Banco Popolare: approvata la relazione finanziaria al 30 giugno 2012

Il limitato risultato netto contabile (29 milioni), prosegue il comunicato, è ascrivibile esclusivamente alla volatilità del merito creditizio attribuito al Banco Popolare misurata sulla base delle quotazioni di mercato dello specifico credit default swap. L’impatto delle variazioni del proprio merito creditizio pesa infatti negativamente sui risultati del primo semestre per 142 milioni (nel primo semestre dell’esercizio precedente aveva invece garantito un apporto positivo per 23 milioni).

L’evoluzione dei principali aggregati patrimoniali
La raccolta diretta al 30 giugno 2012 ammonta a 95,2 miliardi ed evidenzia un decremento del 5,0% rispetto ai 100,2 miliardi del 31 dicembre 2011 (-1,4% la variazione registrata nel secondo trimestre e -11,6% la variazione rispetto al 30 giugno 2011). Il calo dell’aggregato è riconducibile all’andamento della componente rappresentata da clientela istituzionale, enti e Cassa di Compensazione e Garanzia ed è dovuta principalmente alla sostituzione di forme di raccolta a breve termine più onerosa (i.e. operazioni di pronti contro termine) con la raccolta interbancaria messa a disposizione dalla BCE a 3 anni. La riduzione trova, inoltre, giustificazione nel progressivo rimborso dei titoli obbligazionari emessi da parte di Banca Italease e nell’operazione di buy back dei propri strumenti di capitale perfezionata nel corso del primo trimestre. La componente della “raccolta in senso stretto” evidenzia invece una crescita del 3,7% (+5,2% la variazione registrata nel secondo trimestre e +7,7% la variazione rispetto al 30 giugno 2011). La raccolta indiretta ammonta a 65,7 miliardi, in crescita del 2,0% rispetto ad inizio anno, ma in calo del 10,6% rispetto al 30 giugno 2011. L’incremento registrato nel semestre è principalmente imputabile al rialzo delle quotazioni di mercato che hanno permesso alla raccolta amministrata di raggiungere a fine periodo i 39,1 miliardi in crescita del 3,1% rispetto a fine esercizio 2011 (-10,6% la variazione su base annua). La raccolta gestita ammonta a 26,6 miliardi ed evidenzia un incremento dello 0,3% (-10,7% la variazione su base annua), principalmente grazie alla significativa crescita della componente legata ai fondi ed alle SICAV (+24,7% rispetto a fine 2011) che ha più che bilanciato il calo registrato nel comparto delle polizze assicurative (-13,1% rispetto a fine 2011). Gli impieghi lordi ammontano a 95,4 miliardi ed evidenziano un decremento del 2,2% rispetto ad inizio anno (-2,6% la variazione registrata nel secondo trimestre e – 5,2% rispetto al 30 giugno 2011). Al netto degli impieghi di Banca Italease, pari a 8,7 miliardi (-5,1% rispetto ad inizio anno e -12,2% su base annua), l’aggregato registra un calo del 2,0% rispetto a inizio anno e del 4,5% su base annua.

Resta fermo l’orientamento del Banco Popolare a sostenere il fabbisogno della propria clientela “core”, tanto che gli impieghi nei confronti delle famiglie è sostanzialmente stabile su base annua (-0,4%) e la flessione rispetto a fine 2011 (-2,0%) è legata ad una minore domanda di mutui. Le esposizioni lorde deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontano al 30 giugno 2012 a 15,1 miliardi ed evidenziano una crescita del 9,4% rispetto ad inizio anno, incremento al quale ha contribuito anche la modifica normativa riguardante la soglia temporale di identificazione delle esposizioni scadute, passata da 180 a 90 giorni. Le esposizioni rappresentate da crediti originati da Banca Italease ammontano a 4,1 miliardi, principalmente rappresentati da contratti leasing immobiliare (-0,9% rispetto ad inizio anno). In maggior dettaglio le sofferenze ammontano a 6.662 milioni, gli incagli a 4.729 milioni, i crediti ristrutturati a 2.737 milioni e le esposizioni scadute a 1.007 milioni.

Escludendo le posizioni di Italease, pari a 1.538 milioni, le sofferenze risultano nel complesso svalutate o già passate a perdite o coperte da garanzie per circa il 93% del loro ammontare. L’incidenza delle sofferenze nette sugli impieghi netti si attesta al 4,50% rispetto al 3,93% del 31 dicembre 2011 (3,70% escludendo Banca Italease). L’incidenza degli incagli sugli impieghi netti passa nel semestre dal 4,11% di inizio anno al 4,26% (3,58% escludendo Banca Italease).

L’andamento economico della gestione
Il margine di interesse si attesta a 916,7 milioni ed evidenzia una crescita del 2,9% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (890,9 milioni), anche se più modesta rispetto a quella evidenziata nel primo trimestre 2012, per effetto di una contribuzione del secondo trimestre più contenuta (445,3 milioni). La concreta azione di repricing portata avanti già dal quarto trimestre dello scorso esercizio ha permesso di compensare l’impatto negativo sul margine conseguente al calo del volume degli impieghi ed all’incremento del costo della raccolta, quest’ultimo motivato in parte anche dalla scelta gestionale di consolidamento dei buffer di liquidità. Il risultato delle società partecipate, valutate con il metodo del patrimonio netto, ammonta a -59,1 milioni rispetto ai 22,9 milioni rilevati nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il contributo negativo al risultato del primo semestre 2012 deriva principalmente dalla quota partecipativa detenuta in Agos Ducato per -77,6 milioni, solo parzialmente compensato dal contributi positivi derivanti da Popolare Vita (+15,5 milioni) e Avipop Assicurazioni (+5,5 milioni). Per effetto dell’andamento negativo del risultato delle partecipate valutate a patrimonio netto, il margine finanziario risulta conseguentemente pari a 857,6 milioni in calo del 6,2% rispetto al primo semestre 2011. Le commissioni nette ammontano a 678,2 milioni in crescita del 3,5% rispetto ai 655,1 milioni rilevati al 30 giugno 2011 (+1,5% l’incremento della contribuzione del secondo trimestre rispetto al primo trimestre 2012). Il dato riferito al primo semestre 2012 include le commissioni passive di competenza (18,3 milioni) derivanti dall’acquisizione della garanzia dello Stato Italiano su nuove emissioni obbligazionarie per un ammontare pari a 4,7 miliardi utilizzate come sottostante per operazioni di finanziamento con la BCE. Escludendo le suddette commissioni passive l’aggregato evidenzia una crescita del 6,3% rispetto al primo semestre 2011 (+ 4,2% l’incremento della contribuzione del secondo trimestre rispetto al primo trimestre 2012). A tale incremento hanno contribuito principalmente i servizi di gestione, intermediazione e consulenza (+29,5 milioni, pari al +9,5%) ed in particolare l’attività di distribuzione di prodotti di risparmio (+ 14,6%).

In crescita anche il contributo dell’attività di 4 intermediazione creditizia (+4,3% l’incremento delle commissioni correlate ai crediti concessi e alla tenuta dei conti correnti e depositi) e dei servizi di incasso e pagamento (+8,1%). Gli altri proventi netti di gestione presentano un saldo positivo pari a 22,4 milioni rispetto al contributo positivo di 32,2 milioni rilevato nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Entrambi i periodi posti a confronto beneficiano della rilevazione di sopravvenienze attive iscritte a seguito dell’incasso di somme provenienti da accordi transattivi (5 milioni nel primo semestre 2012 contro i 12,5 nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente). Al netto di tali componenti straordinarie l’aggregato comprende principalmente i fitti attivi (27,7 milioni) originati prevalentemente dagli immobili riacquisiti con l’attività di derisking di Italease, e le rettifiche dovute all’ammortamento del valore attribuito alle relazioni con la clientela in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale perfezionate nei precedenti esercizi (-17,5 milioni).

Il risultato netto finanziario è pari a 122,4 milioni rispetto ai 287,3 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente ed ai 33,9 milioni negativi del primo trimestre 2012. Nel confrontare tali risultati è tuttavia necessario tenere in evidenza il diverso impatto derivante dalla valutazione a fair value delle passività di propria emissione conseguente alle variazioni del merito creditizio del Banco Popolare (“fair value option”). Nel primo semestre 2012, a fronte di una positiva variazione del merito creditizio rispetto a fine 2011, è stato rilevato un impatto negativo sul conto economico pari a 212,7 milioni lordi. A tale risultato si contrappongono impatti positivi per 38,6 milioni e negativi per 316,7 milioni lordi registrati rispettivamente nel primo semestre 2011 e nel primo trimestre 2012. Escludendo gli effetti illustrati, il risultato netto finanziario del semestre risulta positivo per 335,1 milioni ed in crescita del 34,7% rispetto ai 248,7 milioni del primo semestre 2011. La contribuzione del secondo trimestre 2012 è pari a 52,3 milioni. Il risultato netto finanziario del primo semestre beneficia delle plusvalenze generate dal riacquisto (buy back) dei propri strumenti di capitale e dalla chiusura anticipata dei derivati collegati per un ammontare complessivo di 109,9 milioni oltre che della parziale ripresa delle quotazioni di mercato rispetto ad inizio anno dei titoli governativi per circa 30,2 milioni. Gli altri proventi operativi (proventi operativi diversi dal margine finanziario) sono quindi risultati pari a 823,1 milioni rispetto ai 974,6 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente ed ai 312,0 milioni del primo trimestre 2012. Tale flessione trova la sua principale giustificazione nei diversi impatti derivanti dalla valutazione al fair value delle passività finanziarie di propria emissione precedentemente illustrata.

I proventi operativi totali (margine finanziario + altri proventi operativi) ammontano quindi a 1.680,7 milioni rispetto ai 1.888,4 milioni del primo semestre 2011 ed ai 790,3 milioni del primo trimestre 2012. Escludendo da entrambi i periodi posti a confronto gli impatti derivanti dalla “fair value option”, i proventi operativi (pari a 1.893,3 milioni) evidenziano una crescita del 2,4% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (1.849,8 milioni). Le spese per il personale sono pari a 732,7 milioni e, grazie alla riduzione degli organici conseguente alle azioni di recupero di efficienza realizzate, evidenziano una diminuzione del 3,4% rispetto al dato di 758,4 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-0,3% la riduzione della contribuzione del secondo trimestre rispetto al primo trimestre 2012). Il numero totale dei dipendenti ammonta al 30 giugno 2012 a 18.970 risorse “full time equivalent” rispetto alle 19.209 risorse del 30 giugno 2011 ed alle 18.981 risorse del 31 marzo 2012. Le altre spese amministrative ammontano a 370,8 milioni in diminuzione del 2,8% rispetto ai 381,6 milioni del primo semestre 2011. Gli ammortamenti del semestre sono pari a 66,1 milioni rispetto ai 69,7 milioni del primo semestre 2011. Il totale degli oneri operativi risulta quindi pari a 1.169,6 milioni ed evidenzia una riduzione del 3,3% rispetto ai 1.209,7 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il risultato della gestione operativa ammonta quindi a 511,0 milioni rispetto ai 678,7 milioni del primo semestre 2011 ed ai 201,3 milioni del primo trimestre 2012. Escludendo da entrambi i periodi posti a confronto gli impatti derivanti dalla “fair value option”, il risultato della gestione operativa risulta pari a 723,7 milioni, superiore di 83,7 milioni (+13,1%) rispetto ai 640,0 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 398,1 milioni rispetto ai 399,7 milioni ed ai 211,5 milioni addebitati al conto economico rispettivamente nel primo semestre 2011 e nel primo trimestre 2012. Il dato del primo trimestre 2012 risente delle maggiori rettifiche di valore addebitate al conto economico in relazione all’incremento delle esposizioni scadute conseguente alla modifica normativa precedentemente citata. Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi lordi, è su base annua pari a 83 b.p., in crescita rispetto ai 79 b.p. registrati nel primo semestre 2011.

Escludendo l’impatto economico della modifica normativa riguardante le esposizioni scadute, il costo del credito risulta sostanzialmente in linea con quello registrato nell’esercizio 2011. Le rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività ammontano a 16,7 milioni, importo inferiore rispetto a quello registrato nel primo semestre 2011 (27,1 milioni), che includeva la rilevazione integrale delle perdite derivanti dall’allineamento alle quotazioni di mercato della totalità dei titoli governativi greci presenti nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita, per un importo pari a 15,3 milioni. Anche nel primo semestre 2012, ai titoli greci rivenienti dall’offerta di scambio proposta dal Governo Ellenico, sono state apportate rettifiche di valore per l’importo complessivo di 3,3 milioni, al fine di allineare il valore di bilancio dei titoli ricevuti con lo scambio ed iscritti nel portafoglio delle “attività disponibili per la vendita” alle quotazioni di mercato. Gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri sono pari a 11,8 milioni rispetto ai 2,2 milioni registrati nel corrispondente periodo dell’esercizio 2011 ed ai 72,2 milioni del primo trimestre 2012. Al conto economico del primo trimestre era stato addebitato un accantonamento specifico di 77,2 milioni finalizzato a fronteggiare i rischi gravanti sull’investimento partecipativo in Agos Ducato, società controllata dal Crédit Agricole. Tale importo rappresentava la miglior stima dell’impatto negativo potenziale sul Gruppo Banco Popolare determinato sulla base delle informazioni disponibili sulla situazione dell’esposizione creditizia della collegata, importo coerente con il maggior costo del credito addebitato nel trimestre dal Crédit Agricole nel proprio conto economico. Nel secondo trimestre dell’esercizio il rischio ha trovato concreta manifestazione nella revisione da parte della collegata del risultato registrato nel proprio progetto di bilancio al 31 dicembre 2011. La quota di competenza della perdita registrata da Agos nell’esercizio 2011 al pari della quota di competenza dell’ulterore perdita in corso di formazione nel primo semestre 2012 è stata rilevata nel secondo trimestre dell’esercizio nell’ambito della voce di conto economico che accoglie i risultati delle società valutate a patrimonio netto già oggetto di illustrazione. Conseguentemente si è provveduto a stornare lo specifico accantonamento rilevato nel corso del primo trimestre nella voce accantonamenti per rischi ed oneri.

Nel corso del secondo trimestre 2012 sono inoltre stati addebitati al conto economico accantonamenti integrativi ai fondi posti a presidio dei rischi legali connessi ai contenziosi che interessano l’ex Gruppo Italease per 15 milioni. Le rettifiche di valore su avviamenti e partecipazioni addebitate al conto economico del semestre sono pari a 10 milioni e si riferiscono alla partecipazione detenuta nel gruppo in Finoa Srl. La cessione di partecipazioni ed investimenti ha comportato la rilevazione di un utile netto complessivo per 5,4 milioni, quasi interamente imputabile alla plusvalenza generata dalla cessione di quota parte della partecipazione detenuta in Arca Sgr. Nel corrispondente periodo dell’esercizio 2011, invece, erano state rilevate plusvalenze nette per 62,7 milioni, imputabili agli effetti conseguenti alla cessione di quota parte della partecipazione detenuta nell’Istituto Centrale delle Banche Popolari per 47,2 milioni ed alla rilevazione di plusvalenze per 15,5 milioni derivanti dalla cessione di immobili oggetto di contratti di leasing di cui Banca Italease ha riacquistato il possesso. Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a 79,8 milioni e si confronta con un utile registrato nel primo semestre 2011 di 312,4 milioni. La flessione è interamente imputabile all’impatto della variazione del merito creditizio delle proprie passività valutate al fair value. Al netto di tale componente, il risultato dell’operatività corrente del primo semestre 2012 è pari a 292,5 milioni in crescita del 6,8% rispetto al corrispondente dato dell’esercizio precedente (273,7 milioni). Nel corso del primo semestre 2012 i gruppi di attività in via di dismissione hanno contribuito positivamente alla formazione del risultato del periodo per 0,7 milioni, contro i 21,9 milioni positivi del corrispondente periodo dell’esercizio 2011, che derivavano prevalentemente dalle plusvalenze generate dalle definitive cessioni delle partecipazioni detenute nel Gruppo Bormioli (13,3 milioni) e nella BP Ceska Republika (10,4 milioni).

Le imposte sul reddito del periodo ammontano a 41,0 milioni rispetto ai 136,8 milioni del primo semestre 2011. Il carico fiscale del semestre risente positivamente dei benefici fiscali conseguenti alle novità normative introdotte dal D.L. 2 marzo 2012 n. 16 che ha modificato l’art.2 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 consentendo di presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate a fronte della deducibilità dall’imponibile IRES dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente ed assimilato per le annualità dal 2007 al 2011. Il contributo positivo al conto economico rilevato nel secondo trimestre dell’esercizio in corso a fronte dell’iscrizione del credito verso l’Erario ammonta a 67,3 milioni. Al netto delle imposte e della quota dell’utile di pertinenza di terzi pari a -10,5 milioni (7,9 milioni nel primo semestre 2011), il primo semestre dell’esercizio in corso si è chiuso con un utile netto di 29,0 milioni, contro i 189,6 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Al netto dell’impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle passività finanziarie designate al fair value pari a -142,3 milioni (+22,7 nel 2011), l’utile netto semestrale è pari a 171,3 milioni, ed evidenzia una crescita del 2,7% rispetto ai 166,9 milioni del primo semestre 2011.

I ratio patrimoniali del gruppo
Per effetto delle autorizzazioni rilasciate dall’Organo di Vigilanza in data 18 maggio 2012 il Banco Popolare ha adottato per la prima volta al 30 giugno 2012 i propri modelli interni nella misurazione dei rischi di credito e di mercato con riferimento ai portafogli validati. Per effetto dell’adozione dei modelli interni si è registrato un significativo decremento delle attività di rischio ponderate, solo parzialmente compensato dalla riduzione del capitale regolamentare conseguente alla rilevazione del cosiddetto “shortfall” ossia della differenza tra la perdita attesa regolamentare ed i fondi svalutazione crediti presenti in bilancio.

L’impatto positivo conseguente all’adozione dei modelli interni, unitamente alle altre azioni gestionali finalizzate al perseguimento del rafforzamento patrimoniale del Gruppo, tra le quali va ricordato il perfezionamento nel primo trimestre dell’operazione di buy back di propri strumenti di capitale destinati a non essere più computabili in prospettiva dell’applicazione delle nuove regole introdotte con Basilea 3, hanno consentito al Banco Popolare di portare il proprio core tier 1 ratio dal 7,1% di inizio anno al 10,2%. L’indice di patrimonializzazione risulta superiore anche al livello obiettivo suggerito dall’EBA. Considerando anche il buffer straordinario di capitale straordinario richiesto dall’autorità europea al fine di fronteggiare il rischio sovrano, il core Tier 1 capital ratio raggiunge infatti il 9,6%. In crescita anche gli altri indicatori: il tier 1 capital ratio sale dall’8,3% all’ 11,3%, mentre il total capital ratio passa dall’11,7% al 14,1%.

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Banco Popolare: approvata la relazione finanziaria al 30 giugno 2012 ultima modifica: 2012-09-07T09:51:21+00:00 da Flavio Meloni

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