Banco Bpm: risultato netto pari a 472 milioni di euro (+79,8%) nei primi 9 mesi del 2021

Banco Bpm LogoIl consiglio di amministrazione di Banco BPM, riunitosi ieri, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 30 settembre 2021 del gruppo e il piano industriale 2021-2024.

Nel corso dei primi nove mesi del 2021, il gruppo ha registrato una forte ripresa dei risultati operativi. In particolare, i proventi operativi sono risultati pari a 3,424 miliardi di euro con una crescita del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2020. La performance dei proventi operativi ha consentito il raggiungimento di un risultato della gestione operativa di 1,53 miliardi, in crescita del 20,8% rispetto ai primi nove mesi del 2020. Il risultato ante imposte sale a 788 milioni di euro, rispetto ai 449 milioni del 30 settembre 2020 con una crescita del 75,3%. A livello adjusted, tale risultato sale a 1,013 miliardi di euro, con una crescita del 138,8%. “In virtù delle dinamiche sopra riportate, il risultato netto del periodo si attesta a 472 milioni di euro rispetto ai 263 milioni del precedente esercizio con una crescita del 79,8%. A livello adjusted il risultato netto sale a 565 milioni di euro (+114,1% a/a)”, si legge in un comunicato stampa.

Crediti deteriorati

La capogruppo ha avviato “un’ulteriore accelerazione del processo di derisking attraverso un piano che prevede l’incremento del target di cessione a 650 milioni di euro che si aggiunge alla cessione di 1,5 miliardi di euro di sofferenze perfezionata nel mese di giugno (“Progetto Rockets”)”. Tale strategia di derisking, unitamente all’attività di workout, ha consentito “una significativa riduzione delle sofferenze, la cui incidenza sul totale dei crediti lordi si è ridotta dal 3,1% del 31 dicembre 2020 all’1,9% del 30 settembre 2021, portando il totale dei crediti non performing lordi da 8,6 miliardi di euro a 6,6 miliardi con un npe ratio lordo in riduzione dal 7,5% al 5,9% (4,8% calcolato secondo la metodologia Eba)”.

È proseguito il forte presidio del portafoglio crediti, attraverso un costante processo di monitoraggio del profilo creditizio della clientela “con particolare attenzione alle posizioni in moratoria covid-19 concesse il cui ammontare, stante anche la ridotta adesione da parte dei clienti al Dl “Sostegni Bis”, è sceso in maniera molto significativa a € 4,2 miliardi a fine settembre (-73% rispetto a € 16,2 miliardi originariamente concessi) e che, nell’ambito delle posizioni scadute entro settembre13, ha registrato un default rate dell’1,0% circa”.

Le erogazioni assistite da garanzia statale del periodo si attestano a 6,1 miliardi di euro (su un erogato complessivo di finanziamenti a medio-lungo termine di 16,9 miliardi), portando il totale erogato di tali crediti garantiti dal 2020 al 30 settembre 2021 a 16,3 miliardi di euro.

Si conferma molto solida la posizione patrimoniale, pur avendo già scontato nei primi nove mesi 2021 i previsti headwinds regolamentari riferiti all’intero 2021 (-95 p.b.): Cet1 Ratio phased-in e CET1 Ratio fully phased si attestano rispettivamente al 14,5% e al 13,3%; Mda buffer su Tcr phased-in e fully phased rispettivamente a 594 p.b. e a 453 p.b”, precisa la nota stampa.

L’andamento economico della gestione dei primi nove mesi del 2021 rispetto al 30 settembre 2020

Il margine di interesse si attesta a 1.535,6 milioni di euro, in crescita del 4,2% rispetto al dato dei primi nove mesi del 2020 (pari a 1.473,5 milioni di euro), per effetto del “maggior contributo apportato dalle operazioni di finanziamento Tltro III le quali, in considerazione del raggiungimento degli obiettivi di net lending, a partire dal 24 giugno 2020 prevedono la corresponsione di uno special interest, pari a -0,50%, in aggiunta al tasso applicabile (-0,50%) per tutta la durata del finanziamento”.

Il risultato delle società partecipate valutate con il metodo del patrimonio netto raggiunge 144,9 milioni di euro, in crescita rispetto al dato del corrispondente periodo dello scorso esercizio (pari a € 107,1 milioni). Il dato dei primi nove mesi 2021 include l’apporto della collegata Anima Holding (pari a € 43,2 milioni), valutata a patrimonio netto a decorrere dal secondo trimestre 2020. L’apporto principale alla voce in oggetto è fornito dal credito al consumo veicolato dalla quota partecipativa detenuta in Agos Ducato, pari a 81,9 milioni di euro, in crescita rispetto ai 74,8 milioni del 30 settembre 2020.

Le commissioni nette dei primi nove mesi ammontano a 1.425,4 milioni di euro, in significativa crescita (+15,5%) rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Tale dinamica è attribuibile al contributo sia dei servizi di gestione intermediazione e consulenza (+21,5% rispetto al 30 settembre 2020), sia del comparto dei servizi di banca commerciale (+9,7% rispetto ai primi nove mesi del 2020).

Gli altri proventi netti di gestione sono pari a 66,2 milioni di euro rispetto ai 43,3 milioni dei primi nove mesi dello scorso esercizio.

Probabile evoluzione della gestione

La pandemia in atto continua a condizionare il quadro globale, con prospettive che restano strettamente dipendenti sia dalla sua evoluzione che dalle misure adottate per contrastarla e contenerne gli impatti sull’attività economica – prevede il gruppo -. In tale scenario l’economia italiana, dopo un primo semestre dell’anno di forte recupero, nel terzo trimestre ha registrato una crescita ancora molto sostenuta, beneficiando in particolare dell’ottimo andamento dei settori dei servizi di mercato e dell’industria, cui hanno contribuito positivamente dal lato della domanda sia la componente nazionale che quella estera netta. Il trend in atto, che ha portato le organizzazioni internazionali e gli istituti di ricerca a rivedere nuovamente al rialzo le proprie stime, potrà beneficiare anche dell’impiego dei primi fondi del Next Generation EU e del permanere di condizioni monetarie favorevoli. Con riferimento all’andamento operativo del Gruppo nell’ultima parte dell’esercizio, il contesto esterno continuerà inevitabilmente a costituire un fattore rilevante di potenziale condizionamento ma, salvo peggioramenti del quadro di riferimento e dei mercati, il gruppo conferma l’aspettativa di un utile netto per azione di circa 35 centesimi che, considerata anche la robusta posizione patrimoniale, dovrebbe consentire la remunerazione degli azionisti, con un pay out ratio del 40% circa”.