Banco Bpm, utile netto in aumento del 7,5% nel I trimestre

Banco Bpm LogoIl consiglio di amministrazione del Gruppo Banco Bpm ha approvato la situazione patrimoniale ed economica del Gruppo Banco Bpm al 31 marzo 2017.

L’istituto ha chiuso il primo trimestre della sua storia con un utile netto di 117 milioni (al netto dell’effetto del “badwill” relativo alla fusione tra il Banco Popolare e Bpm, che produrrebbe un utile trimestrale di 3,24 miliardi). Il dato pro-forma relativo al primo trimestre 2016 evidenziava una perdita di 266,7 milioni. I proventi operativi sono saliti del 2,8% (rispetto al pro-forma) a 1,2 miliardi, con margine di interesse a 556,2 milioni (-0,4%) e commissioni nette a 547,4 (+16,9%).

Gli oneri operativi sono scesi del 4,7% a 774,9 milioni, per un rapporto cost/income calato al 63,9%. Le rettifiche su crediti sono scese a 291,4 milioni dai 749,6 del primo trimestre 2016, per un costo del credito a 106 punti base. Quanto alla solidita’ patrimoniale, il Cet1 fully phased e’ all’11,1% (11,7% il dato phased-in).

L’evoluzione dei principali aggregati patrimoniali
La raccolta diretta al 31 marzo 2017 ammonta a 107,7 miliardi ed evidenzia un decremento del 2,1% rispetto a 110,0 miliardi del 31 dicembre 2016 e cresce dello 0,9% rispetto al dato del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Nel confronto a/a si registra una crescita molto sostenuta della componente rappresentata dai conti correnti e depositi a vista della rete commerciale (+10,7% a/a, passando da € 64,1 a € 71,0 miliardi), più che compensata dalladiminuzione della componente titoli obbligazionari emessi (-21,9%), che è scesa a € 23,7 miliardi dai 30,4 del 31 marzo 2016) e di quella relativa ai depositi vincolati, che sono scesi a € 4,4 miliardi dai € 4,8 miliardi del dato del corrispondente periodo dello scorso esercizio (-9,6%). Nel trimestre la diminuzione della voce è imputabile al calo della componente delle emissioni obbligazionarie (- 7,6%) e dei depositi vincolati (-8,6%), in linea con la politica di riduzione progressiva del costo del funding. La provvista garantita dallo stock di certificates emessi dal Gruppo, che al 31 marzo 2017 è pari a € 4,5 miliardi, risulta sostanzialmente stabile rispetto a € 4,6 miliardi di fine esercizio 2016.

La raccolta indiretta, al netto dei certificates a capitale protetto, ammonta a € 98,6 miliardi e registra un incremento dell’1,5% rispetto ai € 97,2 miliardi del 31 dicembre 2016 (sostanzialmente stabile su base annua). La crescita nel trimestre è imputabile alla componente della raccolta gestita (+3,6%), pari a € 60,2 miliardi, grazie al buon andamento dei collocamenti dei fondi e sicav, in gran parte strutturati da Aletti Gestielle SGR, e all’aumento delle gestioni patrimoniali. La componente amministrata, al netto dei certificates a capitale protetto, è pari a € 38,4 miliardi e registra una contrazione dell’1,7%.

Nel confronto anno su anno, la raccolta gestita risulta in forte crescita (+7,6% pari a +€ 4,2 miliardi), trainata sempre e quasi esclusivamente dal comparto dei fondi e sicav. Tale crescita è stata quasi interamente bilanciata dalla diminuzione della raccolta amministrata, al netto dei certificates a capitale protetto, (-10,3% pari a € -4,4 miliardi).

Le attività finanziarie, al netto dei derivati, ammontano a € 36,7 miliardi al 31 marzo 2017 e sono in crescita dell’8,5% rispetto a € 33,8 miliardi del 31 dicembre 2016, ma in calo dell’1,8% rispetto ai € 37,4 miliardi del 31 marzo 2016. L’incremento di periodo è imputabile alla crescita delle attività detenute fino a scadenza, che passano da € 8,4 miliardi di dicembre a € 10,7 miliardi di fine marzo dovuto all’incremento delle consistenze di titoli di debito. La composizione del portafoglio al 31 marzo 2017 è rappresentata da titoli di debito per € 34,1 miliardi, da titoli di capitale per € 1,8 miliardi ed infine da quote di OICR per € 0,8 miliardi. Le esposizioni in titoli di Stato Italiani sono pari a 27,8 miliardi.

Gli impieghi netti verso la clientela ammontano al 31 marzo 2017 a € 110,3 miliardi, in leggero calo (-0,2%) rispetto a € 110,6 miliardi di inizio anno. Il calo è imputabile esclusivamente alla forte diminuzione dei crediti deteriorati netti, scesi di circa € 1,2 miliardi, mentre i crediti in bonis registrano una crescita di circa € 1 miliardo (che sale a € 1,5 miliardi escludendo la componente relativa alle operazioni di pronti contro termine con la Cassa di compensazione e Garanzia).

Tale trend è confermato anche nel confronto con il dato del primo trimestre 2016, dove il calo della componente deteriorata è pari a ad € 2,2 miliardi a fronte di una crescita di quella in bonis di € 0,3 miliardi (+0,6 miliardi escludendo le operazioni di pronti contro termine sopracitate). e esposizioni nette deteriorate (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate) ammontano al 31 marzo 2017 a 15,0 miliardi ed evidenziano una diminuzione del 12,8% rispetto ai 17,2 miliardi del 31 marzo 2016. La riduzione dell’aggregato deriva dal calo dei flussi netti di deteriorati, dal work-out interno, dalle operazioni di cessione effettuate nel periodo nonché dalle rettifiche su crediti apportate con il processo di determinazione del fair value dei crediti deteriorati dell’ex Gruppo BPM nell’ambito del processo di PPA.

L’esame delle singole poste evidenzia la seguente dinamica trimestrale:
 Sofferenze pari a € 7,3 miliardi in calo del 3,9%;
 Inadempienze probabili pari a € 7,6 miliardi in calo del 19,0%;
 Esposizioni scadute pari a € 147,3 milioni in calo del 45,6%.
L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attesta al 48,2%, che sale al 50,0%
includendo gli stralci residui per un confronto omogeneo rispetto al 45,5% del 31 marzo 2016.
In maggior dettaglio, al 31 marzo 2017 il grado di copertura risulta essere il seguente:
 Sofferenze 59,0% (che sale al 61,2% includendo gli stralci per un confronto omogeneo con
59,9% al 31 marzo 2016)
 Inadempienze probabili 31,2% (24,2% al 31 marzo 2016)
 Esposizioni scadute 15,0% (16,1% al 31 marzo 2016).

Probabile evoluzione della gestione
Nel prosieguo dell’esercizio 2017 il Gruppo sarà impegnato nella realizzazione delle iniziative progettuali delineate nel Piano Strategico 2016-2019, con priorità per il completamento dell’integrazione informatica, atteso in estate, per il progressivo incremento dell’operatività dell’unità organizzativa dedicata alla gestione dei non performing loans e per la razionalizzazione delle attività di private e investment banking.

La gestione sarà improntata al recupero di redditività, che inizierà a trarre vantaggio dai primi effetti sinergici derivanti dalla fusione.

La dinamica dei proventi, pur permanendo pressioni competitive sulla marginalità, potrà beneficiare di un ulteriore contenimento del costo della raccolta, grazie all’azione commerciale di riduzione delle forme tecniche più costose, di una crescita degli impieghi e di un aumento delle commissioni derivanti da servizi di gestione, intermediazione e consulenza che compenseranno, almeno in parte, la prevista discesa del risultato da attività finanziaria.

L’attenzione al contenimento dei costi operativi, mediante la razionalizzazione, il miglioramento dell’efficienza e specifiche azioni di ottimizzazione della spesa, sarà uno dei fattori di maggior attenzione, unitamente al progressivo smaltimento, sia tramite workout interno che cessioni, dello stock di crediti deteriorati.

Banco Bpm, utile netto in aumento del 7,5% nel I trimestre ultima modifica: 2017-05-11T18:38:01+00:00 da Redazione

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