Banco Bpm utile a 94 milioni nel I semestre

Banco Bpm LogoIl consiglio di amministrazione del Gruppo Banco Bpm, che ha approvato la relazione finanziaria consolidata semestrale del Gruppo Banco Bpm al 30 giugno 2017.

All’inizio del 2017, il Gruppo ha avviato le attività finalizzate all’integrazione operativa, completando l’operazione di conferimento patrimoniale, che ha dato luogo alla nascita della nuova Bpm s.p.a., e quella di fusione che ha portato alla nascita della Capogruppo Banco Bpm s.p.a.. Sono state inoltre completate tutte le fasi del processo che ha portato alla migrazione informatica della Bpm sul sistema operativo target a partire dal 24 luglio scorso. Nel contempo, è stato completato il processo di determinazione degli effetti della Purchase Price Allocation (Ppa) sugli attivi ed i passivi patrimoniali dell’ex Gruppo Bpm oggetto di acquisizione.

Gli impatti conseguenti, divenuti definitivi, sono stati riflessi nella relazione finanziaria consolidata semestrale, con limitate rettifiche rispetto a quelli riportati provvisoriamente nella situazione patrimoniale ed economica al 31 marzo 2017. Nel corso del mese di giugno, il Gruppo ha proseguito il derisking del portafoglio dei crediti deteriorati, dando luogo all’ulteriore cessione di un portafoglio di crediti a sofferenza per una esposizione complessiva pari a € 693 milioni. La cessione indicata, associata alla rilevazione patrimoniale dei crediti stralciati sulle sofferenze del perimetro dell’ex Gruppo Banco Popolare, avvenuta nel primo trimestre, ha consentito di rafforzare ulteriormente il livello complessivo delle coperture dei crediti deteriorati stessi (includendo gli stralci), pari al 50,7% al 30 giugno 2017. Sotto il profilo prettamente economico, il primo semestre 2017 vede una ripresa dei proventi operativi “core” a € 2.151 milioni (+5,6% anno su anno), sostenuti dall’ottimo andamento delle commissioni nette (€ 1.091 milioni +15,7% a/a) principalmente derivanti dalla crescita dei volumi di risparmio gestito del Gruppo.

Il margine di interesse è in flessione, pur beneficiando della riduzione del costo del funding e di un aumento dei volumi dei crediti in bonis, che però non compensano totalmente il calo dello spread medio applicato alla clientela, legato anche all’andamento dell’Euribor, in flessione a/a di 11 b.p., che si è concentrato nel secondo semestre 2016. I costi operativi pari a € 1.525 milioni sono in flessione del 5,5% anno su anno e, anche al netto delle componenti non ricorrenti positive registrate nel periodo e dell’impatto della PPA, sono in calo grazie alla riduzione delle spese del personale in seguito al calo dell’organico ed ai minori neri
legati alla componente variabile della retribuzione. In virtù della dinamica descritta, il risultato della gestione operativa, sempre al netto delle componenti non ricorrenti, si attesta quindi a € 854 milioni (+10,2% anno su anno). Le rettifiche su crediti sono state pari a € 647 milioni, con un confronto molto positivo rispetto al primo semestre 2016, che risentiva però di rettifiche straordinarie. Il semestre sconta inoltre importanti rettifiche a livello delle attività finanziarie per le note vicende che hanno interessato le “banche venete”, per un importo complessivo pari a € 7610 milioni. Pertanto, il risultato di periodo prima degli impatti della PPA al 1° gennaio 2017 si attesta a € 94 milioni rispetto alla perdita netta di € 230 milioni del primo semestre dello scorso esercizio. L’impatto del processo di PPA alla data di efficacia della fusione, ha determinato la rilevazione a conto economico di un “badwill” pari a € 3.076 milioni.

L’andamento economico della gestione
Il margine di interesse si attesta a € 1.060,0 milioni rispetto ai € 1.094,3 milioni del dato aggregato al 30 giugno 2016 registrando una flessione del 3,1% e del 7,5% su basi omogenee (escludendo il contributo delle componenti straordinarie e l’impatto dei “reversal effects” della PPA). Il calo annuale è principalmente imputabile ai minori contributi forniti dal portafoglio titoli (-€ 55 milioni rispetto al dato del primo semestre 2016) conseguente alla valutazione al fair value (nell’ambito della PPA) dei titoli di debito che la ex Banca Popolare di Milano deteneva nel portafoglio delle attività disponibili per la vendita. Il margine di interesse su basi omogenee evidenzia anche nel secondo trimestre un incremento (+1,2%) grazie alla crescita sia del margine commerciale sia di quello finanziario. Il risultato delle società partecipate, valutate con il metodo del patrimonio netto, è positivo per € 81,9 milioni, in crescita rispetto ai € 77,4 milioni rilevati nel primo semestre dello scorso esercizio (che includevano anche il contributo di Anima Holding per € 9,2 milioni, non più presente tra le società valutate a patrimonio netto dopo la vendita parziale della quota di interessenza nella stessa e la successiva riclassifica nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita), con una contribuzione del secondo trimestre pari a € 40,4 milioni, in leggero calo rispetto a quella del primo trimestre, pari a € 41,6 milioni, per effetto del contributo negativo registrato nel trimestre su Selma Bipiemme Leasing pari a € 10,5 milioni. Nell’ambito di tale aggregato, la contribuzione principale è stata fornita dal credito al consumo veicolato dalla quota partecipativa detenuta in Agos Ducato (€ 62,5 milioni, rispetto ai € 47,2 milioni del primo semestre 2016), seguita da quella del comparto assicurativo per un totale di € 20,6 milioni (€ 16,6 milioni al 30 giugno 2016). Le commissioni nette ammontano a € 1.090,7 milioni e sono in crescita del 15,7% rispetto ai € 942,7 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. La crescita è imputabile al comparto dei
servizi di intermediazione, gestione e consulenza, che salgono di € 164,9 milioni in valore assoluto rispetto al dato aggregato del primo semestre 2016, grazie essenzialmente alla crescita dei prodotti di risparmio ed a quella delle gestioni patrimoniali. La contribuzione del secondo trimestre, pari € 543 milioni, risulta sostanzialmente stabile rispetto ai € 547 milioni del primo.

Gli altri proventi netti di gestione sono pari a € 44,7 milioni rispetto ai € 65,8 milioni del primo semestre 2016 Il minor contributo deriva principalmente dalle maggiori rettifiche sulle “client relationships”, legate alla capitalizzazione della quota parte delle stesse conseguenti alla PPA dell’operazione di fusione dell’ex Gruppo Bpm, pari a circa € 12,2 milioni.

Il risultato netto finanziario è positivo e pari a € 101,5 milioni rispetto a € 208,3 milioni del primo semestre 2016. La minor contribuzione è interamente imputabile alla più ridotta attività di dismissione di attività finanziarie disponibili per le vendita ed in particolare di titoli di debito, che ha generato utili
complessivamente per 37,6 milioni (168,0 milioni al 30 giugno 2016). Al risultato di periodo ha contribuito l’attività di negoziazione per € 41,0 milioni (di cui € 12,0 milioni da Banca Akros). In virtù delle dinamiche descritte, il totale dei proventi operativi ammonta quindi a € 2.378,9 milioni rispetto a € 2.388,6 milioni del dato aggregato del primo semestre 2016 (-0,4%). I proventi operativi “core” ammontano a € 2.150,7 milioni in crescita del 5,6% rispetto ai 2.037,0 milioni del primo semestre 2016. Le spese per il personale, pari a € 917,1 milioni, evidenziano un decremento del 4,8% rispetto a € 963,8 milioni del dato aggregato del corrispondente periodo dello scorso esercizio, grazie alla riduzione dell’organico (-362 risorse rispetto al 31 dicembre 2016). Nel secondo trimestre, il costo
include anche l’onere per gli accantonamenti al fondo esuberi relativi a 71 risorse per le quali l’accordo è stato firmato nel corso del mese di giugno. Il numero totale dei dipendenti è pari a 24.318 risorse in organico alla data del 30 giugno 2017, rispetto alle 24.680 risorse di fine 2016. Le altre spese amministrative ammontano a € 498,7 milioni con un decremento del 9,2% rispetto al dato del corrispondente periodo dello scorso esercizio. La voce include un impatto positivo, a riduzione della voce, pari a 27,2 milioni legato al recupero dell’onere stanziato nel 2016 per la trasformabilità delle DTA per l’esercizio 2015, nonché gli “oneri sistemici” (rappresentati dai contributi ordinari al Single Resolution Fund SRF per € 62,4 milioni – € 58,8 milioni nell’esercizio 2016 – e dal canone per il mantenimento della deducibilità delle DTA dell’esercizio per € 13,3 milioni), pari a complessivi € 75,6 milioni. Escludendo queste componenti evidenziate nel confronto con il dato del primo semestre 2016, la voce risulta sostanzialmente stabile, nonostante includa anche oneri di integrazione.

Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali del periodo ammontano a € 109,5 milioni, in crescita dell’8,4% rispetto a € 101,0 milioni del 30 giugno 2016. La voce include rettifiche di valore per deterioramento di taluni software pari ad € 3,5 milioni (€ 2,0 milioni al 30 giugno 2016). Al netto di tali componenti non ricorrenti, l’aumento è pari al 7,1% ed è imputabile sia ai maggiori ammortamenti, pari a circa 4,5 milioni, conseguenti all’iscrizione degli immobili del Gruppo BPM al fair value in sede di applicazione del processo di PPA, sia alle maggiori rettifiche legate all’accelerazione del processo di ammortamento per effetto della riduzione della vita utile del software oggetto di razionalizzazione in conseguenza dell’operazione di fusione.

Il totale degli oneri operativi ammonta a € 1.525,3 milioni rispetto a € 1.613,7 milioni del primo semestre 2016, con una contrazione del 5,5%. Il cost-income del primo semestre è pari al 64,1%, in riduzione di 344 b.p. rispetto al 30 giugno 2016.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a € 647,0 milioni rispetto a € 1.135,5 milioni del primo semestre 2016. Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi netti, risulta pari a 118 b.p. in forte diminuzione rispetto al dato del primo semestre dello scorso esercizio pari a 268 b.p., che risentiva degli impatti conseguenti alle decisioni finalizzate all’innalzamento del livello medio di copertura dei crediti deteriorati, nell’ottica dell’ottenimento dell’autorizzazione della BCE all’operazione di fusione. In forte contrazione anche i flussi netti di ingresso da crediti in bonis a deteriorati (-52,9%, pari a € 530,2 milioni contro € 1.125,5 milioni del primo semestre dello scorso esercizio).

Al conto economico del periodo sono state inoltre addebitate rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività per € 79,2 milioni (-€ 17,9 milioni al 30 giugno 2016), che includono le svalutazioni delle quote detenute nel Fondo Atlante per 61,0 milioni (delle quali 52,2 milioni nel solo secondo trimestre) e delle altre esposizioni verso le banche venete.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri comportano un onere pari a € 9,1milioni rispetto alla ripresa di € 2,8 milioni del primo semestre dell’esercizio precedente. Nel primo semestre 2017 sono stati registrati utili da cessione di partecipazioni ed investimenti per € 13,3 milioni derivanti per € 11,7 milioni dalla valutazione al fair value delle quote detenute nella partecipazione detenuta in Energreen, conseguente alla decisione di riclassificarla nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita in quanto non più sottoposta ad influenza notevole in seguito alla decisione di venderla, e per 1,6 milioni dalla cessione di immobili di proprietà (nel primo semestre 2016 vi era stato un utile di € 32,5 milioni). Le imposte sul reddito dell’operatività corrente alla data del 30 giugno 2017 sono pari a € 45,1 milioni (+€ 110,5 milioni al 30 giugno 2016 ) ed includono l’impatto negativo pari € 13,7 milioni legato alla chiusura di un contenzioso fiscale. Considerata la quota del risultato economico attribuibile ai soci terzi (+€ 7,4 milioni), il primo semestre 2017 si chiude con un utile netto di periodo senza “badwill” pari a € 94,2 milioni, rispetto alla perdita netta di € 230,0 milioni realizzata nel primo semestre dello scorso esercizio. Il “badwill” emerso a seguito del completamento dei processo di PPA ed accreditato al conto economico è pari ad € 3.076,1 milioni e porta il risultato economico del primo semestre a € 3.170,4 milioni. Escludendo le componenti economiche non ricorrenti, badwill compreso, l’Utile netto “adjusted” è pari ad € 127,0 milioni.

Banco Bpm utile a 94 milioni nel I semestre ultima modifica: 2017-08-08T15:58:53+00:00 da Redazione

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