Banche o mediatori? Il mercato dei mutui in Australia premia il lavoro dei mediatori

Una recente mystery shopping (indagine nascosta condotta dall’istituto di ricerca che si finge consumatore per valutare le tariffe proposte dai diversi istituti) della società di ricerca australiana Cora Data relativamente alla vendita di prodotti mutuo ha posto in primo piano il ruolo dei mediatori creditizi che, in una speciale classifica di preferenza, stanno davanti a banche e istituti di credito. Il risultato suona come una presa in giro per l’Australian Consumers’ Association (l’Assoconsumatori) secondo cui il servizio offerto ai consumatori da parte dei mediatori creditizi è invece piuttosto scadente.

 

L’ACQUIRE Index mostra così il primato dei mediatori alla luce di una classifica stilata sulla secondo sette parametri: per qualità, competenza e attenzione al cliente sulla vendita del mutuo i broker risultano più professionali rispetto ai loro “concorrenti” istituzionali.

“L’indagine rivela che i mediatori creditizi sono, agli occhi dei consumatori, molto più efficienti, operativi e attenti rispetto alle banche, istituti di credito e building societies”: così si legge nel report di Core Data.

Il maggior successo da parte dei mediatori creditizi è stato ottenuto nella categoria “under standing” a proposito dell’abilità nel comprendere le esigenze dei clienti: i mediatori hanno infatti aiutato l’87,5% dei propri clienti a sottoscrivere un mutuo per l’acquisto della casa, contro il 78,5% e il 78,1% di banche e building societies.

Nella categoria “assurance” – che invece determina la capacità nello spiegare i risvolti giuridici e contrattuali dei prodotti e delle tipologie di finanziamento – i mediatori sono ancora al vertice della classifica con l’87,6%, mentre banche e building societies hanno totalizzato rispettivamente il 85.3% e il 84%.

Il rapporto di Core Data evidenzia anche che a seguito dell’introduzione National Consumer Credit Protection Act a tutela dei consumatori, il lavoro dei mediatori si è rivelato qualitativamente superiore rispetto a banche e building societies soprattutto in termini di compliance: infatti hanno ottenuto uno score pare al 61,4% da parte dei consumatori, davanti a banche (57,4%) e building societies (50,3%).

Andrew Inwood, head of mortgage research di Core Data, ha sottolineato come i mediatori abbiamo ottenuto “una percentuale molto alta di preferenze da parte dei consumatori”.

“I mediatori – ha aggiunto Inwood – hanno compiuto uno sforzo notevole per conoscere, prima, e seguire, poi, i propri clienti. Non solo, ma le loro entrate sono legate all’acquisto del mutuo da parte dei consumatori, quindi i mediatori hanno tutto l’interesse a essere professionali e veloci nel servizio che garantiscono ai mutuatari: per questo sono molto più efficienti di tante banche”.

Commentando i risultati, Phil Naylor – ceo di Mortgage & Finance Association of Australia (MFAA), organizzazione costituita per garantire il corretto funzionamento del settore mutui in Australia e Nuova Zelanda – ha sottolineato la presa in giro dell’Assoconsumatori che, come detto, descriveva il servizio dei broker approssimativo e poco attento alle esigenze dei consumatori. “Come MFAA non siamo affatto sorpresi da quanto emerso dall’indagine di Core Data, e il motivo è molto semplice: oggi in Australia il 41% dei mutui viene venduto da mediatori creditizi”.

Tuttavia l’aspetto più significativo del report è il primeggiare dei mediatori nella categoria “quality”, vale a dire nella qualità delle informazioni fornite a clienti e consumatori a proposito del miglior prodotto mutuo sul mercato per le esigenze di questi ultimi.

Banche o mediatori? Il mercato dei mutui in Australia premia il lavoro dei mediatori ultima modifica: 2011-09-27T08:02:54+00:00 da Flavio Meloni

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