Banco Bpm, nel I semestre utile in calo dell’82,5%

Banco Bpm LogoIl consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 30 giugno 2020. Il Gruppo ha registrato un risultato di gestione pari a 747,8 milioni e un utile netto di 105,2 milioni.

Il primo semestre dell’esercizio, si legge in una nota, è stato influenzato dall’emergenza internazionale per l’epidemia Coronavirus.

In tale contesto, caratterizzato da pesanti ripercussioni sull’economia mondiale nonché sull’operatività delle imprese, il Gruppo ha posto in essere un’articolata serie di misure finalizzate alla tutela della clientela e dei propri dipendenti, nonché al sostegno concreto delle imprese, delle famiglie e delle comunità nelle quali il Gruppo opera, in osservanza alle normative vigenti.

La Banca ha continuato ad assicurare il massimo livello di sicurezza per i propri dipendenti e per i propri clienti sviluppando la modalità di lavoro in ”smart working” ed un modello di interazione basato sul rafforzamento dell’utilizzo di canali digitali.

Con l’attenuarsi delle misure restrittive imposte per fronteggiare la crisi sanitaria, il Gruppo ha posto in essere una serie di iniziative finalizzate al ripristino della piena operatività, nel rispetto delle disposizioni previste in materia di tutela della salute di clienti e colleghi. In particolare è stata messa in atto la progressiva riapertura delle filiali situate nelle zone più colpite e, alla fine del mese di luglio, risultano aperte 1.581 filiali.

La Banca ha proceduto altresì all’attivazione delle misure adottate dal Governo, che hanno comportato la concessione di moratorie nei pagamenti, la sospensione delle rate dei mutui, l’erogazione o la rinegoziazione di finanziamenti a fronte di garanzie pubbliche e l’anticipo della cassa integrazione.

Sulla base delle evidenze gestionali a fine luglio, l’ammontare complessivo dei crediti a fronte dei quali la banca ha accordato le misure di moratoria previste dal Decreto Cura Italia e dal Protocollo ABI è pari a € 16,1 miliardi (di cui € 12,9 miliardi a favore di imprese). A fronte di tali esposizioni, l’importo delle rate oggetto di sospensione è risultato pari a € 2,3 miliardi.

Inoltre, nell’ambito delle misure governative a sostegno dell’economia, la Banca ha stanziato oltre € 11,5 miliardi (già deliberati o in fase di delibera) a favore delle aziende coperti dalle garanzie previste dai decreti legge.

Particolare attenzione è stata dedicata alla semplificazione dell’operatività della clientela per garantire, attraverso il potenziamento delle transazioni online e di digital banking, la gestione “omnichannel“ della relazione con il cliente (mediante contatti telefonici, internet e mail) e lo sviluppo di nuove procedure informatiche per accelerare le fasi di approvazione ed erogazione del credito.

La presenza della banca è stata rafforzata anche attraverso opportune e tempestive informazioni, a clienti e colleghi, circa le misure messe in atto a fronte dell’emergenza Covid-19. L’attività di informazione si è concretizzata con comunicazioni dirette dell’Amministratore delegato, iniziative di Direct Email Marketing, Post Social e messaggi informativi sui servizi di YouWeb e Webank, nonché con periodiche note informative destinate ai colleghi.

Infine Banco Bpm ha voluto confermare la propria vicinanza ai territori attraverso donazioni e progetti di raccolta fondi (anche con la partecipazione dei vertici aziendali), mettendo a disposizione delle associazioni beneficiarie (comunità locali, ospedali e istituti di ricerca) un ammontare complessivo di circa € 4 milioni. Non solo, ha continuato a sostenere importanti progetti per la comunità.  Ad esempio il recente Grande Trittico Lombardo che si è corso tra Legnani, Lissone e Varese dove Banco Bpm era main sponsor. 

Banco Bpm ha inoltre recepito la comunicazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo 2020 che raccomandava alle banche vigilate di non procedere al pagamento di dividendi (non ancora deliberati) e di non assumere alcun impegno irrevocabile per il loro pagamento per gli esercizi 2019 e 2020 almeno fino al 1° ottobre 2020. Con successiva comunicazione del 27 luglio, Bce ha esteso al 1° gennaio 2021 il divieto di distribuzione dei dividendi, al fine di rafforzare la dotazione patrimoniale delle banche e per poter disporre di più ampi mezzi a sostegno delle famiglie e delle imprese nella congiuntura derivante dall’emergenza sanitaria in corso.

Il Gruppo, nel corso del semestre, ha proseguito inoltre le proprie attività progettuali e realizzato importanti operazioni di capital management. Nel mese di gennaio è stata perfezionata la seconda emissione di strumenti Additional Tier 1 (la prima era avvenuta ad aprile 2019) per un ammontare di € 400 milioni, destinata ad investitori istituzionali.

A tale operazione è seguita, in febbraio, una nuova emissione obbligazionaria senior non preferred di € 750 milioni, con scadenza a 5 anni, che si inserisce nel Programma Emtn del Gruppo.

In tale contesto, caratterizzato da forti elementi di incertezza sull’economia globale e italiana direttamente o indirettamente collegati all’epidemia Coronavirus, il Gruppo ha registrato un risultato di gestione pari a € 747,8 milioni ed un utile netto di € 105,2 milioni.

L’andamento economico della gestione del primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019

Il margine di interesse si attesta a € 953,6 milioni e si confronta con il dato di € 1.011,3 milioni del corrispondente periodo del precedente esercizio. L’andamento del margine risulta impattato negativamente dall’andamento dei tassi di interesse e dal minor contributo delle attività non commerciali, oltre a risentire del minor apporto derivante dai crediti non performing come conseguenza del piano di derisking realizzato negli scorsi esercizi.

Il risultato delle società partecipate, valutate con il metodo del patrimonio netto, è positivo per € 70,3 milioni rispetto al dato di € 69,4 milioni rilevato nel primo semestre dello scorso esercizio. Nell’ambito di tale aggregato l’apporto principale è fornito dal credito al consumo veicolato dalla quota partecipativa detenuta in Agos Ducato. La voce include anche il contributo di € 6,6 milioni relativo al secondo trimestre della collegata Anima Holding S.p.A., valutata con il metodo del patrimonio netto a decorrere dal 1 aprile 2020.

Le commissioni nette ammontano a € 816,9 milioni, con un calo dell’8,0% rispetto agli € 888,2 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. La contrazione risulta generalizzata per tutte le componenti dell’aggregato (servizi di gestione, intermediazione e consulenza -8,2%; tenuta, gestione conti correnti e finanziamenti – 5,0%; servizi di incasso e pagamento -13,5%) a seguito degli impatti sull’operatività conseguenti alle misure di lockdown.

Gli altri proventi netti di gestione sono pari a € 31,6 milioni, in flessione di € 10,5 milioni rispetto al primo semestre 2019, principalmente per la progressiva contrazione delle commissioni di istruttoria veloce (-40,9%) e per il minor apporto dei proventi per affitti (-14,6%) che risentono del processo di progressiva cessione degli immobili per investimento.

Il risultato netto finanziario è pari a € 124,1 milioni rispetto a € 83,0 milioni del primo semestre dello scorso esercizio.

Tale risultato include l’impatto positivo derivante dalla variazione del proprio merito creditizio sulla valutazione dei certificates emessi dal Gruppo per € 40,6 milioni. Al netto di tale componente, il risultato netto finanziario del primo semestre 2020 risulta sostanzialmente allineato al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Si ricorda che nel primo semestre 2019 erano state rilevate plusvalenze, per complessivi € 70,7 milioni, su titoli iscritti nel portafoglio delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, di cui € 59,8 milioni relative a Nexi S.p.A..

In virtù delle dinamiche descritte, il totale dei proventi operativi ammonta quindi a € 1.996,5 milioni, in calo del 4,7% rispetto al primo semestre 2019, principalmente per effetto delle componenti sopra descritte relative al margine di interesse e alle commissioni.

Le spese per il personale, pari a € 817,0 milioni, evidenziano una riduzione del 3,2% rispetto a € 843,9 milioni del primo semestre dello scorso esercizio. Il numero totale dei dipendenti è pari a n. 21.852 risorse alla data del 30 giugno 2020, rispetto alle n. 21.941 risorse in organico a fine 2019.

Le altre spese amministrativeBanco Bpm Logo risultano pari a € 308,7 milioni con una riduzione del 6,5% rispetto al primo semestre del 2019, grazie al rigoroso controllo dei costi, nonostante i maggiori oneri derivanti dalla gestione dell’emergenza Covid-19.

Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali ammontano complessivamente a € 123,1 milioni, rispetto a € 131,1 milioni del 30 giugno 2019, ed includono svalutazioni per € 2,1 milioni. Il confronto con il primo semestre 2019 evidenzia una sensibile riduzione degli ammortamenti su attività materiali (€ – 10,3 milioni), anche conseguente al processo di razionalizzazione del comparto immobiliare avviato dal Gruppo.

Il totale degli oneri operativi risulta pari a € 1.248,7 milioni con una riduzione del 4,3% rispetto al primo semestre 2019.

Il risultato della gestione operativa risulta pertanto pari a € 747,8 milioni in calo di € 41,2 milioni (-5,2%) rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.

Le rettifiche nette su finanziamenti verso clientela sono pari a € 476,2 milioni, in crescita di € 126,6 milioni rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Tale importo comprende rettifiche su crediti performing per € 111,2 milioni. L’impatto derivante dalla considerazione dello scenario macroeconomico post-Covid-19, è stimato pari a circa € 140 milioni. Per tale effetto il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi netti, risulta pari a 88 b.p. rispetto ai 66 b.p. del corrispondente periodo dello scorso esercizio (73 b.p. al 31 dicembre 2019). Al netto del suddetto impatto il costo del credito si sarebbe attestato a 62 b.p.

l risultato della valutazione al fair value delle attività materiali evidenzia al 30 giugno 2020 minusvalenze per € 5,4 milioni.

Nel conto economico del primo semestre sono state inoltre registrate rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie per € 8,4 milioni (trascurabile l’importo della voce al 30 giugno 2019).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ammontano a € 7,6 milioni; nel corrispondente periodo dello scorso esercizio erano stati rilevati stanziamenti per € 5,7 milioni.

Nel primo semestre dell’esercizio 2020 non sono stati registrati utili da cessione di partecipazioni e investimenti di importo rilevante; al 30 giugno dello scorso esercizio erano presenti le plusvalenze conseguite per effetto della riorganizzazione del comparto del credito al consumo (€ 189,5 milioni) e della realizzazione della partnership con Credito Fondiario nella gestione delle attività di recupero dei crediti deteriorati (€ 142,7 milioni).

Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte e degli oneri sistemici evidenzia un utile di € 250,4 milioni rispetto all’utile di € 743,7 milioni registrato nel primo semestre dello scorso esercizio, che peraltro includeva le plusvalenze da cessione di partecipazioni e rami d’azienda più sopra ricordate per € 336,8 milioni.

Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente alla data del 30 giugno 2020 sono pari a € -52,4 milioni (€ -81,1 milioni al 30 giugno 2019).

Al conto economico del periodo sono stati addebitati oneri relativi al sistema bancario al netto delle imposte per € 75,7 milioni (€ 56,9 milioni nel primo semestre 2019) riferiti al contributo ordinario al Single Resolution Fund (SRF) e al contributo addizionale al Fondo di Risoluzione Nazionale (per complessivi € 112,1 milioni al lordo delle imposte rispetto a € 84,2 milioni del 30 giugno 2019).

La voce del conto economico riclassificato, denominata Purchase Price Allocation al netto delle imposte, ammonta a € – 18,5 milioni. Il dato del primo semestre 2019 ammonta a € -7,2 milioni.

Considerata la quota del risultato economico attribuibile ai soci terzi, il primo semestre 2020 si chiude con un utile netto di periodo pari a € 105,2 milioni, rispetto al risultato netto di € 603,0 milioni realizzato al 30 giugno 2019. Al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile del semestre ammonta a € 128,4 milioni rispetto a € 300,8 milioni del 30 giugno 2019 (-57,3%).