Experian: banche, IA resta priorità strategica ma ora si cerca un ritorno economico

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L’89% degli istituti di credito considera l’intelligenza artificiale una priorità strategica alta o critica ma il 38% fatica ancora a dimostrare un ritorno tangibile sugli investimenti già in atto. È quanto emerge da una ricerca condotta da Experian tra i senior decision maker negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Gli intervistati confermano che l’IA è diventata una strategia di business fondamentale per i servizi finanziari, tanto che l’89% degli intervistati afferma che l’intelligenza artificiale (IA) svolgerà un ruolo critico nell’intero ciclo di vita del credito, dall’erogazione alla gestione del recupero.

Nonostante ciò, un numero significativo di istituti di credito rimane comunque cauto. Le principali barriere all’adozione dell’IA risultano:

  • la complessità di integrazione,
  • l’incertezza sul ritorno sull’investimento (ROI),
  • i costi elevati,
  • la mancanza di competenze interne.

Fattori che, secondo Experian, confermano “la priorità per le imprese di credito di avere evidenze accurate e misurabili delle implementazioni in corso prima di espandere l’integrazione dell’AI“.

Cosa accade in Italia

La tendenza globale è vividamente riflessa in mercati europei chiave come l’Italia.

Nel nostro Paese, secondo recenti report nazionali di settore, l’adozione dell’IA si sta concretizzando in tre aree chiave:

  • miglioramento del servizio di assistenza ai clienti (61%),
  • personalizzazione delle iniziative marketing (55%),
  • automazione dei processi (54%).

Direzioni applicative che “confermano l’allineamento con le priorità di efficienza e accuratezza evidenziate a livello internazionale”.

Le aspettative delle banche: innovazione negli Usa; IA etica e conformità normativa in GB

Interrogati sugli obiettivi primari dei loro investimenti in IA, gli istituti di credito si concentrano sull’ottenimento di benefici chiari e misurabili.

In cima alla lista dei risultati attesi si trovano:

  1. una maggiore efficienza operativa (ricercata dal 78% degli intervistati),
  2. una migliore accuratezza nelle decisioni di credito (77%),
  3. una più efficace mitigazione del rischio (61%).

La ricerca di Experian individua, inoltre, la fiducia come fondamento essenziale per partnership di successo. Il fattore numero uno per costruire tale fiducia è indiscutibilmente la qualità dei dati.

Lo studio ha anche rivelato una divergenza chiave nelle priorità a livello regionale: gli istituti di credito statunitensi danno priorità a innovazione e trasparenza, mentre le loro controparti britanniche pongono maggiore enfasi su IA etica e conformità normativa.

Questa sfumatura sottolinea la necessità di partner IA in grado di navigare sia l’innovazione che i complessi panorami normativi che caratterizzano il mondo del credito.