Banche, solo l’1% degli ad è donna. Banca d’Italia propone quota rosa di un terzo negli organi di controllo

Banca d'Italia, logoFra il 2011 e il 2019, si legge nel rapporto pubblicato oggi, la presenza delle donne negli organi di amministrazione delle società quotate in Borsa e delle società a controllo pubblico è salita rispettivamente dal 7% al 37% e dall’11% al 25%. Anche nel settore bancario la quota delle donne negli organi amministrativi è generalmente in crescita. Tuttavia, la presenza femminile varia dal 37% per le banche quotate al 15% per le non quotate. È quanto emerge dall’Osservatorio interistituzionale sulla partecipazione femminile negli organi di amministrazione e controllo delle società italiane, realizzato e diffuso l’8 marzo 2021 dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri, dalla Consob e dalla Banca d’Italia.

Si tratta della prima analisi ricognitiva dell’Osservatorio, nato nel 2018 con l’obiettivo di verificare nel tempo gli effetti dell’applicazione della legge n. 120/2011 (cosiddetta legge Golfo-Mosca), che insieme con il D.P.R. 30 novembre 2012 n. 251, ha introdotto obblighi di equilibrio di genere nelle posizioni decisionali e negli organi di amministrazione e controllo delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni e delle società le cui azioni sono quotate nei mercati regolamentati.

Presenza femminile al 24% nelle società private senza quote rosa

Nelle società private in cui non si applica la disciplina sulle “quote rosa” la presenza femminile è cresciuta tra il 2011 e il 2019 a ritmo ben più lento, dal 22% al 24%. Gli incarichi di maggiore rilievo restano appannaggio prevalente degli uomini.

Le donne amministratore delegato: solo l’1% nelle banche

Secondo l’osservatorio sulla partecipazione femminile negli organi di amministrazione e controllo, nelle società quotate solo il 2% delle donne negli organi amministrativi ricopre il ruolo di amministratore delegato, tale percentuale scende all’1% nelle banche.

Le donne negli organi di controllo: dal 7% al 39% grazie alle quote rosa. Al 18% nelle banche

Per quanto riguarda gli organi di controllo delle società, la dinamica osservata è in linea con quella descritta per gli organi di amministrazione.  La crescita della presenza femminile è significativa nelle società per le quali sono previste le quote di genere: a fine 2019 era pari al 39% (dal 7% del 2011) nelle quotate e al 33% (dal 17%) nelle società a controllo pubblico. Resta, invece, ben più contenuta nelle società private e nelle banche (rispettivamente 22% e 18%).

Applicazione disomogenea

Ne risulta, quindi, che “a fronte di un innegabile avanzamento rispetto alla situazione precedente all’entrata in vigore della legge 120/2011, permangano eterogeneità nella partecipazione femminile agli organi di amministrazione e controllo e ai processi decisionali delle società secondo l’esistenza e la natura dei vincoli normativi in materia di quote di genere”.

L’Osservatorio interistituzionale auspica, pertanto, che l’analisi svolta possa costituire il punto di partenza di un percorso più ampio, “attraverso il quale il tema della parità di genere negli organi di governo e controllo delle imprese potrà essere ulteriormente approfondito e indagato per trovare soluzioni adeguate, anche coerentemente con gli obiettivi della strategia della Commissione Europea sulla parità di genere 2020-2025”.

Le modifiche proposte dalla Banca d’Italia

Il tema della diversità di genere è oggetto di interventi specifici anche nel settore bancario. La Banca d’Italia a fine 2020 ha posto in consultazione alcune modifiche alle Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario per rafforzare l’attuale disciplina, che già richiede a tutte le banche di assicurare l’adeguata diversificazione degli organi collegiali in termini di competenze, età, genere e provenienza geografica. Con le modifiche poste in consultazione, la Banca d’Italia propone l’introduzione di una quota di genere per cui almeno un terzo dei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle banche appartenga al genere meno rappresentato. Propone inoltre ulteriori indicazioni, non vincolanti, per favorire la presenza delle donne anche negli incarichi di maggiore rilievo.