Banche, le remunerazioni di manager e operatori sotto la lente della Banca d’Italia

Il livello e le modalità con cui sono computate e corrisposte le retribuzioni dei manager e degli operatori del sistema finanziario sono da sempre oggetto di analisi della teoria economica e giuridica. Mieli ha perciò illustrato le posizioni emerse sul tema delle remunerazioni del management delle società di capitali in generale, per poi concentrarsi sulle specificità del settore finanziario e sulle problematiche messe in luce dalla crisi finanziaria. Si è poi soffermato sulle ragioni e finalità delle misure adottate in ambito nazionale e internazionale. E infine ha spiegato l’attività di regolamentazione e controllo svolta dalla Banca d’Italia.

La situazione in Italia

Mieli ha sottolineato come il problema abbia riguardato solo marginalmente le banche italiane. La politica di retribuzione da esse adottata riflette infatti le caratteristiche di fondo del nostro sistema bancario. “La prevalenza dell’attività tradizionale, l’assenza di operatori di rilevanza sistemica specializzati nelle attività maggiormente sensibili (trading e asset management), il limitato grado di mobilità nel “mercato” dei managers unitamente alla contenuta proiezione internazionale hanno favorito l’adozione di sistemi retributivi incentrati su compensi fissi e bonus annuali, contenuti nel confronto internazionale” ha affermato. In particolare, secondo gli approfondimenti condotti dalla Banca d’Italia, la quota media della retribuzione variabile corrisposta al top management dei primi 5 gruppi bancari nazionali risulta pari al 30% circa della remunerazione complessiva annua; nei 3 gruppi che presentano una percentuale superiore, la componente variabile è correlata a obiettivi pluriennali corretti per il rischio. La parte variabile della remunerazione viene corrisposta prevalentemente in contanti; il ricorso a incentivi azionari (stock option e/o strumenti equity related) è limitato, anche per effetto della recente (2006-2008) abrogazione del trattamento fiscale di favore. In base all’informativa di bilancio sulle parti correlate, i compensi corrisposti dai primi 5 gruppi ad amministratori, top management e dirigenti con responsabilità strategiche sono ammontati, in media, all’1,2% del costo complessivo del personale e all’1% circa del margine di intermediazione.

Le verifiche della Banca d’Italia

Il controllo sulla conformità sostanziale con la normativa nazionale di politiche e prassi di remunerazione del sistema è iniziata nell’autunno 2008. Tale attività è stata arricchita attraverso l’esame della documentazione sottoposta all’approvazione dell’assemblea dei soci. “Nel mese di ottobre dello scorso anno, la Banca d’Italia ha chiesto a 6 grandi gruppi bancari italiani (rappresentanti una quota maggiore del 60% del totale attivo) di effettuare un’autovalutazione sulla conformità delle proprie politiche agli standard elaborati dal Financial Stability Board e di pianificare gli interventi diretti a realizzare l’adeguamento agli stessi principi” ha spiegato Mieli. Risultato: le banche italiane hanno in larga parte realizzato o pianificato gli interventi diretti ad assicurare il rispetto sostanziale della normativa di vigilanza e dei principi di carattere generale definiti in sede internazionale. Le differenze tuttora esistenti nella struttura della retribuzione dei 6 grandi gruppi riflettono le caratteristiche operative e dimensionali degli intermediari interessati; in particolare, per alcuni intermediari l’incidenza percentuale della parte variabile della retribuzione riconosciuta al top management e alle figure aziendali di vertice rimane contenuta e i piani di incentivazione a medio e lungo termine sono monetari invece che azionari.

I sistemi già adottati o in via di definizione prevedono un incremento della parte variabile di lungo termine correlata a indicatori di performance (pay for performance) e sostenibilità. “Il processo di definizione e controllo del sistema retributivo risulta sostanzialmente conforme con la normativa nazionale e i principi internazionali; si registra una crescente consapevolezza della necessità di assicurare una governance appropriata alle politiche di remunerazione, assicurando la trasparenza del procedimento e coinvolgendo attivamente tutte le funzioni aziendali competenti” ha proseguito Mieli. E ha concluso affermando che le banche maggiori e di quelle quotate stanno cercando di definire dei piani di incentivazione di lungo termine subordinati anche al raggiungimento di obiettivi di performance.

Leggi l’intervento.

Banche, le remunerazioni di manager e operatori sotto la lente della Banca d’Italia ultima modifica: 2010-04-28T07:10:00+00:00 da Flavio Meloni

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