strategie digitali degli intermediari; in particolare le strategie digitali delle banche di grandi dimensioni risultano condizionate dall’adozione di queste tecnologie; anche le strategie delle banche di minori dimensioni ne risentono – si legge nel rapporto -. L’AI facilita l’automazione dei processi interni semplificando i flussi operativi; inoltre, arricchisce l’offerta di servizi digitali alla clientela attraverso chatbot mediante cui raccomandare prodotti ed offrire consulenza e assistenza. L’adozione dell’AI da parte degli intermediari è guidata principalmente dall’intelligenza artificiale generativa (GenAI), che caratterizza oltre la metà delle nuove iniziative di investimento; la GenAI è impiegata prevalentemente nelle attività operative; in altri ambiti, come l’intermediazione del credito, vengono adoperati in prevalenza modelli predittivi basati su tecniche di machine learning”.

I progetti di investimento

Distinguendo i flussi per tecnologia, l’Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari – 2025 della Banca d’Italia, evidenzia un netto incremento di investimenti in progetti che includono l’AI generativa.

Le tecnologie più ricorrenti per numero di progetti sono:

  • machine learning, 46%;
  • GenAI, 32%;
  • elaborazione del linguaggio naturale (NLP), meno del 17%;
  • realtà aumentata (AR), meno del 6%.

L’impiego nelle attività operative. Poco meno della metà dei progetti insiste sulle attività operative, in aumento rispetto alla precedente indagine. Si tratta per lo più di progetti a supporto del personale operativo o della rete commerciale nello svolgimento di task specifici, come ad esempio il recupero di informazioni normative disponibili ma disperse nel set informativo aziendale; in altri casi, i progetti prevedono servizi a supporto della clientela attraverso chatbot
Nelle attività operative la GenAI risulta la tecnologia principale.

L’impiego nell’intermediazione del credito. La seconda area di impiego dell’AI è rappresentata dall’intermediazione del credito (costante rispetto all’indagine del 2023), dove le tecniche di AI sono utilizzate per migliorare il processo di gestione dei prestiti nella fase di valutazione di affidabilità creditizia (modelli di credit scoring), di erogazione (soluzioni per i prestiti rapidi) e di monitoraggio (sistemi di early warning e di gestione dei crediti in sofferenza): questi progetti sono realizzati principalmente sfruttando modelli predittivi basati su tecniche di machine learning.

Risk management, investimento e gestione del risparmio. Ulteriori soluzioni riguardano il risk management, in diminuzione rispetto all’indagine 2023, che trovano applicazione soprattutto nella gestione dei rischi di frode e di riciclaggio. Il ML si conferma la tipologia più utilizzata, sebbene risultino in fase di studio e sperimentazione applicazioni basate su NLP e GenAI nell’ambito dell’analisi normativa. Rimangono costanti, infine, le applicazioni nei servizi di investimento e gestione del risparmio.

Lo stato dell’arte. Quasi la metà dei progetti risulta in produzione, il 30% in fase realizzativa e la parte restante in fase di studio. L’analisi evidenzia un graduale spostamento verso tecniche più innovative. Registra inoltre una prevalenza di progetti di GenAI sia in fase di studio che in fase realizzativa e stima che nel 2025 l’adozione di GenAI supererà quella di tecniche AI più tradizionali in termini di numero di nuovi progetti entrati in produzione.

Governance dell’AI prevista da un terzo degli intermediari

Un terzo degli intermediari (di cui la metà banche) ha istituito una struttura per la governance dell’AI. L’Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari – 2025 della Banca d’Italia fotografa l’inquadramento di tali strutture nelle unità che coordinano le strategie di trasformazione digitale (9%), nei comitati di governance per l’AI (5%), nei centri di competenza e gli hub per l’AI (4%), o in altri comitati o organi strategici già esistenti (15%).

Valutazione di rischio

Secondo gli intermediari, l’adozione dell’intelligenza artificiale può mantenere invariato o ridurre il livello complessivo dei rischi. La permanenza di rischi collegati ad ambiti nei quali la tecnologia potrebbe determinare un incremento dei rischi operativi IT, richiede formazione del personale e monitoraggio dei sistemi.

Quanto al censimento e di valutazione del rischio dei sistemi di AI ai sensi del Regolamento UE sull’intelligenza artificiale (AI Act), il 30% degli intermediari (tra cui il 72% per le banche significative) ha già avviato o avvierà entro il 2026 l’attività.

Tra gli intermediari che hanno avviato il censimento, poco più della metà ha anche avviato le attività di aggiornamento dei presidi dei rischi e di governance dell’AI, mentre il 26% prevede di avviarle entro il 2026. Al momento risultano censiti 798 sistemi di AI, di cui l’11% catalogato ad alto rischio e il 55% a rischio limitato; il restante 34% è considerato a rischio minimo.