Banco Bpm, al 31 marzo utili netti a 223 milioni

Banco Bpm LogoIl consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha approvato la situazione patrimoniale ed economica trimestrale al 31 marzo 2018 del Gruppo Banco Bpm.

La gestione del primo trimestre dell’esercizio 2018 è stata focalizzata sulla realizzazione delle operazioni di capital management già annunciate al mercato e sulla prosecuzione dei progetti di riorganizzazione delle attività del Gruppo e di derisking previsti dal piano industriale.

In maggior dettaglio nel primo trimestre è proseguito il processo di riassetto del comparto Bancassurance avviato nello scorso esercizio e formalizzato con gli accordi che prevedevano la cessione di una quota del 65% in Popolare Vita e in Avipop Assicurazioni e l’avvio di una partnership strategica fra Banco Bpm e Cattolica della durata di 15 anni. Lo scorso 29 marzo, a seguito del rilascio delle prescritte autorizzazioni da parte delle competenti autorità, Banco Bpm ha perfezionato l’acquisto del 50% + 1 azione di Avipop Assicurazioni S.p.A. e di Popolare Vita S.p.A.
per un controvalore complessivo di € 803,4 milioni, portando al 100% la propria quota di partecipazione nel capitale delle due compagnie. Nella stessa data Banco Bpm ha perfezionato la cessione a Cattolica Assicurazioni del 65% del capitale di Avipop Assicurazioni S.p.A. e di Popolare Vita S.p.A..

Per effetto della descritta operazione, il conto economico del primo trimestre del 2018 ha beneficiato di una plusvalenza pari a € 176 milioni. Con riferimento alla riorganizzazione delle attività del Gruppo, dal 1° gennaio 2018 è divenuto pienamente operativo il nuovo modello di Rete Commerciale, un importante progetto che ha visto il coinvolgimento di oltre 10.000 colleghi con oltre 3.000 risorse che hanno assunto nuovi ruoli professionali principalmente nella rete commerciale, nell’NPL Unit e nel Wealth Management. Tale processo di riorganizzazione è anche alla base della razionalizzazione della rete commerciale che prevede la chiusura di 312 sportelli . Inoltre nel mese di aprile si è perfezionata la scissione del ramo di azienda Private Banking di Banca Akros a favore di Banca Aletti.

Per quanto concerne il processo di derisking, il Gruppo ha continuato nello sviluppo del workout interno e nelle attività finalizzate alla realizzazione delle condizioni necessarie al perfezionamento della vendita sul mercato, tramite un‘operazione di cartolarizzazione, di un portafoglio di circa 5 miliardi di crediti in sofferenza. L’operazione prevede l’ottenimento della garanzia dello Stato italiano sui titoli senior che saranno emessi dalla società veicolo e dovrebbe perfezionarsi entro la fine del primo semestre. A seguito di tale operazione lo stock delle sofferenze nette scenderà a circa 3,4 miliardi, con un’incidenza sul totale degli impieghi di circa il 3,3%, rispetto all’attuale 4,9%.

In tale contesto caratterizzato da un forte impegno per le attività progettuali illustrate il gruppo ha realizzato una buona performance commerciale ed economica registrando un risultato della gestione operativa pari a 398,2 milioni ed un utile netto di 223,3 milioni.

L’andamento economico della gestione

Il margine di interesse si attesta a 595,1. Tale dato non è pienamente confrontabile con quello del precedente esercizio, in quanto – a seguito dell’applicazione dell’Ifrs 9 – il margine di interesse è influenzato dalla riclassifica positiva del c.d. “reversal” dovuto alle riprese da attualizzazione delle sofferenze che, precedentemente, erano registrate fra le rettifiche nette su crediti) e dalla riclassifica negativa dovuta al calcolo degli interessi su posizioni deteriorate basato sul valore al Consiglio di Amministrazione di Banco Bpm, che ha approvato la situazione patrimoniale ed economica trimestrale al 31 marzo 2018 del Gruppo Banco Bpm.

La gestione del primo trimestre dell’esercizio 2018 è stata focalizzata sulla realizzazione delle operazioni di capital management già annunciate al mercato e sulla prosecuzione dei progetti di riorganizzazione delle attività del Gruppo e di derisking previsti dal piano industriale. In maggior dettaglio nel primo trimestre è proseguito il processo di riassetto del comparto Bancassurance avviato nello scorso esercizio e formalizzato con gli accordi che prevedevano la
cessione di una quota del 65% in Popolare Vita e in Avipop Assicurazioni e l’avvio di una partnership strategica fra Banco Bpm e Cattolica della durata di 15 anni. Lo scorso 29 marzo, a seguito del rilascio delle prescritte autorizzazioni da parte delle competenti autorità, Banco Bpm ha perfezionato l’acquisto del 50% + 1 azione di Avipop Assicurazioni S.p.A. e di Popolare Vita S.p.A. per un controvalore complessivo di € 803,4 milioni, portando al 100% la propria quota di partecipazione nel capitale delle due compagnie. Nella stessa data Banco Bpm ha perfezionato la cessione a Cattolica Assicurazioni del 65% del capitale di Avipop Assicurazioni S.p.A. e di Popolare Vita S.p.A.

Per effetto della descritta operazione, il conto economico del primo trimestre del 2018 ha beneficiato di una plusvalenza pari a € 176 milioni.

Con riferimento alla riorganizzazione delle attività del Gruppo, dal 1° gennaio 2018 è divenuto pienamente operativo il nuovo modello di Rete Commerciale, un importante progetto che ha visto il coinvolgimento di oltre 10.000 colleghi con oltre 3.000 risorse che hanno assunto nuovi ruoli professionali principalmente nella rete commerciale, nell’Npl Unit e nel Wealth Management. Tale processo di riorganizzazione è anche alla base della razionalizzazione della rete commerciale che prevede la chiusura di 312 sportelli . Inoltre nel mese di aprile si è perfezionata la scissione del ramo di azienda Private Banking di Banca Akros a favore di Banca Aletti.

Per quanto concerne il processo di derisking, il Gruppo ha continuato nello sviluppo del workout interno e nelle attività finalizzate alla realizzazione delle condizioni necessarie al perfezionamento della vendita sul mercato, tramite un‘operazione di cartolarizzazione, di un portafoglio di circa 5 miliardi di crediti in sofferenza. L’operazione prevede l’ottenimento della garanzia dello Stato italiano sui titoli senior che saranno emessi dalla società veicolo e dovrebbe perfezionarsi entro la fine del primo semestre. A seguito di tale operazione lo stock delle sofferenze nette scenderà a circa 3,4 miliardi, con un’incidenza sul totale degli impieghi di circa il 3,3%, rispetto all’attuale 4,9%.

In tale contesto caratterizzato da un forte impegno per le attività progettuali illustrate il Gruppo ha realizzato una buona performance commerciale ed economica registrando un risultato della gestione operativa pari a 398,2 milioni ed un utile netto di 223,3 milioni. L’andamento economico della gestione Il margine di interesse si attesta a 595,1.

Tale dato non è pienamente confrontabile con quello del precedente esercizio, in quanto – a seguito dell’applicazione dell’Ifrs 9 – il margine di interesse è influenzato dalla riclassifica positiva del c.d. “reversal” dovuto alle riprese da attualizzazione delle sofferenze che, precedentemente, erano registrate fra le rettifiche nette su crediti) e dalla riclassifica negativa dovuta al calcolo degli interessi su posizioni deteriorate basato sul valore al risorse rispetto al 31 dicembre 2017). Il numero totale dei dipendenti è pari a 23.178 risorse in organico alla data del 31 marzo 2018, rispetto alle 23.263 risorse a fine 2017 (erano n. 24.680 al 31 dicembre 2016).

Le altre spese amministrative ammontano a € 279,5 milioni. Tale dato è comprensivo degli “oneri sistemici”, rappresentati dai contributi ordinari al Single Resolution Fund Srf per € 68,0 milioni (€ 62,4 milioni nel primo trimestre 2017) e dal canone per il mantenimento della deducibilità delle DTA per € 6,0 milioni (€ 6,7 milioni al 31 marzo 2017), per complessivi € 74,0 milioni (€ 69,1 milioni nel primo trimestre 2017). Inoltre il dato relativo al primo trimestre 2018 include oneri di integrazione e fusione per € 2,8 milioni, mentre il primo trimestre del 2017 beneficiava di un importo, pari a € 27,2 milioni, legato al recupero dell’onere stanziato nel 2016 per la trasformabilità delle DTA per l’esercizio 2015.

Escludendo le componenti sopra evidenziate nel confronto con il dato del primo trimestre 2017, la voce risulta in calo del 2,0% per effetto degli interventi di efficientamento. Rispetto al dato contabile del primo trimestre 2017 (pari ad € 260,7 milioni, la voce presenta un incremento del 7,2% principalmente per effetto della componente straordinaria di cui aveva beneficiato il primo trimestre 2017.

Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali del periodo ammontano a 47,9 milioni, in calo del 9,4% rispetto a 52,9 milioni del 31 marzo 2017, per effetto della razionalizzazione del sistema informativo del Gruppo.

Il totale degli oneri operativi al netto delle componenti non ricorrenti risulta in calo del 2,4%. Il dato contabile ammonta a € 769,5 milioni, sostanzialmente in linea rispetto al dato di € 770,3 milioni del primo trimestre 2017 (-0,1%).

Le rettifiche nette su finanziamenti verso clientela sono pari a € 326,2 milioni. Anche tale aggregato risulta impattato dall’introduzione dell’Ifrs 9 sia per le nuove modalità di determinazione della valutazione dei crediti introdotta dal nuovo principio sia per le riclassifiche che hanno avuto impatto sul margine di interesse. Tenendo conto esclusivamente di tali riclassifiche il dato relativo al primo trimestre 2018 si attesta a 260,5 milioni rispetto a 292,5 milioni del primo trimestre 2017.

Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti al netto delle riclassifiche Ifrs 9 e gli impieghi netti, risulta pari a 98 b.p. in diminuzione rispetto al dato dello scorso esercizio pari a 154 b.p.10 ; il livello di rettifiche su crediti riflette un approccio valutativo rigoroso per mantenere elevati livelli di copertura finalizzato a cogliere eventuali ulteriori opportunità per l’accelerazione del processo di derisking.

Nel conto economico del primo trimestre sono state inoltre registrate riprese nette su titoli ed altre attività finanziarie per € 2,2 milioni (contro rettifiche nette di 8,4 milioni al 31 marzo 2017 che si riferivano prevalentemente alle svalutazioni delle quote detenute nel Fondo Atlante). Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri comportano un onere pari a 25 milioni rispetto al dato pressoché nullo del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Nel primo trimestre dell’esercizio 2018 sono stati registrati utili da cessione di partecipazioni e investimenti per 179,7 milioni riferiti quasi interamente all’impatto della citata riorganizzazione del comparto del bancassurance.

Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente alla data del 31 marzo 2018 sono negative e pari a 7 milioni (negative per 27,5 milioni al 31 marzo 2017).

Considerata la quota del risultato economico attribuibile ai soci terzi (+ 1,4 milioni), il primo trimestre 2018 si chiude con un utile netto di periodo pari a 223,3 milioni, rispetto al risultato netto senza Badwill di 115,2 milioni realizzato nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (il Badwill emerso a seguito del completamento del processo di Ppa, pari ad 3.076,1 milioni, portava il risultato economico netto del primo trimestre 2017 a 3.191,3 milioni).

Banco Bpm, al 31 marzo utili netti a 223 milioni ultima modifica: 2018-05-11T12:59:23+00:00 da Redazione

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