Banche, i sindacati scrivono agli istituti popolari per chiedere maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende

Fabi LogoLa trasformazione in Spa delle grandi banche popolari, imposta dalla riforma voluta dal governo Renzi, offre “l’imperdibile possibilità per dare un segnale concreto e di grande importanza a favore di una richiesta di partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende, con l’obiettivo di sviluppare logiche virtuose di democrazia economica, che favoriscano la tutela degli azionisti di minoranza, dei lavoratori e del territorio in cui operano le banche, il legame con il quale deve essere comunque costantemente implementato e valorizzato”. A scriverlo sono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Sinfub, Ugl Credito, Uilca e Unità Sindacale in una lettera indirizzata ai presidenti e agli amministratori delegati di Banca Popolare di Bari, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Etruria, Banca Popolare Milano, Banco Popolare, Banca Popolare Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Credito Valtellinese, Ubi Banca e VenetoBanca.

Nella lettera i rappresentanti sindacali chiedono “di prevedere nella futura struttura societaria, in coerenza con l’impianto di governance che sarà posto in essere nei vostri istituti, forme di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso propri rappresentanti. Crediamo che questa soluzione consentirebbe di dare una risposta positiva a istanze che da tempo avanziamo in tal senso e di inserire un elemento positivo in un processo di trasformazione che noi non condividiamo, ma insieme possiamo contribuire a migliorare, con un comune lavoro costruttivo, in linea con le proficue relazioni sindacali che caratterizzano il settore del credito e le aziende che presiedete. Quella che si presenta nel settore bancario italiano è una opportunità irripetibile, che dobbiamo insieme valorizzare, con il coinvolgimento della Banca centrale europea e della Banca d’Italia, quali massime istituzioni bancarie europee e del Paese di vigilanza e indirizzo, ai cui presidenti, Mario Draghi e Ignazio Visco, lo scorso 4 settembre abbiamo inviato una lettera dello scorso 4 settembre, in cui abbiamo espresso i nostri auspici in rifermento alla partecipazione. Una missiva con la quale abbiamo espresso la nostra preoccupazione, più volta ribadita in varie sedi, per i rischi sotto il profilo della tenuta occupazionale del settore del credito italiano, che possono essere determinati dai futuri processi di trasformazione delle banche interessate e dalle conseguenti, possibili, operazioni di aggregazione societaria. Cogliamo quindi l’occasione per esprimervi la nostra ferma esortazione a progettare e affrontare tali scenari con grande senso di responsabilità, in ottica costruttiva e lungimirante, senza cedere alla tentazione di una massimizzazione dei profitti a breve termine attraverso il mero taglio dei costi e la riduzione del personale, ma in favore di logiche sostenibili di sviluppo delle aziende, da condividere in un assiduo e proficuo dialogo sociale. Siamo disponibili, naturalmente, a confronti e incontri per meglio chiarire la nostra proposta in tema di partecipazione e per aprire una comune analisi dei futuri scenari e delle possibili soluzioni per governarne le inevitabili ricadute sulle lavoratrici e i lavoratori”.

Consulta il testo della lettera

 

 

Banche, i sindacati scrivono agli istituti popolari per chiedere maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende ultima modifica: 2015-09-17T10:44:52+00:00 da Redazione

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