Banche, Visco: implicazioni della pandemia e prospettive

Banca d'Italia, logoLe conseguenze della gravissima crisi globale causata dalla diffusione del nuovo coronavirus sono ancora molto difficili da valutare. Per affrontare con successo le sfide poste dai cambiamenti intervenuti nei mercati, le banche devono proseguire con rinnovato vigore nell’azione di rafforzamento istituzionale, organizzativo e patrimoniale e possono trovare un’occasione importante nel programma Next Generation Eu. È il messaggio lanciato oggi dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione della riunione del comitato esecutivo.

Visco, in merito al programma Next Generation Eu, ha sottolineato come “i benefici che l’Italia potrà trarne dipenderanno dalla capacità di proporre interventi mirati e coerenti con gli obiettivi e i requisiti del programma e di attuarli in tempi rapidi e senza sprechi. Si potranno così anche porre le condizioni per conseguire un progressivo e continuo riequilibrio dei conti pubblici, evitando che il maggiore indebitamento finisca per aggravare i problemi del Paese, anziché alleviarli”.

La crisi causata dal coronavirus

Secondo il governatore di Bankitalia, le conseguenze della gravissima crisi globale causata dalla diffusione del nuovo coronavirus sono ancora molto difficili da valutare. “La portata di questo evento senza precedenti nella storia recente è evidente nei costi che tuttora produce in termini di vite umane, di relazioni sociali, di risultati economici – ha affermato –. L’incertezza sulle prospettive incide negativamente sulle decisioni di spesa delle famiglie e delle imprese; nonostante una recente, leggera, tendenza al miglioramento, la fiducia rimane, non solo in Italia, su valori molto bassi. Sulle prospettive di crescita gravano ancora importanti rischi che richiedono chiarezza sull’orientamento delle politiche, anche nel medio periodo. La pandemia non sta evolvendo, a livello globale, come molti avevano sperato”.

Se protratto, l’elevato risparmio precauzionale, diffuso anche in altri paesi avanzati, può frenare la ripresa globale nei prossimi mesi, rischiando di radicarsi nei comportamenti delle famiglie e delle imprese. Secondo i sondaggi della Banca d’Italia, la propensione alla riduzione delle spese considerate comprimibili, quali quelle per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatro, sembra interessare non solo i nuclei con maggiori difficoltà economiche, ma anche una quota rilevante di famiglie che non sono incorse in perdite di reddito significative e che non prevedono di subirle neanche in futuro.

Gli aiuti dall’Ue e il programma Next Generation Eu

La scorsa settimana il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha confermato che l’orientamento della politica monetaria resterà molto accomodante per un periodo prolungato, essendo pronto, se necessario, ad adeguare tutti gli strumenti disponibili per adempiere il suo mandato. L’accomodamento monetario mira a conseguire l’obiettivo del progressivo ritorno a una crescita dei prezzi prossima al 2%. “Andranno a tal fine valutati tutti i fattori che possono ostacolare questo percorso, considerando, e contrastando, tutte le possibili pressioni al ribasso: quelle conseguenti ad andamenti della domanda di beni e servizi e dell’occupazione peggiori del previsto, così come quelle dovute a variazioni nelle aspettative di inflazione o all’andamento del cambio – ha aggiunto Visco -. Resta essenziale il supporto delle politiche di bilancio, a livello sia nazionale sia europeo. I provvedimenti in favore delle famiglie e delle imprese continueranno a essere cruciali per alleviare i problemi di liquidità, sostenere la domanda aggregata, lenire il disagio sociale e contrastare l’ampliamento delle disuguaglianze. Per ridurre l’incertezza e porre le basi per il ritorno a una crescita stabile e sostenuta dell’economia e dell’occupazione, la soluzione dei problemi sanitari e le necessarie misure di stabilizzazione macroeconomica vanno però accompagnate da interventi risoluti sul piano delle infrastrutture, non solo materiali”.

La decisione europea di costituire un fondo volto a garantire il benessere delle nuove generazioni è un passo avanti di importanza storica, secondo il governatore. “Con le risorse del programma Next Generation Eu si può, e si deve, contribuire a cambiare l’ambiente economico e sociale, favorire la nascita e la crescita di imprese che aiutino a rispondere in modo efficace alle sfide prodotte dalle modifiche delle abitudini di consumo, di interazione sociale, di organizzazione dell’attività produttiva. In tutti paesi vanno individuati percorsi di riforma volti a innalzare il potenziale di crescita, garantendo l’equità e la sostenibilità, non solo finanziaria, dello sviluppo economico”, ha affermato Visco nel suo discorso odierno in occasione della riunione del comitato esecutivo.

A questo scopo, nel nostro Paese “occorre guardare ai progetti che le ingenti risorse messe a disposizione dai programmi europei rendono possibili non nell’ottica di una ordinaria legge di bilancio, ma concentrandosi su quegli interventi in grado di farci recuperare i ritardi strutturali che più hanno ostacolato, e ancora ostacolano, la ripresa della crescita e la creazione di occasioni di lavoro, qualificate e stabili. A essi può accompagnarsi la risposta dell’intero tessuto produttivo; bisogna anche considerare come gli sforzi delle famiglie e delle imprese possano essere sostenuti dall’intermediazione finanziaria”.

Le sfide per le banche

Le sfide che derivano dalla crisi indotta dalla pandemia si affiancano a quelle che le banche stavano già affrontando. Nel prossimo futuro occorrerà soddisfare i maggiori requisiti patrimoniali connessi con l’adozione di nuove regole e il phase-in di quelle già decise (nell’ambito delle ultime riforme concordate dal comitato di Basilea; con la progressiva deduzione dal capitale delle rettifiche di valore effettuate in sede di prima adozione del principio contabile Ifrs 9; per il rispetto del requisito minimo di fondi propri e altre passività, Mrel; con riferimento alla revisione dei modelli interni condotta dalla vigilanza unica). “Si tratta di misure che sono state in parte rimandate o diluite nel tempo affinché non determinassero in questa fase effetti prociclici, ma alle quali è comunque necessario prepararsi in anticipo; da esse dipende, alla lunga, la capacità degli intermediari di resistere agli shock avversi e di contribuire al rafforzamento dell’economia – ammonisce Visco -. Resta importante proseguire nell’azione di recupero di livelli di redditività che consentano di operare con successo sul mercato”.

Forti pressioni alla redditività bancaria deriveranno da “i bassi tassi di interesse che prevarranno ancora a lungo, la presenza di reti di distribuzione fisica obsolete, l’adeguamento delle strutture informatiche, l’aumento della concorrenza da parte di nuovi operatori e delle grandi società tecnologiche”. Lo sviluppo del Fintech consente tanto alle banche quanto agli intermediari non bancari di rispondere con successo e reciproci benefici alle richieste della clientela.

Per cogliere queste opportunità occorrono competenze e investimenti che non sono alla portata di tutte le banche. La sfida è particolarmente difficile e urgente per quelle (spesso, ma non solo, di piccola dimensione) che già si trovavano in una situazione di debolezza prima dello scoppio della crisi o che hanno da poco avviato percorsi di rilancio a seguito di gravi difficoltà, percorsi resi inevitabilmente più complessi dall’attuale situazione congiunturale. “Gli investimenti in tecnologia rivestono un ruolo primario. Grazie a essi è possibile gestire più efficacemente i rischi, ottimizzare i processi di produzione, offrire nuovi servizi. Sono fondamentali per ridurre i costi e perseguire una più efficiente organizzazione del lavoro. Informazioni preliminari mostrano, ad esempio, come una quota non trascurabile del calo dei costi operativi registrato nel primo semestre dell’anno sia riconducibile alla riduzione delle spese di manutenzione degli immobili e a quelle di movimento del personale; un utilizzo accorto, anche se certo non esclusivo, del lavoro cosiddetto agile e delle comunicazioni a distanza può consentire di rendere strutturale una parte di questi risparmi”, precisa il governatore della Banca d’Italia.